FOM e FIA più allineate sul futuro della F1: cosa è cambiato ora
Il 2026 si apre con un lavoro già avviato sui correttivi, guidato dai punti critici emersi in precedenza. Parallelamente, lo sguardo della Formula 1 resta rivolto al medio e lungo periodo, con discussioni che puntano a definire con anticipo la direzione tecnica e organizzativa della categoria. In particolare, il focus converge sulla costruzione di un futuro regolamentare capace di coinvolgere tutti i costruttori, limitando al contempo i rischi legati alle oscillazioni del mercato.
La necessità di un impianto più solido nasce anche dalla lezione lasciata da crisi industriali che hanno condizionato programmi sportivi di grandi gruppi, come nel caso del Dieselgate, episodio che ha influenzato l’intero sviluppo. Da qui l’esigenza di un meccanismo di protezione: mantenere un terreno comune con i marchi principali per garantire una tecnologia rilevante, evitando che la F1 diventi dipendente dalle scelte dei costruttori.
2031 e regolamento condiviso: protezione dai cambi di rotta
La pianificazione del futuro viene descritta come un percorso su due linee parallele. Da una parte, la Formula 1 ha bisogno dei costruttori; dall’altra, i grandi marchi necessitano della categoria regina come piattaforma per sviluppare e mettere in mostra la propria ricerca tecnologica. In questa logica, l’obiettivo è costruire un impianto regolamentare che mantenga continuità tecnica e competitività.
Guardando all’orizzonte indicato, emerge l’idea che qualcosa è destinato a cambiare in virtù della lezione appresa con il regolamento 2026. La direzione futura mira a ridurre l’esposizione a fattori esterni: se l’industria dovesse attraversare una svolta o una crisi, l’intero ecosistema sportivo dovrebbe restare sostenibile grazie a un quadro più strutturato.
motore del futuro dal 2031: ipotesi V8 e componente ibrida
Tra le possibilità più concrete per il motore del futuro emerge la prospettiva di tornare a un V8 abbinato a un piccolo kers per mantenere una componente ibrida. La scelta, secondo quanto ricordato da Stefano Domenicali, deve essere impostata già quest’anno, perché progettare una nuova PU richiede tempo e risorse ingenti.
Definire in anticipo la direzione tecnica viene presentato come un passaggio indispensabile per lo sport: programmare il ciclo tecnico prima dell’arrivo delle scadenze aiuta a impostare investimenti, sviluppo e traiettorie di progettazione.
V10 e riunioni sulle power unit: ipotesi ventilate
Nel dibattito sulle Power Unit era stata presa in considerazione anche la possibilità di riportare in vita un V10. L’idea era stata ventilata dal Presidente della Federazione nei primi mesi dello scorso anno, aprendo una serie di riunioni dedicate alle tematiche motoristiche.
La fase successiva ha visto un passaggio organizzativo: dopo le risposte fredde di nuovi costruttori come Audi, legate all’anticipo della fine del ciclo tecnico appena iniziato e alla necessità della super-maggioranza, i colloqui sono stati rimandati a dopo l’avvio della stagione. Nel frattempo, l’attenzione è stata concentrata sulle normative 2026.
carburante sostenibile e equilibrio ibrido: indicazioni dal paddock
Un punto centrale della direzione futura riguarda l’individuazione di un carburante sostenibile posto al centro del futuro. Domenicali collega la proposta a un diverso equilibrio tra elettrificazione e un motore endotermico, sottolineando che l’impostazione è coerente con le dinamiche del motorsport.
Nel quadro descritto, l’indirizzo indicato mira anche a permettere risparmi di massa e a introdurre vetture più leggere e più piccole, con l’obiettivo di consentire prestazioni spingibili al massimo. Questa impostazione viene associata a una maggiore soddisfazione per i puristi.
FIA e FOM: nuova sintonia e fiducia operativa
Nel percorso verso i prossimi obiettivi, viene evidenziato un allineamento crescente tra i soggetti coinvolti: il detentore dei diritti commerciali FOM e la FIA risultano più coordinati nel tempo, arrivando a essere descritti come “più una regola che un’eccezione”.
