Gravina al della sera calcio specchio del paese mondiali rigori e sul successore cosa dice

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Gravina al  della sera calcio specchio del paese mondiali rigori e sul successore cosa dice

Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, torna a parlare dopo poche settimane dalla decisione legata al KO con la Bosnia. Le sue dichiarazioni, raccolte in un’intervista al Corriere della Sera, ruotano attorno alle motivazioni delle dimissioni e ai passaggi più contestati del suo mandato, con riferimenti diretti a responsabilità, critiche ricevute e prospettive future.

dimissioni FIGC e KO con la Bosnia, le parole di Gabriele Gravina

Le dimissioni di Gravina arrivano dopo l’esclusione dell’Italia dai Mondiali 2026, determinata dalla sconfitta nella finale dei playoff contro la Bosnia. Gravina affronta il tema delle proprie responsabilità e chiarisce i punti che, secondo la sua ricostruzione, hanno caratterizzato un momento complesso e decisivo per la nazionale.

Nel suo ragionamento, Gravina distingue tra il peso delle critiche e il limite oltre il quale non intende accettare ulteriori attacchi. Di fronte a reazioni anche molto dure, sostiene di aver mantenuto un atteggiamento di silenzio, senza però accettare l’idea di essere giudicato “indegno”.

critiche, insulti e responsabilità: cosa risponde Gravina

Gravina afferma di aver accettato le critiche in silenzio e di averle tollerate anche quando si sono trasformate in insulti. Indica però un confine: non ritiene corretto che vengano attribuite patenti di moralità e sostiene che nessuno, secondo lui, possa permettersi tali giudizi “dentro” o “fuori” dal mondo del calcio. Per quanto riguarda specifici nomi, dichiara di non volerne fare.

Nel merito sportivo, la sua posizione collega i risultati della nazionale alle responsabilità individuali, riconducendo parte della situazione a errori sul campo. Gravina afferma di non essere d’accordo con l’idea che l’andamento della nazionale determini automaticamente crisi politiche, pur riconoscendo propri episodi del passato che, a suo dire, avrebbero potuto essere migliori.

gravina e i riferimenti agli errori come calciatore

Nel ricostruire la propria prospettiva, Gravina cita due rigori sbagliati contro la Svizzera e tre palle goal con la Bosnia, aggiungendo che dal dischetto, in quella circostanza, ne avrebbe tirati uno alto e un altro sulla traversa. Da qui l’idea che avrebbe dovuto allenarsi di più.

promessa ai tifosi e motivazioni delle dimissioni: l’“ultimo atto d’amore”

Tra i passaggi più ricorrenti nelle sue parole, Gravina richiama la mancata promessa fatta ai tifosi italiani. Riferisce di aver detto che la squadra sarebbe dovuta arrivare ai Mondiali anche “a nuoto”, ma sostiene che quell’obiettivo non è stato raggiunto. Le dimissioni, secondo quanto afferma, rappresentano per lui un ultimo atto d’amore verso il calcio.

Gravina collega la decisione anche alla volontà di evitare che attacchi personali potessero finire per penalizzare la Federazione. Sostiene inoltre di aver pensato di farsi da parte già prima dei playoff, non tanto per sentirsi fuori posto, quanto per i vincoli che, a suo giudizio, frenano la crescita e lo sviluppo del movimento. Descrive un contesto in cui la frustrazione diventa più intensa e i giudizi arrivano senza piena consapevolezza.

Racconta anche una fase personale di forte isolamento, dicendo di vivere “quasi da recluso” tra casa e Federazione. Nel quadro generale, la sua lettura assegna al calcio un ruolo di “cartina di tornasole” della società, in cui, in determinati momenti, si intensificano istinti e reazioni.

futuro della FIGC e successore: “non tirerò la volata a nessuno”

Interrogato sulla figura che dovrebbe arrivare al suo posto, Gravina dichiara di non voler assumere un ruolo di regista del futuro. Sostiene di non essere intenzionato a “tirare la volata” a qualcuno e respinge l’idea di accordi con terzi. Ritiene che, alla fine, le componenti dovranno mostrare senso di responsabilità e individuare un candidato capace di raccogliere il maggior numero di consensi.

Nel suo ragionamento, osserva che in Italia della nazionale si interessano soprattutto i tifosi, mentre per gli altri — secondo quanto afferma — il calcio diventa terreno utile soprattutto per rivendicazioni e posizionamenti personali quando le cose vanno male.

sport e professionismo: chiarimenti sul tema dei “dilettanti”

Gravina affronta anche una questione legata alle sue parole sul concetto di dilettanti riferito ad altri sport. Precisa che l’interpretazione ricevuta in Italia non corrispondeva alle intenzioni originarie. Secondo la sua ricostruzione, il punto da sottolineare riguardava il fatto che il professionismo debba rispettare regolamentazioni nazionali e internazionali.

Ribadisce di non aver avuto l’intenzione di mettere in dubbio o svilire impegno e professionalità degli atleti di altre discipline.

gatttuso e buffon: apprezzamenti e responsabilità future

Parlando di Gattuso, Gravina lo definisce un allenatore preparato e una persona “meravigliosa”. Sottolinea che, nonostante i pochi allenamenti disponibili, sarebbe riuscito a dare un’anima alla squadra. Rispetto all’esito sportivo, sostiene che il primo dispiaciuto sarebbe stato proprio Gattuso.

Su Buffon, Gravina afferma di averlo voluto al Club Italia perché ritiene che abbia una grande carriera da dirigente davanti a sé. Dice che in questi anni si è formato ed è cresciuto molto e aggiunge che ora spetterà a Buffon compiere le scelte migliori per il proprio futuro.

rischio euro 2032 e ruolo in uefa: il lavoro per l’Italia

Gravina affronta anche il tema del possibile rischio legato a euro 2032. Ricorda che, secondo quanto afferma, si sapeva di partire con forti criticità. A suo giudizio, l’Europeo con la Turchia — che rivendica come un grande successo della sua presidenza — avrebbe dovuto funzionare da stimolo per riportare l’Italia a livello internazionale.

Indica i ritardi nella nomina del commissario e l’assenza di sostegno economico da parte del Governo come fattori che, nella sua lettura, non hanno prodotto l’accelerazione auspicata. Al tempo stesso dichiara di non arrendersi: nel ruolo di vicepresidente UEFA continuerà a lavorare affinché l’opportunità per l’Italia si concretizzi.

Precisa inoltre di continuare a operare in UEFA e di mettere la propria esperienza a disposizione, aggiungendo di non voler essere considerato un ex presidente “ingombrante”.

riorganizzazione dei campionati e diritto d’intesa: il punto sulle regole

Un’ultima area centrale riguarda la riorganizzazione dei campionati. Gravina sostiene di aver presentato, negli ultimi anni, proposte alle diverse componenti. Ribadisce però che, finché esisterà il cosiddetto “diritto d’intesa” — definito da lui come un “diritto di veto” — non si potrà arrivare a una riduzione con conseguente riorganizzazione dei campionati.

Quando parla dell’aiuto che la politica può offrire al calcio, Gravina specifica che intende anche quel passaggio: dare indicazioni al Coni affinché venga eliminato il blocco nel sistema delle regole.

figure citate da Gabriele Gravina

  • Gabriele Gravina
  • Gattuso
  • Buffon
Gabriele Gravina

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