Malagò ct della nazionale deve innamorarsi del progetto e gettare il cuore oltre l’ostacolo

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Malagò ct della nazionale deve innamorarsi del progetto e gettare il cuore oltre l’ostacolo

La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva e, nell’attesa delle scelte che cambieranno il calcio italiano, Giovanni Malagò mette nero su bianco le priorità del suo percorso. Ospite della Rai nella trasmissione Sabato al 90°, il candidato affronta alcuni snodi strategici: dalla selezione del nuovo Commissario Tecnico fino alla riforma dei campionati, con un’attenzione costante al rapporto con le istituzioni sportive.

giovanni malagò e la scelta del nuovo ct della nazionale

Al centro del ragionamento c’è il profilo richiesto per il futuro della nazionale. Malagò indica un criterio netto e personale: “Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Il punto non riguarda soltanto la capacità tecnica, ma anche l’impegno necessario a portare avanti un progetto nel tempo.

Il candidato collega la valutazione del lavoro ai risultati, sottolineando che non è sufficiente gestire bene. Viene ribadito un concetto di responsabilità: “non possiamo permetterci di sbagliare” e, oltre alla qualità organizzativa, serve un riscontro minimo in termini di performance. Da qui l’affermazione secondo cui, senza almeno il risultato minimo, si dovrebbe arrivare alle dimissioni: la logica espressa è quella del dover rispondere agli obiettivi assegnati.

riduzione serie a: malagò tra soluzione proposta e resistenze

Nel confronto sulla riforma dei campionati, Malagò prende in considerazione la riduzione della Serie A, definendola “la soluzione migliore”, posizione attribuita anche ai grandi club. La visione proposta si scontra però con l’opposizione di chi lotta per la permanenza.

Secondo quanto riportato, le squadre impegnate nella corsa salvezza non condividono l’impostazione, perché il cambiamento viene percepito come rischioso. Malagò imposta il tema con un’immagine legata alla necessità di una svolta: “tirar fuori il coniglio dal cilindro”. La riflessione prosegue con un confronto internazionale.

numero di squadre e modelli europei per club e nazionali

Malagò lega la riforma a un dato ricorrente nei sistemi che ottengono risultati. Nel ragionamento emerge un riferimento numerico: nelle nazioni citate, con esclusione di Francia e Germania, “giocano tutti a 20”. Il confronto include anche l’Inghilterra, dove, oltre al campionato, vengono indicati anche due coppe di lega.

Il messaggio si estende ai futuri selezionatori della nazionale. Malagò richiama una necessità di adattamento: i ct lamentano poco tempo per allenare la nazionale, ma la situazione non sarebbe unica. Il candidato afferma che anche altrove è così e che, di conseguenza, bisogna adattarsi.

elezione FIGC e rapporto con abete secondo malagò

Nel passaggio finale, Malagò valuta le possibili sorprese sul percorso legato all’elezione. La posizione espressa è netta: “non mi aspetto sorprese”. La motivazione viene ricondotta al fatto che, se avesse previsto cambiamenti inattesi, non avrebbe presentato la candidatura. Con il tempo, aggiunge, diventa più difficile evitare l’idea che possano emergere elementi inattesi.

Riguardo ad Abete, Malagò dichiara di conoscerlo da molti anni e richiama una storia dirigenziale con vicinanza reciproca. L’affermazione riportata comprende anche un momento personale: la felicità per il suo ruolo istituzionale quando è diventato ministro, ricordando la celebrazione avvenuta a casa propria. Il candidato chiude il punto specificando che, pur potendo cambiare molte cose nella vita, non si aspetta cambiamenti legati a questa sfera.

personalità citate nel racconto di malagò

  • Giovanni Malagò
  • Abete
  • Commissario Tecnico
Giovanni Malagò
Categorie: CalcioSerie A

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