Marquez a cacciatore cosa è successo quando non è arrivato in europa
Marc Marquez si prepara ad affrontare l’Europa della stagione 2026 da inseguitore, una posizione che non gli è mai appartenuta con naturalezza negli anni in cui ha dominato la MotoGP. Dopo solo tre Gran Premi, con 111 punti messi in palio e un bilancio che lo vede quinto in classifica, il pilota spagnolo si trova a 36 punti da Marco Bezzecchi. L’attuale distanza dal vertice è ampia, quasi pari a un intero weekend di gara, e rende il tour europeo un momento delicato: Marquez deve riuscire a correre per recuperare, invece di imporre il ritmo dall’inizio.
Alla base di questa fase c’è un doppio freno. Da un lato l’infortunio alla spalla, rimediato lo scorso ottobre, che lo sta costringendo a riscoprire le proprie capacità in piena condizione. Dall’altro, la Ducati ha avviato l’anno con un vantaggio netto rispetto all’Aprilia, che in questo inizio stagione risulta particolarmente efficace grazie a un Marco Bezzecchi straordinario.
moto gp 2026: marquez inseguitore dopo tre gare e 111 punti
Con il #93 al quinto posto dopo il primo scorcio di campionato, la distanza dalla vetta è diventata significativa: 36 punti separano Marquez da Bezzecchi. Una situazione definita “insolita” anche rispetto al suo passato, perché negli anni in cui ha rappresentato un punto di riferimento per il campionato, il ruolo più frequente era quello di leader da cui partire nelle settimane determinanti.
Nel passaggio verso l’Europa, Marquez si trova quindi a vivere una logica diversa: il principale obiettivo non è controllare gli avversari, ma recuperare terreno e ricostruire continuità. Questo cambio di dinamica richiama precedenti nella storia recente della MotoGP, in cui lo spagnolo non è arrivato al tour europeo al comando della classifica.
2015: marquez non guida il tour europeo dopo l’inizio complicato
Il primo caso risale al 2015, quando Marquez arrivò al periodo europeo non da leader. Dopo i due primi titoli mondiali, nel 2013 e nel 2014, la stagione 2015 rappresentò un passaggio difficile. Il pilota di Cervera partì con il quinto posto in Qatar e conquistò un successo ad Austin, ma il rendimento subì una svolta negativa in Argentina: arrivò un primo zero in occasione del Gran Premio di Termas de Río Hondo.
La gara vide Marquez in lotta per la vittoria finché Valentino Rossi lo raggiunse con gomme migliori e lo superò. Il contatto tra i due provocò la caduta dello spagnolo, episodio che divenne un punto di innesco per una rivalità destinata a riaccendersi in seguito. Nelle settimane successive, la tensione si riflesse anche nei risultati: Rossi uscì da Termas de Río Hondo al comando, mentre Marquez si trovò quinto, distante 30 punti dalla vetta e dietro ad Andrea Dovizioso, Andrea Iannone e Jorge Lorenzo.
2015: difficoltà tecniche e cadute che incidono sulla rincorsa
Con il passare delle gare emerse che quel titolo non sarebbe stato riconfermato. Marquez si trovò a gestire una Honda che risultava in ritardo rispetto alla Yamaha, con difficoltà di adattamento in alcuni momenti della stagione. Due cadute, in particolare, pesarono in modo decisivo: lo zero arrivò al Mugello e a Montmeló, senza margini di recupero di fronte alla spinta delle M1 ufficiali.
Nonostante l’andamento complesso, Marquez chiuse comunque terzo nel mondiale. La stagione fu inoltre segnata dalle accuse tra Rossi e lo spagnolo, con un’accusa rivolta a Marquez relativa a un presunto aiuto a Lorenzo a vincere il titolo a Valencia, dopo che Rossi aveva sollevato il tema in Malesia. Ne nacque un confronto acceso, culminato nel duello di Sepang.
2017: marquez non arriva primo a jerez, ma parte con margine ridotto
Il secondo precedente importante riguarda 2017, ancora una volta con Jerez come punto di riferimento. In questa circostanza la situazione risultò meno svantaggiosa rispetto al 2015. Marquez aveva infatti già recuperato dopo la caduta in Argentina, grazie a una vittoria ad Austin che gli consentì di rimediare allo zero precedente.
Al GP di Spagna, Marquez era terzo in classifica generale con 38 punti, distante 18 da Rossi e dietro a Maverick Vinales. In quel contesto, il pilota #46 non avrebbe costituito il grande riferimento al posto di un altro nome: l’attenzione del mondiale si spostò su Andrea Dovizioso.