Il rapporto tra Ben Sulayem e la controparte commerciale è stato ricordato come un avvio non semplice nel 2021, con scambi a distanza caratterizzati da tensione. Parallelamente, lo stile di gestione percepito come molto interventista del Presidente della FIA, appena rieletto, aveva inizialmente irritato parte del paddock: dagli aspetti legati a imposizioni su linguaggio e gioielli, fino a uscite di scena di figure dirigenziali.
rapporto più stabile negli ultimi 24 mesi
Nonostante l’inevitabile complessità delle relazioni umane, negli ultimi 24 mesi emerge un quadro in miglioramento. La relazione tra FIA e FOM viene descritta come distesa e orientata a un nuovo punto d’incontro, sostenuto da una fiducia reciproca sui temi più rilevanti. Questo assetto permetterebbe di procedere in direzione comune senza timore che conflitti tra ruoli facciano deragliare l’agenda.
La fiducia viene richiamata anche da Domenicali, che descrive la cooperazione come basata sulla complementarità: l’uno non svolge il ruolo dell’altro. In questa impostazione, la FIA mantiene la propria responsabilità nello sport, mentre il detentore dei diritti commerciali opera nella sfera di propria competenza.
volontari, direzione chiara e fiducia: la gestione del weekend
Accanto alla dimensione tecnica e istituzionale, viene indicata la rilevanza dei volontari presenti in pista. Lo sport, descritto come un’attività di dimensione elevata, non sarebbe possibile senza il loro contributo. Da qui l’esigenza di garantire rispetto e supporto concreto, considerati fattori determinanti per mantenere la fiducia e la continuità operativa.
In questo quadro si inserisce anche il tema della direzione chiara su dove portare lo sport, associando l’impostazione a un dimostrare “con i fatti” l’orientamento scelto.
Viene poi richiamato il ruolo dell’arbitraggio. Ogni weekend si svolge una finale di Coppa del Mondo, quindi l’esigenza è avere gli arbitri migliori. L’obiettivo è offrire ai piloti e a tutti l’affidabilità delle decisioni, sostenendo anche investimenti necessari per evitare che, in assenza di questo elemento, la credibilità dello sport venga meno.
nuovo patto della concordia 2025: supporto a strutture e commissari
Un passaggio fondamentale indicato è il nuovo Patto della Concordia siglato nel 2025, descritto come uno strumento che ha permesso di affrontare alcuni nodi rimasti irrisolti. Pur con contenuti definiti confidenziali, emerge che la FIA disporrà di maggiori fondi per rafforzare strutture, formare personale e commissari.
Il punto organizzativo riguarda commissari che oggi operano su base volontaria. Il rafforzamento viene presentato come vantaggioso sia per la Federazione sia per la Formula 1: avere un organo di governo capace di rispondere alle necessità dello sport rappresenta un supporto per l’intero sistema.
aspettativa di una federazione più forte
Viene riconosciuta anche la necessità di un collegio di commissari più professionale, non basato soltanto sui volontari. L’aspettativa collegata al nuovo accordo è contribuire a rendere la FIA più forte, con un presidente in grado di fornire l’indirizzo per la gestione della parte sportiva di competenza.
ecosistema in crescita: ruoli e responsabilità
La crescita recente viene descritta come molto rapida, con una priorità: garantire che le “gambe del tavolo” siano sufficientemente solide da sostenere l’espansione. Questo significa organizzare l’intero ecosistema, includendo promoter, broadcaster, partner, team e FIA.
Si parla inoltre di una curva di apprendimento superata: oggi la linea viene indicata come molto chiara e la fiducia viene descritta come presente, con un impatto positivo per lo sport.
personaggi citati
Stefano Domenicali e Ben Sulayem sono i principali nominativi richiamati nell’insieme delle dichiarazioni e dei riferimenti istituzionali.
- Stefano Domenicali
- Ben Sulayem
- Audi
