Hakimi rinvio a giudizio confermato per violenza sessuale: messaggio social durante i mondiali 2026

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Hakimi rinvio a giudizio confermato per violenza sessuale: messaggio social durante i mondiali 2026

La vicenda giudiziaria di Achraf Hakimi torna a intensificarsi con un passaggio chiave nel procedimento per l’accusa di violenza sessuale. La Corte d’Appello di Versailles ha confermato il rinvio a giudizio davanti alla corte penale degli Hauts-de-Seine, in un momento particolarmente delicato per il calciatore, impegnato ai Mondiali 2026 con la nazionale del Marocco.

corte d’appello di versailles: confermato il rinvio a giudizio di hakimi

La decisione della Corte d’Appello di Versailles conferma il rinvio a giudizio per Achraf Hakimi, chiamato a rispondere dell’accusa di violenza sessuale nell’ambito del procedimento davanti alla corte penale degli Hauts-de-Seine.

Il verdetto arriva mentre la situazione resta sotto i riflettori, sia per l’eco mediatica sia per l’iter giudiziario ancora in corso. La fase attuale mantiene il caso al centro dell’attenzione, in parallelo con la presenza del calciatore ai Mondiali 2026.

messaggio social di hakimi: lo sfogo dopo la decisione della corte

Di fronte al nuovo sviluppo, il difensore ha scelto di rompere il silenzio con una comunicazione pubblica sui social. La presa di posizione arriva in un contesto in cui, secondo quanto riportato, la sua avvocata avrebbe suggerito di mantenere il massimo riserbo in attesa del processo.

Nel post pubblicato su X, Hakimi ha affidato al testo una reazione articolata e diretta. Tra le frasi contenute nel messaggio compare: «La giustizia mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: ‘Se non fossi famoso, non ci sarebbe mai stato un caso’». Un passaggio che restituisce il disagio espresso dal giocatore rispetto alla vicenda.

silenzio e discrezione: la ricostruzione delle motivazioni di hakimi

Hakimi ha spiegato di aver scelto, per anni, una linea improntata alla discrezione, al silenzio e all’attesa, sostenuta dalla fiducia nel lavoro della giustizia. Nel messaggio ha aggiunto: «Ho pensato che restare dignitoso, paziente e fidarmi della giustizia avrebbe portato alle decisioni giuste».

La comunicazione del calciatore richiama quindi l’idea di un atteggiamento di attesa lungo nel tempo, con l’obiettivo di arrivare a decisioni considerate coerenti con i fatti.

la contestazione della narrazione: “non è la mia storia”

Nel testo diffuso sui social, il difensore ha messo in evidenza il proprio disagio legato a una ricostruzione che, a suo dire, non rappresenterebbe la realtà dei fatti. Hakimi ha scritto: «Una storia che non è la mia viene raccontata a danno della mia famiglia, della mia vita e soprattutto della verità». In un’ulteriore parte del messaggio, la percezione espressa è quella di essere diventato «un bersaglio facile».

attesa del processo e prospettiva di una nuova esposizione

La comunicazione pubblica si conclude con la volontà di affrontare il processo. Hakimi ha ribadito di attendere questo passaggio dal primo giorno e ha aggiunto che, dopo la decisione, l’attesa risulta ancora più forte.

Nel messaggio viene evidenziato anche l’obiettivo di poter finalmente fornire la propria versione: «Finalmente potrò parlare». La vicenda giudiziaria resta dunque aperta, mentre il calciatore continua il proprio percorso con il Marocco ai Mondiali 2026.

Achraf Hakimi, terzino del PSG

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