Manninger raccontato suo agente: la juve era nel suo destino e il rimpianto del momento più bello
La scomparsa di Alex Manninger ha lasciato un vuoto profondo, raccontato a breve distanza dalla sua morte dalle parole del suo agente Franco Granello. Attraverso ricordi puntuali e dettagli mai casuali, emerge il profilo di un portiere descritto come meticoloso, rigoroso e ossessivamente preciso, capace di trasformare anche i passaggi più ordinari in momenti di disciplina assoluta. Al centro del racconto anche l’evento tragico legato a un passaggio a livello, che viene definito assurdo per dinamica e per contesto. La narrazione ricompone così una linea fatta di scelte professionali, legami umani e gesti concreti, fino all’ultima fase della carriera e ai pensieri che Manninger avrebbe voluto restassero.
incidente di alex manninger: la ricostruzione dell’agente
Franco Granello riferisce di aver saputo della morte di Alex Manninger e sottolinea l’impatto emotivo della notizia, presentandola come qualcosa di incredibile e inaccettabile. La vicenda viene collegata a un incidente assurdo avvenuto in Austria, in prossimità di un passaggio a livello, secondo quanto riportato dall’agente.
una personalità descritta come estrema nella precisione
Nel commentare la tragedia, Granello attribuisce a Manninger un carattere contraddistinto da metodo e rigore. Il portiere viene definito la “persona più rigorosa al mondo”, con una quotidianità scandita da puntualità e precisione. L’agente richiama anche la loro lunga frequentazione, fatta di numerosi viaggi e occasioni condivise, insieme a prese in giro per quella pignoleria che, nel tempo, ne aveva caratterizzato il modo di essere.
la notizia appresa e l’ultima connessione con il calcio
Granello racconta di essere stato avvisato dalla propria agenzia e di non aver inizialmente creduto a quanto accaduto. In precedenza, la relazione tra i due era rimasta viva: qualche mese prima si sarebbero incontrati a Torino, quando Manninger sarebbe venuto a trovare Chiellini. In quell’occasione risulta anche citata una grande amicizia con Buffon.
l’ultima volta e la frase che suona come un simbolo
L’ultima interazione personale indicata da Granello risale a qualche giorno prima, quando Manninger aveva rilasciato un’intervista. L’agente dice di averla commentata con un messaggio in cui gli riconosceva un ruolo da “numero uno”. La risposta riportata è essenziale e diretta: “Sempre”.
manninger come personaggio atipico: disciplina e possibile frenata
Tra i tratti più ricorrenti del racconto compare l’idea di un personaggio atipico rispetto ad altre situazioni viste nel calcio. Manninger viene descritto come magnifico e come un “ufo” per come viveva le circostanze professionali. La puntualità, la precisione e il carattere maniacale risultano elementi centrali; Granello collega anche questo aspetto all’ipotesi che, in misura eccessiva, potesse aver frenato alcuni sviluppi della carriera.
gli inizi legati ad arsenal e ad amicizie decisive
Granello ricorda i momenti iniziali del rapporto con Manninger, quando si erano conosciuti. L’agente riferisce che la sua agenzia aveva a disposizione nomi di livello collegati all’Arsenal, mentre Manninger, in quel periodo, avrebbe avuto come proposta un contatto “commerciale” non direttamente legato al calcio. Nonostante ciò, avrebbe chiesto supporto. Viene poi citata una figura fondamentale: Manninger sarebbe stato un grande amico di Tony Adams, rappresentato insieme a Granello, e da lì il percorso avrebbe preso avvio.
manninger indicato come numero uno e scelta mancata alla juve
Granello menziona un passaggio storico legato all’idea di portare Manninger verso la Juve prima del suo arrivo. Viene ricordato il periodo in cui la Juventus, nel 1999, avrebbe deciso di cedere Peruzzi. A quel punto, la convocazione avverrebbe a Manchester nel contesto in cui i bianconeri avrebbero affrontato lo United nelle semifinali. Granello precisa però che, nonostante la decisione di puntare già su Manninger come numero uno, un passaggio di trattative avrebbe bloccato l’operazione: Wenger avrebbe chiesto Pessotto in cambio. In seguito la dirigenza virerebbe su Van der Sar e Granello riassume l’idea con una formula netta: la Juventus sarebbe comunque rimasta nel destino di Manninger.
perché la fiorentina diventa un passaggio decisivo
Il racconto collega la svolta successiva alla Fiorentina. Granello afferma che l’occasione venne colta per avviare un percorso ritenuto “bellissimo”, iniziato proprio da lì. Nel descrivere la dinamica, sottolinea anche che fosse difficile non sentirsi amici con Manninger, perché con lui sarebbe stato impossibile tirarsi indietro: la narrazione insiste sul fatto che, nel mestiere, “a volte non paga”, ma il rapporto con Manninger non avrebbe seguito questa logica.
