Inchiesta arbitri bussata al var testimonianze e silenzio della giustizia sportiva

• Pubblicato il • 4 min
Inchiesta arbitri bussata al var testimonianze e silenzio della giustizia sportiva

Un’indagine che sta scuotendo il calcio italiano a più livelli, con al centro il condizionamento dell’operato al VAR e una sequenza di elementi che ha trasformato sospetti e testimonianze in un vero caso giudiziario. La vicenda, raccontata anche da Le Iene, intreccia segnali fisici, ricostruzioni su specifici episodi e le ricadute sul lavoro dei vertici arbitrali. Al centro della tempesta mediatica e processuale figura Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, autosospeso dopo un avviso di garanzia per frode sportiva emesso dalla Procura di Milano.

inchiesta arbitri: il presunto sistema di pressioni sul VAR

La ricostruzione avanzata dagli inquirenti ruota attorno a un presunto meccanismo di pressioni finalizzato a minare l’indipendenza decisionale nel centro VAR di Lissone. Il quadro delineato mira a spiegare come determinate azioni o comunicazioni potessero influenzare la valutazione degli interventi davanti ai monitor.

gianluca rocchi: autosospensione dopo l’avviso di garanzia

La figura di Gianluca Rocchi assume un ruolo centrale nella vicenda. Il designatore arbitrale di Serie A e B si è ufficialmente autosospeso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per frode sportiva da parte della Procura di Milano.

le dichiarazioni: difesa e rivendicazione della trasparenza

Nel confronto acceso dal caso, Rocchi ha respinto le contestazioni difendendosi con un messaggio improntato alla trasparenza. Sono state riportate frasi in cui viene ribadito un modus operandi orientato a lavorare “sempre” secondo un’unica modalità, con l’idea di mettere in chiaro ogni aspetto del proprio operato.

mistero bussata al var: Udinese-Parma e la svolta nell’assegnazione

Tra gli snodi più discussi compare il presunto episodio della “bussata al VAR”. L’ipotesi accusatoria sostiene che un segnale fisico o gestuale possa essere stato usato per condizionare le scelte di chi opera davanti ai monitor.

bussata al var e rigore: la ricostruzione di domenico rocca

Secondo quanto riferito dall’ex guardalinee Domenico Rocca, l’episodio chiave sarebbe collocato nel match Udinese-Parma. Rocca ha descritto una dinamica in cui, in sala VAR, si rivede un’azione con l’obiettivo di capire se possa configurarsi un calcio di rigore. Il racconto evidenzia che, in una fase iniziale, i VAR avrebbero valutato l’assenza di rigore perché il movimento del braccio sarebbe risultato congruo. A un certo punto, però, si sarebbe percepito un segnale riconducibile a una sorta di “toc toc”, elemento che avrebbe portato a una variazione netta nell’interpretazione e alla successiva chiamata dell’arbitro per assegnare un calcio di rigore.

limiti del supervisore: il ruolo che non può interferire

Rocca ha anche chiarito un punto regolamentare legato al comportamento del supervisore in sala. La posizione espressa è netta: il supervisore non potrebbe interferire con la sala VAR durante quei momenti decisivi.

segnali convenzionali e clima di condizionamento: testimonianze

Ad alimentare le ricostruzioni è intervenuto anche Pasquale De Meo, ex arbitro, che ha confermato l’esistenza di un clima di possibile condizionamento all’interno dell’AIA. Secondo la sua testimonianza, sarebbero stati usati dei segni convenzionali per indirizzare in modo riservato le decisioni.

giustizia sportiva e discrepanze: archiviazione e reazioni

Un ulteriore elemento emerso nel servizio riguarda una discrepanza tra la lettura delle circostanze da parte della giustizia sportiva e la presenza di materiale video ritenuto idoneo a dimostrare un’eventuale interferenza. La giustizia sportiva, sotto la guida del procuratore Giuseppe Chinè, avrebbe inizialmente archiviato il caso nonostante i filmati.

chiné davanti alle telecamere: risposta troncata

Incalzato dalle domande sul motivo della rapida archiviazione, Chinè avrebbe risposto con frasi sintetiche, scegliendo di non fornire chiarimenti. La dichiarazione riportata include anche un riferimento all’incapacità di comprendere il tema trattato, chiudendo la spiegazione con una formula emblematica: “Non so di cosa sta parlando”.

figc e prossimi passaggi: trasparenza promessa e indagine in corso

Nel frattempo, anche la componente legata alla governance arbitrale ha avuto un passaggio pubblico. L’ex presidente dell’AIA Antonio Zappi ha scelto toni volti a rassicurare l’opinione pubblica, formulando un impegno orientato alla trasparenza. Al contempo, è stato indicato che le immagini sarebbero state rese disponibili, senza però la pubblicazione immediata dei materiali.

zappi: promessa di vedere le immagini

La linea comunicativa attribuita a Zappi si concentra sulla promessa di divulgare i filmati: la dichiarazione riportata parla di un impegno a mostrare le immagini al pubblico.

personaggi citati

  • Gianluca Rocchi
  • Filippo Roma
  • Marco Occhipinti
  • Domenico Rocca
  • Pasquale De Meo
  • Giuseppe Chinè
  • Antonio Zappi
Rocchi

Per te