Jonas vingegaard stacca tutti e conquista la maglia rosa a pila: reazione di pellizzari e piganzoli sorprendono

• Pubblicato il • 5 min
Jonas vingegaard stacca tutti e conquista la maglia rosa a pila: reazione di pellizzari e piganzoli sorprendono

Jonas Vingegaard firma la quattordicesima tappa del Giro d’Italia con arrivi in salita che consolidano il suo ruolo di riferimento. Al traguardo di Pila arriva un’altra prova di forza: l’attacco arriva nel momento decisivo e porta con sé il trionfo parziale, la Maglia Rosa e una porzione importante di vantaggio in ottica generale. La tappa racconta un danese della Visma | Lease a Bike capace di dominare senza ricorrere a gesti eclatanti, lasciando però pochissimo spazio a chi prova a resistere.

quattordicesima tappa del giro a pila: vingegaard domina e conquista la maglia rosa

La giornata di gara si apre con una selezione già nella fase iniziale. In quota si forma un drappello ampio e variegato, composto da atleti capaci di presidiare la testa della corsa. La situazione cambia però rapidamente: il gruppo non apre reale margine agli attaccanti, perché la squadra del leader imposta il ritmo. La Visma | Lease a Bike detta le condizioni, gestendo il vantaggio e mantenendo il controllo dei tempi.

Quando il finale prende forma, l’azione diventa progressivamente più intensa. Il tentativo di rendere la giornata diversa viene affidato a più uomini, ma la risposta del plotone è rapida e determinata. Solo con la progressione finale Jonas Vingegaard riesce a imporre lo strappo che decide il copione della tappa: nessuno riesce a restare agganciato alla sua ruota, con un distacco che cresce fino alla linea d’arrivo.

Il primo a cedere, a distanza di meno di cinque chilometri dall’arrivo, è la parte finale del tentativo che prova a reggere. A chiudere per ultimo, come già avvenuto in precedenti arrivi in salita, è l’austriaco Felix Gall, capace di arrivare a 48” dalla vetta.

drappello iniziale e gestione del vantaggio: la corsa si accende presto

Come avviene spesso nelle fasi iniziali del Giro, la tappa porta alla formazione di un gruppo al comando. In fuga compaiono Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Alexander Cepeda e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Enric Mas, Juanpe López, Lorenzo Milesi, Einer Rubio (Movistar Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team), David de la Cruz, Mark Donovan, Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-BORA-hansgrohe), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman, Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla), Warren Barguil (Team Picnic PostNL), Mattia Bais, Ludovico Crescioli (Team Polti VistiMalta), Jan Christen, Igor Arrieta e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates-XRG), Wout Poels (Unibet Rose Rockets), Johannes Kulset e Andreas Leknessund (Uno-X Mobility).

finale e battaglia conclusiva: il ritmo spegne gli attacchi

La corsa, nel suo sviluppo, non concede tregua al drappello. La squadra che difende i colori del leader impone un passo efficace già dal via e limita la possibilità di consolidare l’allungo. Con l’avvicinarsi dell’ascesa finale, circa una decina di uomini tenta di entrare nella fase decisiva con un vantaggio che si attesta intorno ai due minuti rispetto al plotone della Maglia Rosa. Tra loro figura anche Giulio Ciccone, descritto come uno dei più attivi nel cercare la resa definitiva dell’azione.

Nel confronto diretto del finale, Ciccone e Rubio provano in ogni modo a cambiare l’inerzia della tappa. L’intensità però viene neutralizzata dal ritmo imposto dalla parte alta della corsa: la progressione alle spalle di Campenaerts, Kuss e Piganzoli risulta impressionante, portando ad alcune uscite di scena di rilievo. Tra le vittime indicate figurano Ben O’Connor, Afonso Eulalio (Maglia Rosa) e Derek Gee.

Negli ultimi frangenti, il punto di svolta arriva con la progressione di Jonas Vingegaard a meno di cinque chilometri dall’arrivo. Da lì prende forma il distacco definitivo: l’austriaco Felix Gall chiude per ultimo a distanza di 48” dalla vetta.

risultati chiave: pellizzari sale, gall resiste, arensman e storer rincorrono

Una delle scalate più significative della giornata è quella di Giulio Pellizzari. L’azzurro, descritto inizialmente come sempre in ultima posizione nel drappello, riesce a recuperare passo dopo passo fino a superare i rivali. La rimonta si concretizza con un quinto posto, con la capacità di riprendere Jai Hindley (secondo a 58”) e anche Piganzoli, indicato come quarto al traguardo. Il risultato arriva nonostante il lavoro svolto.

Thymen Arensman chiude in sesta posizione a 1’22” dalla vetta, seguito da Storer.

Per quanto riguarda gli altri distacchi, Afonso Eulalio conclude con 3’ di ritardo, presentandosi in grande difficoltà e arrivando davanti a Ben O’Connor.

principali presenze di tappa: nomi in evidenza tra fuga e finale

  • Jonas Vingegaard
  • Luca Vergallito
  • Martin Marcellusi
  • Alexander Cepeda
  • Jardi Christiaan van der Lee
  • Giulio Ciccone
  • Enric Mas
  • Juanpe López
  • Lorenzo Milesi
  • Einer Rubio
  • Jan Hirt
  • David de la Cruz
  • Mark Donovan
  • Nickolas Zukowsky
  • Aleksandr Vlasov
  • Gianmarco Garofoli
  • Koen Bouwman
  • Christopher Juul-Jensen
  • Warren Barguil
  • Mattia Bais
  • Ludovico Crescioli
  • Jan Christen
  • Igor Arrieta
  • Jhonatan Narváez
  • Wout Poels
  • Johannes Kulset
  • Andreas Leknessund
  • Giulio Pellizzari
  • Felix Gall
  • Thymen Arensman
  • Storer
  • Ben O’Connor
  • Afonso Eulalio
  • Derek Gee
  • Campenaerts
  • Kuss
  • Piganzoli
  • Jai Hindley
Jonas Vingegaard
Categorie: Ciclismo

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