Ibrahimovic al barcellona: moratti racconta cantona e la rivincita di mourinho al real madrid

• Pubblicato il • 5 min
Ibrahimovic al barcellona: moratti racconta cantona e la rivincita di mourinho al real madrid

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, torna a parlare del nerazzurro con lo stile dell’uomo che ha vissuto da protagonista le stagioni che hanno fatto scuola. Durante una puntata del podcast sportivo Sky Calcio Unplugged, alla presenza dell’ex bomber Julio Cruz, Moratti mette in fila aspetti del calciomercato, valutazioni su giocatori e allenatori, e ricordi legati a trattative finite, oppure sfumate, in momenti decisivi. Dalle scelte di investimento alle certezze di spogliatoio, passando per episodi storici che hanno cambiato il corso di alcuni ragionamenti dirigenziali, il quadro che emerge è fatto di dettagli e convinzioni precise.

investimenti e calciomercato: la linea di moratti sui “forti”

Con un’impostazione netta sui futuri investimenti, Moratti ribadisce una logica collaudata: “è bene spendere per uno forte”. La motivazione è economica e sportiva allo stesso tempo: il valore viene ripagato dal gioco e, in ottica di mercato, il giocatore tende a mantenere il suo prezzo se diventa necessario cederlo.

Osservando la Serie A, Moratti individua un esempio in Italia, citando un profilo specifico: Nico Paz del Como. L’apprezzamento viene descritto con insistenza, arrivando fino a una valutazione molto marcata: Paz “mi sembra fortissimo”, con il piacere di seguirlo da vicino rispetto a un contesto considerato familiare, quello del campionato italiano.

inter e guida tecnica: chivu tra coraggio e crescita

L’attenzione passa poi all’attuale guida tecnica dell’Inter, con Moratti che richiama l’esperienza del romeno da calciatore. Nel racconto emerge un’immagine precisa del carattere: Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento sicuro, tranquillo, pur rivelando un fondo di grande audacia. Moratti lo definisce “coraggiosissimo”, collegando l’idea di solidità mentale a un episodio di grande impatto fisico.

l’infortunio al cranio e il ritorno in campo

Tra i passaggi più intensi del racconto, Moratti richiama l’infortunio al cranio: “si è spaccato la testa con un buco vero”. Il recupero viene descritto come lungo e complesso, con un mese di operazioni prima del rientro in campo. In chiusura, Moratti riporta anche una testimonianza diretta attribuita a Chivu: durante il gioco, quando colpiva la palla di testa, per cinque secondi vedeva buio.

promozione totale: chivu all’inter

Nel ruolo attuale da mister, il giudizio di Moratti è molto orientato alla continuità progettuale: “all’Inter facciamo crescere Chivu”. L’ex presidente parla anche dell’approccio verso una possibile carriera da allenatore, affermando che il tema non era stato posto come problema, e che quando Chivu ha allenato lo ha fatto bene. Il quadro si chiude con una considerazione esplicita sul contesto: “poi benissimo all’Inter”.

le certezze in rosa: lautaro martínez e barella

Per mantenere l’ossatura della squadra, Moratti descrive un orientamento molto chiaro sui pilastri. Su Lautaro Martinez parla di maturità crescente nel modo di fare e di caratteristiche personali: fisico leggero, intelligenza e soprattutto carattere da capitano. La sintesi è netta: Moratti lo indica come “l’uomo su cui conto di più”.

Anche su Barella la stima viene presentata come fondata sul carattere e sulla capacità di incidere quando conta: “lo trovo un altro giocatore da tenere” per la sua tenuta nei momenti decisivi e per l’espressione più efficace nel “momento buono”.

affari storici e grandi suggestioni: ibrahimovic, cantona e il rammarico su mou

Nel ricordo del mercato, Moratti richiama uno scambio con il Barcellona che considera memorabile. L’idea di partenza viene presentata con un passaggio diretto: “Ibrahimovic è uno che vince sempre”, “un vincente nato”. Il risultato raccontato è opposto alle aspettative, con il confronto costruito sul dato finale: “e invece abbiamo vinto noi tutto”.

Nello stesso contesto, Moratti ricorda anche un aspetto umano dell’interlocuzione: il suo imbarazzo legato a un mancato allineamento tra le prospettive in gioco e la realtà del momento. Il riferimento è collegato a un problema citato insieme a Messi: “Ibrahimovic col problema di Messi” non aveva funzionato nell’intesa attesa.

la rissa, cantona e l’operazione che non decolla

Il rammarico più marcato riguarda invece un tentativo mancato legato a Cantona e a una famosa rissa. Moratti descrive l’intuizione dirigenziale in modo pragmatico: “fantastico”, perché l’idea era che la squalifica potesse creare una finestra utile per portare Cantona a Milano. Nonostante l’avvicinamento e l’incontro del giorno successivo, l’operazione non si concretizza: “incontrammo il giorno dopo Cantona”, e l’elemento decisivo sarebbe stato la disponibilità a venire a Milano. La chiusura del ricordo resta malinconica: se lo avessimo preso subito, Moratti afferma che “vincevamo il campionato il primo anno”, definendolo un giocatore “veramente … eccezionale”.

augurio a mourinho e destino del real

La chiusura del racconto include un augurio rivolto a Mourinho. Moratti esprime il desiderio che il Real Madrid possa ingaggiarlo, in modo che per Mourinho rappresenti una rivincita: “mi farebbe molto piacere se lo prendesse il Real Madrid”.

protagonisti citati nell’intervento

  • Massimo Moratti
  • Julio Cruz
  • Nico Paz
  • Chivu
  • Lautaro Martinez
  • Barella
  • Ibrahimovic
  • Cantona
  • Mourinho
Moratti

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