Lino Banfi amo la Roma e il retroscena su Falcao poteva diventare mio genero

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Lino Banfi amo la Roma e il retroscena su Falcao poteva diventare mio genero

Lino Banfi, attore tra i più noti del cinema italiano, racconta il legame con il calcio e con la Roma attraverso esperienze personali, aneddoti e promesse fatte durante momenti vissuti a Trigoria. La sua storia intreccia la passione giallorossa con il ricordo di Oronzo Canà, il personaggio de l’allenatore nel pallone, e con l’attenzione rivolta a figure del mondo sportivo come Pellegrini, Mancini e Dybala, oltre ad altri ospiti ricordati sullo schermo e nella vita privata.

lino banfi tifoso della roma: “roma mi ha cambiato la vita”

Il rapporto con la squadra capitolina nasce da un sentimento profondo: Banfi definisce la Roma come il luogo che lo ha portato al successo e che, per questo, sente il dovere di ricambiare. L’attore sottolinea anche un aspetto legato allo stadio: l’Olimpico viene descritto come uno dei pochi posti in cui riesce a muoversi senza essere travolto dalla folla.

Nonostante viva a Roma da settant’anni, racconta di non aver mai visto alcuni luoghi simbolo della città, come Castel Sant’Angelo e il Pantheon, né di essere salito sulle scalinate di San Pietro.

da giovane romanista: l’episodio scatenante tra bar e biglietti

La passione prende forma quando Banfi, da ragazzo, accompagnava i tifosi allo stadio in sedia a rotelle. Non avendo denaro e vivendo situazioni di scarsità, spesso si fermava al bar del tennis per riuscire a ottenere almeno un panino quando possibile.

Un episodio decisivo viene descritto in due momenti diversi: prima viene ricordato un incontro con un ragazzo laziale che, pur non volendo essere ripagato, accettava di guardare la partita insieme. Nella settimana successiva, invece, l’attore riceve l’incarico di accompagnare un romanista e la scena cambia tono.

Secondo il racconto, il romanista propone un’idea semplice e diretta: invece di fare il solito tragitto, suggerisce di andare al bar del tennis per mangiare qualcosa e dividere il costo, aggiungendo anche un’altra pietanza. Banfi afferma di essere rimasto sorpreso e conclude che da quel momento è diventato romanista.

a trigoria con pellegrini e mancini: “mi chiamavano libero”

Banfi parla dei ragazzi osservati a Trigoria e descrive un’attenzione particolare rivolta a Pellegrini e Mancini. Secondo quanto riferisce, i due avrebbero mostrato emozione perché seguono con entusiasmo un medico in famiglia. Da lì nasce il soprannome: i calciatori lo chiamavano Libero, richiamando il nome del personaggio interpretato da Banfi nella serie televisiva.

Nel racconto entra anche il riferimento a un altro tecnico: per il Gasp, viene riportato che i tecnici lo indicano come “Mister”. Banfi associa l’origine del termine alla percezione legata a l’allenatore nel pallone, evidenziando come l’ambiente sportivo abbia mantenuto e trasformato quel riferimento popolare.

dybala e la promessa a trigoria: il grido di battaglia

Il passaggio più centrale riguarda Paulo Dybala. Banfi racconta di averlo visto in allenamento in una condizione intensa, con una cintura legata in vita e la presenza di un ragazzo che lo seguiva durante l’esercizio. Quando Dybala nota l’attore, si ferma e scambiano qualche parola.

La promessa viene descritta con precisione: Dybala avrebbe promesso di urlare il grido di battaglia di Banfi al momento del prossimo gol. L’attore riferisce di aver indicato di andare davanti alla telecamera e di urlare “Porca puttena!”.

Banfi aggiunge un ulteriore dettaglio: avrebbe voluto chiedere la stessa cosa anche a Malen, ma in quel momento il giocatore non era presente.

il giocatore preferito: falcao e la gratitudine per pele

Tra i riferimenti sportivi, Banfi indica come giocatore preferito Falcao. L’attore racconta che Falcao era un suo ospite ricorrente in televisione e afferma di essergli molto grato anche per un episodio legato a Pelé.

La presentazione avviene quando Pelé, in viaggio a Roma, viene presentato insieme a Falcao. Banfi prova a parlare, ma ricorda che Pelé conversava in portoghese brasiliano. L’attore conserva però un ricordo tangibile: una foto di tutti insieme incorniciata sulla scrivania.

genero, cassano e il legame con le persone: dagli inviti alle regole di gioco

Banfi racconta anche un episodio personale legato alla vita privata. Ricorda di aver ospitato volte Falcao a casa e di aver persino rischiato di avere un legame familiare più stretto, citando un tentativo della figlia. Per chiarire la situazione, Banfi afferma di aver dovuto fare da ambasciatore e di essersi incaricato di riferire che la figlia era fidanzata e non aveva intenzione di proseguire.

Successivamente il racconto si sposta su Antonio Cassano. Banfi afferma di conoscere bene la madre di Cassano, una signora di Bari Vecchia, che lo chiamava spesso mentre Antonio giocava nella Roma. Secondo quanto riportato, la madre sosteneva che Banfi fosse un mito per il figlio e che solo lui potesse aiutare a mettere la testa a posto.

Per questo, Banfi organizza una cena con Cassano e i suoi cugini. Nel confronto, Banfi riferisce un consiglio preciso: alla prossima occasione in cui Cassano avrebbe fatto un fallo e ricevuto un’ammonizione, invece di protestare avrebbe dovuto fare un inchino in modo “contro-corrente”. Cassano, dopo averci pensato, risponde in barese stretto dicendo che Banfi è il suo idolo ma che non riusciva a farlo. L’anno successivo, Banfi indica che Cassano è passato al Real Madrid.

papi e fede: l’incontro con francesco e la frase che resta

Banfi conclude con una parte legata alla sfera religiosa. Racconta di aver avuto la fortuna di incontrare tre Papi e dichiara di sperare un giorno di essere invitato anche da Papa Leone.

Il ricordo più intenso riguarda Francesco. L’attore riferisce di averlo visto 16 volte e di ricordare anche contatti in cui, dal Vaticano, chiamavano per comunicare che il Pontefice desiderava scambiare quattro chiacchiere con lui. In una delle ultime occasioni, riporta una frase significativa: “Tu fai una carezza al cuore di queste persone”. Banfi afferma di voler portare quella parola con sé.

Personaggi e ospiti citati:

  • Lino Banfi
  • Paulo Dybala
  • Luca Pellegrini
  • Mancini
  • il Gasp
  • Malen
  • Falcao
  • Pelé
  • Antonio Cassano
  • Papa Francesco
  • Papa Leone
Lino banfi sorride e saluta i fotografi (27/05/2026)
Paulo Dybala con la maglia della Roma
Categorie: Calcio

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