arrivo alla juve: il legame con buffon e la scelta di un percorso
Granello riferisce di aver avvertito Manninger su un aspetto: “vede poco il campo”, quindi la scelta sarebbe stata rischiosa. Il portiere, però, avrebbe voluto seguire un percorso “di fianco” a Buffon. A fine carriera, Manninger si sarebbe vantato di aver giocato con il migliore e i due avrebbero stretto un legame molto profondo, descritto come elemento umano e professionale insieme.
il calcetto prima della juve e il rituale dell’impegno
Un dettaglio ricorrente riguarda i giorni immediatamente precedenti l’arrivo alla Juventus. Il sabato Manninger sarebbe stato in albergo in attesa del transfer, con le visite programmate per il lunedì successivo. Granello racconta che Manninger lo chiamò subito chiedendo: “Che programmi hai?”. La risposta fu: “Ho un calcetto”. Manninger si presentò con scarpe con tacchetti 12, pronto a scendere in campo. Granello precisa che si sarebbe “distrutto” i piedi, ma senza mollare nulla, correndo a ritmo alto senza risparmiarsi. Alla fine, secondo quanto riportato, avrebbe detto: “Ho fatto un casino, vado a medicarmi”.
manninger e la responsabilità sul campo: i tifosi lo ricordano
Per Granello, Manninger veniva ricordato con orgoglio perché era responsabile. L’agente cita un episodio durante l’Europa League con Zaccheroni, contro il Fulham: in quel periodo Buffon non c’era e Manninger avrebbe avuto un problema alla spalla. Si sarebbe fatto trattare dal fisioterapista del Bayern Monaco. Granello afferma che allenatore e dirigenza provarono a convincerlo a fare uno sforzo, ma Manninger rifiutò: non avrebbe tollerato l’idea di poter creare danni alla squadra.
il desiderio di cambiare prospettiva dopo il calcio
Granello racconta che, con frequenza, avrebbero discusso delle prospettive future. Manninger avrebbe espresso l’idea di voler dedicarsi ad altro: dopo aver fatto il calciatore per 20 anni, avrebbe desiderato cambiare. Il racconto include anche il matrimonio a fine carriera: Granello riferisce che Manninger si sarebbe sposato così da poter dare il 100% a moglie e figli. L’approccio verso la vita quotidiana viene descritto come in linea con la disciplina calcistica: anche dopo l’allenamento, nel suo appartamento in zona Crocetta a Torino, andava a prendere i mobili e se li montava da solo.
momenti duri: desiderio di giocare e accordi trovati con determinazione
Nel suo ultimo anno alla Juventus, Manninger, a 34 anni, avrebbe voluto giocare di più. Granello dice che era stato trovato un buon accordo con la Sampdoria, ma che Conte non voleva lasciarlo partire, nonostante l’arrivo di Storari. Manninger si sarebbe arrabbiato molto. A fine stagione, secondo il racconto, Manninger avrebbe trovato da solo l’accordo con l’Augsburg: sarebbe amico di Stefan Reuter e avrebbe deciso quindi di andare in Germania. Granello riporta anche la frase di Manninger: “Stavolta faccio da solo”. Da lì, l’agente dice di essersi sentito male e di essersi persi di vista per qualche anno.
quando ci si ritrova a fine carriera
Il contatto viene ripreso a fine carriera. Granello racconta che Manninger lo chiamò per vederlo e che lui si presentò. Manninger avrebbe esordito dichiarando tre cose: scusa per come si sarebbero chiuse le vicende, ringraziamento per il percorso fatto insieme e un annuncio personale. L’agente riporta che Manninger disse di sposarsi e di non poterlo fare senza il suo procuratore. Il mese indicato è giugno, mentre Granello aveva già un viaggio programmato negli Stati Uniti. Manninger continuava a mandargli messaggi, ma l’agente non sarebbe riuscito a partecipare. Granello afferma oggi di desiderare di aver preso parte al momento più bello.
come Alex manninger vorrebbe essere ricordato
Granello sintetizza il modo in cui Manninger avrebbe voluto essere ricordato: come una persona perbene, come una persona onesta e come un amico corretto. Nel congedo del racconto, l’idea finale è che Manninger mancherà a tutti.
personalità citate nel racconto
- Alex Manninger
- Franco Granello
- Chiellini
- Buffon
- Tony Adams
- Peruzzi
- Wenger
- Pessotto
- Giraudo
- Moggi
- Van der Sar
- Zaccheroni
- Fulham
- Conte
- Storari
- Stefan Reuter
- Augsburg
