Giuly esulta per il rigore sbagliato : cosa è successo

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Giuly esulta per il rigore sbagliato : cosa è successo

Ludovic Giuly torna a parlare con franchezza di un episodio che continua a pesare a distanza di anni: l’esclusione dalla Coppa del Mondo 2006, decisa dal commissario tecnico dei Bleus Raymond Domenech. In un’intervista rilasciata al podcast Kampo, l’ex nazionale francese descrive la delusione ancora viva, sottolineando soprattutto l’assenza di spiegazioni e il modo in cui la decisione lo ha colpito nel momento in cui, a suo dire, era probabilmente nel suo periodo migliore.

esclusione mondiali 2006: l’amarezza senza spiegazioni

Giuly racconta che il tempo non ha attenuato la sua amarezza. Alla base del suo disagio c’è la mancanza totale di motivazioni ufficiali: secondo quanto dichiarato dall’ex attaccante, non avrebbe ricevuto alcuna spiegazione del motivo dell’esclusione.

Nel ricostruire l’episodio, Giuly afferma che l’unico elemento realmente difficile da accettare è stato il silenzio riservatogli. L’ex nazionale lascia intendere che anche una giustificazione banale, persino personale, sarebbe stata più tollerabile rispetto al vuoto che ha accompagnato la scelta. Restano quindi il disorientamento e la frustrazione di fronte a una decisione che lo ha escluso dalla lista dei Mondiali.

la delusione per un periodo in cui i risultati erano già arrivati

Giuly lega la scelta al contesto di quel periodo: parla di una fase in cui riteneva di trovarsi probabilmente nella forma migliore della sua carriera. In più, richiama i risultati ottenuti con il Barcellona, ricordando i traguardi storici raggiunti nella stagione appena conclusa.

La reazione dei compagni di squadra in Catalogna viene descritta come sorprendente. Giuly ricorda che Samuel Eto’o gli avrebbe detto di smettere di parlare e di diffondere “stronzate”, mentre Ronaldinho gli avrebbe ripetuto la stessa risposta, chiedendogli di non insistere perché, a loro avviso, non poteva essere vero.

mondiale 2006 in germania: il rifiuto di guardare le partite

Giuly introduce poi un elemento decisivo: per come si sentiva, dichiara di non aver guardato nemmeno una partita del Mondiale 2006 in Germania. L’emozione raccontata è netta e si riflette nella scelta di non seguire da spettatore il percorso della Francia.

Secondo quanto riferito dall’ex giocatore, il motivo è legato al livello di dolore ancora presente: non voleva assolutamente che la sua nazionale vincesse. Arriva persino a descrivere un atteggiamento che esce dall’ambito del semplice distacco, fino alla decisione di tifare per il fallimento della Francia.

la finale di berlino: la richiesta a trezequet sul rigore

La dichiarazione più forte riguarda la finalissima di Berlino contro l’Italia, con Gigi Buffon tra i protagonisti. Giuly afferma di essere andato oltre il semplice desiderio di sconfitta: racconta di aver pregato affinché David Trezeguet sbagliasse il suo rigore.

Nel momento in cui il rigore calciato dal calciatore juventino produce l’esito che di fatto determina la sconfitta francese, Giuly descrive una reazione sorprendente. Secondo le sue parole, avrebbe urlato di gioia insieme ai membri della sua famiglia e si sarebbe lasciato andare ad abbracci.

richiami al 2018: il parallelo con le parole di koscielny

Le affermazioni di Giuly evocano, nel racconto, un altro caso già emerso in passato: le dichiarazioni rese da Laurent Koscielny in occasione del Mondiale 2018, saltato per un infortunio avvenuto poco prima del torneo. Anche in quel contesto, Koscielny avrebbe descritto la propria esperienza in termini intensi, definendo la Coppa del Mondo come una “macchia nera” nella vita.

Il difensore, secondo quanto riportato, spiegò un sentimento particolare e contraddittorio: un desiderio di vedere la qualificazione della squadra, ma allo stesso tempo la volontà che perdesse. Viene citato anche un lato ritenuto egoista di quell’emozione, presentato come parte inevitabile di ciò che si prova quando si è costretti a restare fuori dal torneo.

personaggi citati

  • Ludovic Giuly
  • Raymond Domenech
  • Samuel Eto’o
  • Ronaldinho
  • Gigi Buffon
  • David Trezeguet
  • Laurent Koscielny
Giuly con la pettorina gialla in panchina con il Psg

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