La prima volta che ti ho vista, il libro che racconta la favola di Grottazzolina

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La prima volta che ti ho vista, il libro che racconta la favola di Grottazzolina

Alla Fiera del Libro di Torino si è svolta una presentazione nazionale dal forte impatto emotivo e culturale: “La prima volta che ti ho vista”, il libro firmato da Davide Romani con la prefazione di Federico Buffa, ripercorre la favola di Grottazzolina nel panorama della pallavolo italiana. L’evento è stato raccontato nel contesto del padiglione della Regione Marche, in collaborazione con il comune di Grottazzolina, offrendo una cornice coerente con i temi centrali dell’opera: origine, continuità e legame con il territorio.

la presentazione nazionale di “la prima volta che ti ho vista” a torino

Nel padiglione dedicato alla Regione Marche, la presentazione ha messo al centro il percorso di una realtà sportiva nata su un campo sterrato nel 1971 e cresciuta nel tempo senza perdere identità, valori e radici locali. Il racconto è stato costruito attraverso contributi distinti, con l’alternarsi di interventi capaci di coprire più prospettive: quella della guida tecnica, dell’autore e dell’editoria.

Durante l’incontro si sono susseguiti gli interventi del coach Massimiliano Ortenzi, dell’autore Davide Romani e dell’editore Luca Bartoli. La moderazione è stata affidata ad Alvin Crescini, che ha coordinato il dialogo mantenendo la narrazione ancorata ai contenuti del libro.

da grottazzolina nel 1971 alla superlega: il filo narrativo del libro

Il volume prende avvio dalla prima storica partecipazione della Yuasa Battery Grottazzolina alla Superlega, ma sceglie di non fermarsi al risultato raggiunto. La struttura del racconto segue un movimento a ritroso, con un flashback che riporta all’aprile del 1971, quando tutto ebbe origine su un campo sterrato.

Da quel punto prende forma un percorso che attraversa oltre mezzo secolo di sport italiano, intrecciando elementi concreti come testimonianze, memorie, fotografie storiche e voci inedite. Il libro dà spazio ai pionieri e ai dirigenti attuali che hanno contribuito a costruire l’impresa.

massimiliano ortenzi e la crescita senza retorica: identità e visione

Un ruolo centrale è affidato al racconto di Massimiliano Ortenzi, valorizzato dalla capacità di mettere in evidenza l’evoluzione del club senza ricorrere a retoriche di tipo miracoloso. Il messaggio che emerge è definito e diretto: Grottazzolina non è un miracolo. Diventa invece la dimostrazione di come una comunità possa ottenere cambiamento e crescita mantenendo nel tempo coerenza, visione e appartenenza.

Nel suo contributo viene ribadita l’idea di una società nata dall’intenzione di un gruppo di amici desiderosi di provare un gioco nuovo, capace di risalire categoria dopo categoria fino all’élite della pallavolo italiana, senza smarrire il legame con il territorio.

federico buffa e grottazzolina come caso di scuola umano

La prefazione di Federico Buffa inserisce una prospettiva capace di collegare lo sport a una lettura più ampia dell’impegno collettivo. La riflessione mette al centro la capacità di immaginare ciò che altri non vedono ancora, trasformando Grottazzolina in un “caso di scuola”.

Nel testo, Grottazzolina viene descritta come un laboratorio umano prima ancora che sportivo: un paese di tremila anime che decide di confrontarsi con realtà economicamente e strutturalmente superiori non per incoscienza, ma per consapevolezza di sé. Il focus, quindi, non riguarda soltanto il successo, bensì la persistenza dell’identità e la tenuta del progetto nel tempo.

non solo scalata: l’identità che resta intatta

Il punto centrale evidenziato dal racconto non coincide unicamente con il passaggio dalla Serie C alla Superlega. Il libro sottolinea che molte società riescono a vincere e a salire di livello; ciò che risulta raro è farlo senza cambiare pelle. A Grottazzolina il tempo appare come un elemento capace di consolidare anziché corrodere l’origine: gli elementi fondamentali restano riconoscibili, con gli stessi dirigenti, lo stesso allenatore e la stessa idea di pallavolo, sostenuti da una prossimità umana tra squadra e comunità.

La dimensione che viene descritta richiama uno sport in cui il professionismo non cancella il senso di appartenenza; anzi, lo rafforza. La crescita viene quindi presentata come un processo che amplifica la relazione con il territorio e l’identità costruita nel tempo.

prevendite della prima tiratura e significato oltre il pubblico volley

La ricezione dell’opera risulta anticipata dai dati di vendita: il libro risulta già esaurito in prevendita per metà della prima tiratura. La motivazione di questo interesse viene collegata alla capacità del volume di intercettare un’area più ampia rispetto al solo pubblico appassionato di pallavolo.

“La prima volta che ti ho vista” restituisce un’Italia periferica ma non marginale, capace di generare eccellenza senza tradire se stessa. Il racconto richiama un lavoro silenzioso, senza clamore, fino alla trasformazione in esempio concreto.

La lezione finale che attraversa il libro conduce a un’idea di continuità: nel tempo in cui le identità si consumano rapidamente, esistono luoghi in cui crescere significa restare fedeli a ciò che si è stati all’inizio, anche quando il contesto porta improvvisamente su un palcoscenico più grande.

personaggi e voci presenti all’evento

  • Massimiliano Ortenzi
  • Davide Romani
  • Luca Bartoli
  • Federico Buffa
  • Alvin Crescini
La prima volta che ti ho vista, il libro che racconta la favola di Grottazzolina
Categorie: Volley

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