Marotta simbolo della squadra: La Russa provoca sullo scudetto di cartone e la reazione della dirigenza

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Marotta simbolo della squadra: La Russa provoca sullo scudetto di cartone e la reazione della dirigenza

Ignazio La Russa torna a parlare della stagione dell’Inter e della sfida Inter-Parma che ha consegnato lo Scudetto ai nerazzurri, ripercorrendo momenti chiave, protagonisti e passaggi capaci di riaccendere entusiasmo e dibattito. Ospite di Un Giorno da Pecora su RAI Radio Uno, il Presidente del Senato, tifoso interista e presidente dell’Inter Club Parlamento, affronta temi sportivi e non solo, intrecciando ricordi di festa, riferimenti polemici e battute dal tono provocatorio.

Inter-Parma e Scudetto: la festa e il percorso

Nel racconto della serata che ha portato allo Scudetto, La Russa descrive la fase finale del campionato come un momento praticamente scontato, spiegando che gli avversari si sarebbero presentati con un livello ritenuto modesto. L’accento viene poi posto sulla dinamica dopo la vittoria con la Roma: secondo quanto riportato, dopo quel successo il cammino sarebbe proseguito in modo lineare, riducendo la difficoltà percepita e togliendo, almeno in parte, il gusto di misurarsi con squadre considerate più forti.

Un passaggio importante riguarda anche il confronto con la stagione precedente. La Russa sottolinea che il campionato è stato divertentissimo e mette in evidenza il contesto di partenza: la squadra arrivava infatti da una sconfitta clamorosa, con un inizio che non sarebbe stato positivo. La svolta, nel suo racconto, è legata a un cammino progressivo che avrebbe riportato l’Inter verso risultati decisivi.

Col Parma bastava un punto: meno pathos rispetto al passato

Commentando la specifica partita contro il Parma, La Russa ricorda un elemento determinante: bastava un punto per chiudere i conti, mentre le avversarie non avrebbero perso. Da qui deriva una minore tensione emotiva, perché, secondo la ricostruzione, il contesto toglieva parte del pathos. Il confronto resta comunque utile a mettere in prospettiva le differenze tra i due momenti: lo scenario di due anni fa, con un San Siro per due terzi milanista, viene indicato come una soddisfazione significativa.

Marotta come simbolo: società, allenatore e scelte

Uno dei punti centrali dell’intervista riguarda la figura di Beppe Marotta. La Russa lo indica come primo simbolo del progetto: senza di lui, nel suo racconto, il passaggio tra Simone Inzaghi e Cristian Chivu non sarebbe stato così semplice. Viene poi chiarita la visione complessiva: gli scudetti, secondo la prospettiva espressa, si vincono tramite giocatori e allenatore, ma servirebbe anche una società capace di costruire le condizioni per competere e ottenere risultati.

Accanto a Marotta, nella ricostruzione trovano spazio anche altri riferimenti: la squadra nel complesso, la figura di Cristian Chivu come elemento definito bravissimo e infine Federico Dimarco. La Russa aggiunge che Dimarco, insieme ai capitani Lautaro Martinez e Nicolò Barella, sarebbe tra i più interisti di tutti, secondo un criterio dichiaratamente personale che emerge nel modo in cui vengono presentati i riferimenti.

Corare anti-Milan e battute di famiglia: il tono polemico

La Russa si sofferma anche su un coro legato agli avversari, riportando la domanda su cosa significhi “chi non salta rossonero è?”. La replica è giocata su un equilibrio tra distanza e affetto: il riferimento è allo “saltello” senza canto, con un’interpretazione che ruota attorno alla propria posizione familiare. Nel suo racconto, oltre ai figli, ci sarebbero fratelli milanisti e nipoti milanisti e juventini, con una sola eccezione. Per questo motivo afferma di voler bene a juventini e milanisti, distinguendo tra gioia personale e nessuna intenzione di prendere in giro gli altri.

Nel passaggio finale, quando viene evocata l’idea di un possibile cambio di squadra, La Russa indica Maignan come risposta legata al pensiero sul portiere.

Scudetti di cartone e inchiesta arbitri: “prendiamo tutto”

La parte più polemica dell’intervista riguarda la discussione sugli scudetti di cartone. La Russa risponde in modo diretto: se arrivano altri scudetti di cartone, secondo quanto riportato, verrebbero accettati e fatti propri. Il ragionamento prosegue con il riferimento a un’inchiesta arbitri: La Russa cita la situazione di Bologna sostenendo che, nel racconto, avrebbero inviato un arbitro ritenuto “amico”, con un risultato descritto come 3-0 anche se viene precisato che sarebbe stato in realtà 1-0.

La conclusione è un’osservazione sarcastica sul tipo di arbitri: se l’avversità arbitrale fosse davvero una condizione del genere, secondo la logica espressa, la strada verso la vittoria sarebbe garantita.

personaggi citati nell’intervista

  • Ignazio La Russa
  • Beppe Marotta
  • Simone Inzaghi
  • Cristian Chivu
  • Federico Dimarco
  • Lautaro Martinez
  • Nicolò Barella
  • Elly Schlein
  • Giorgia Meloni
  • Maignan
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