Inter scudetto: capello esalta chivu e lautaro e sceglie i tre giocatori per il futuro
Fabio Capello, allenatore ed opinionista, ha analizzato le ragioni della vittoria dello Scudetto dell’Inter, concentrandosi sulle dinamiche che hanno portato al trionfo tricolore nella stagione 2025-26. Nel suo ragionamento emergono l’impatto della guida tecnica, la capacità della squadra di rialzarsi dopo i colpi precedenti e il ruolo decisivo di alcuni elementi chiave, con un’attenzione particolare anche agli equilibri interni e alle prospettive future.
fabio capello e le motivazioni dello scudetto inter 2025-26
Capello ha posto al centro una lettura psicologica e organizzativa del percorso dell’Inter. Un passaggio determinante riguarda la necessità di archiviare rapidamente la delusione legata alla sconfitta nella finale di Champions dell’anno scorso contro il Paris Saint-Germain. Il nodo non è soltanto sportivo: secondo l’analisi, quella partita resta nella testa e non è semplice da superare. In questo quadro rientra il lavoro di Chivu, descritto come elemento capace di ricondurre la squadra su una strada solida, facendo tornare fiducia nelle proprie capacità e anche nella figura guida, nelle sue indicazioni e nel messaggio trasmesso.
chivu e il lavoro psicologico che ha cambiato il percorso
Il racconto di Capello delinea un’azione concreta su più livelli. Da un lato c’è il tentativo di far dimenticare l’impatto emotivo della stagione precedente in ambito Champions; dall’altro si evidenzia l’effetto sulla coesione e sull’autostima del gruppo. La gestione viene spiegata come un lavoro volto a scacciare i fantasmi e a permettere ai giocatori di rientrare in un processo competitivo più coerente, riportandoli a uno stato mentale in linea con gli obiettivi.
inizio anno, infortuni e continuità altalenante
Capello ricorda che, all’avvio della stagione, l’Inter era considerata l’unica squadra capace, sulla carta, di competere con il Napoli. Nello stesso tempo, sottolinea che Conte ha dovuto fare i conti con diversi problemi legati agli infortuni, citando anche quelli di Calhanoglu e il stop lungo di Dumfries. In particolare, viene evidenziata la mancanza dell’olandese sulla fascia.
Secondo Capello, nonostante la presenza di qualità e forza su tempi lunghi, ha pesato l’andamento non sempre regolare: in alcuni momenti la squadra domina per quarto d’ora o venti minuti per tempo, per poi spegnersi. Nella parte europea, inoltre, l’Inter non ha superato lo scoglio dei playoff, uscendo contro il Bodo. Rispetto all’annata precedente, l’aspettativa era di avanzare ulteriormente, ma il ragionamento finale porta a un cambio di prospettiva: una volta aperta la possibilità di doppio trofeo, con Scudetto e Coppa Italia vicini, l’attenzione diventa orientata al futuro, con l’obiettivo di capire cosa migliorare nella stagione successiva.
una gestione simile a quella vissuta da capello al milan
Capello accosta la situazione a un momento personale: descrive la sensazione di trovarsi di fronte a uno scenario analogo a quello vissuto quando prese il Milan. La chiave, nella sua lettura, è un grande lavoro psicologico e l’azione per far superare criticità che si erano accumulate.
lautaro la stella: grinta, esempio e impatto totale
Tra i protagonisti dell’Inter, Capello indica con chiarezza Lautaro come “giocatore da copertina”. A suo avviso è stato l’elemento che ha incarnato il ruolo di capitano per tutto il corso della stagione, sia in campo sia nello spogliatoio. Il punto centrale è la capacità di restare grintoso in ogni fase, di stimolare i compagni e di continuare a dare segnali positivi anche quando, a causa di un infortunio, non è stato possibile scendere in campo.
Capello aggiunge che Lautaro ha saputo andare oltre i gol realizzati e si è distinto per il valore dell’esempio quotidiano sul terreno di gioco, contribuendo in modo determinante all’identità della squadra.
il valore dell’italianità e il contributo del blocco azzurro
Un altro aspetto evidenziato riguarda la presenza di un blocco italiano nella Serie A. Capello afferma di essere soddisfatto per l’esistenza di una squadra con una rilevante rappresentanza di italianità, tema che considera mancante in molte altre realtà. Nella sua lettura, questa caratteristica potrebbe aver avuto un impatto anche per Chivu, collegato a un attaccamento alla maglia. Nel complesso, pur riconoscendo che anche il gruppo italiano ha vissuto momenti di flessione e difficoltà, viene sottolineato che il contributo è stato totale.
pio esposito e la crescita segnalata da capello
Capello dedica una frase netta a Pio Esposito, sintetizzando la sua evoluzione con l’idea che “il pulcino è diventato grande”.
i nuovi innesti: su akanji e sucic l’indicazione di capello
Parlando dei giocatori arrivati o comunque inseriti con maggiore rilevanza, Capello osserva che Akanji non aveva bisogno di presentazioni: lo definisce come una sicurezza e come un elemento che ha confermato questo ruolo in campo. Per quanto riguarda la seconda indicazione, Capello sceglie Sucic, sostenendo che il croato possiede tutte le potenzialità per trasformarsi, nei prossimi anni, in un vero giocatore da Inter.
mercato e priorità per il futuro dell’inter
Capello affronta anche la direzione futura, collegandola al contesto societario. Nel ragionamento, l’idea di mercato resta inevitabile, ma viene chiarito che la pianificazione dipenderà anche dalle casse della società. Sul piano delle priorità, viene indicata la necessità di un portiere, poi di un difensore centrale e di un centrocampista. Non si parla di un profilo offensivo, bensì di un elemento in grado di sostituire Calhanoglu quando non è disponibile.
In attacco, invece, Capello ritiene che l’assetto attuale sia già adeguato e dichiara che non toccherebbe niente.
personalità citate nel racconto
- Fabio Capello
- Chivu
- Conte
- Lautaro
- Calhanoglu
- Dumfries
- Paris Saint-Germain
- Bodo
- Akanji
- Sucic
- Pio Esposito
- Napoli