2017: sfida con dovizioso e confronto fino alla chiusura del mondiale
Andrea Dovizioso arrivò a Jerez con un distacco di 26 punti dalla vetta e di 8 punti da Marquez. Mentre Marquez restava una presenza costante con podi e vittorie, Dovizioso cercava di consolidare la propria prestazione in sella a una Ducati rafforzata, legata alla prima grande creazione di Gigi Dall’Igna e al periodo di competitività che avrebbe caratterizzato le stagioni successive.
Il campionato si sviluppò in modo serrato. Dovizioso riuscì a mettere in difficoltà Marquez in duelli vicini, come in Austria e in Giappone, dove lo spagnolo venne superato. Tuttavia, nel finale di stagione, Marquez continuò a spingere con continuità, mentre Dovizioso non mantenne lo stesso ritmo, con un risultato critico ad Australia dove arrivò tredicesimo. Dopo la vittoria in Malesia, Dovizioso si presentò a Valencia con soli 21 punti di distanza da Marquez.
Nel complesso, il mondiale si chiuse con la superiorità di Marquez: lo spagnolo conquistò il suo sesto titolo mondiale e il quarto in MotoGP.
2018: sette vittorie e marquez campione mentre dovizioso perde consistenza
Nel 2018, Marquez non arrivò leader del mondiale nel tour europeo, ma con un quadro ancora più chiaro. Dopo il secondo posto in Qatar e il 18° posto in Argentina, la stagione proseguì con un’altra vittoria ad Austin. La gara argentina rappresentò un episodio di tensione che avrebbe alimentato una nuova guerra con Rossi.
Al GP di Jerez, Marquez si presentò secondo in classifica, a 45 punti, con un distacco di un punto da Dovizioso. In questo caso, però, Dovizioso si dimostrò forte fin dall’inizio del periodo cruciale. Malgrado ciò, l’andamento successivo vide Marquez in grado di recuperare terreno fino a diventare decisivo.
2018: jerez, le mans, assen e una stagione che si chiude con anticipo
Nel corso della stagione, Marquez ottenne una serie di successi: vinse a Jerez, Le Mans, Assen, Sachsenring, MotorLand Aragon, Motegi e Sepang. In parallelo, Dovizioso mostrò una versione meno incisiva rispetto ai mesi precedenti: la RC213V tornò davanti alla Desmosedici, e la lotta per il vertice si spense rapidamente.
La stagione si concluse con tre Gran Premi d’anticipo rispetto alla chiusura del calendario, segno di un vantaggio che si consolidò nel tempo senza lasciare spazio a una rincorsa prolungata.
2019: anno perfetto di marquez, ma con jerez non da favorito
Anche nel 2019 emerge un caso sorprendente: la stagione appariva straordinaria, eppure Marquez non arrivò favorito al Gran Premio di Spagna. Lo spagnolo concluse secondo il Qatar, su una pista che non gli era mai risultata gradita come Lusail, e poi vinse in Argentina, con un margine vicino ai dieci secondi su Rossi.
Il punto di rottura si verificò però ad Austin. Mentre era in testa, Marquez cadde e subì la sua prima sconfitta sul Circuito delle Americhe, dove aveva vinto dal 2013. A trionfare fu Alex Rins, davanti a Rossi, mentre Marquez scivolò quarto in classifica generale a 45 punti, distante 9 punti da Dovizioso e dietro ai due contendenti che si erano imposti in Texas.
2019: continuità assoluta dopo l’unica battuta d’arresto
Dopo quella caduta, però, la stagione proseguì con una regolarità decisiva. Nelle altre gare del 2019 Marquez arrivò sempre al primo posto in numerosi appuntamenti: Jerez, Le Mans, Montmeló, Sachsenring, Brno, Misano, MotorLand Aragon, Buriram, Motegi, Phillip Island e Cheste. Secondi posti arrivarono in Mugello, Assen, Red Bull Ring, Silverstone e Sepang.
Il titolo arrivò con 420 punti su 475 possibili, con un vantaggio finale di quattro Gran Premi. Fu anche l’ultimo titolo di Marquez con la Honda.
2022: marquez rientra dopo il calvario di infortuni iniziato nel 2020
La storia successiva si collega direttamente al periodo di difficoltà fisiche che ha segnato Marquez a partire dal 2020. L’incidente avvenuto al Gran Premio di Spagna fu un evento noto, collegato anche all’inizio della pandemia da COVID-19, e portò a quattro interventi chirurgici al braccio destro. Dopo due anni di gestione dell’infortunio, Marquez si presentò alla stagione 2022 con rinnovate speranze, avendo ripreso le attività in modo da tornare a competere con continuità.
La sequenza di questa storia mette in evidenza come, nei diversi cicli della carriera, Marquez sia più volte arrivato al tour europeo senza essere il punto di riferimento principale, per motivi differenti: rivalità e difficoltà tecniche nel 2015, competizione serrata con Dovizioso nel 2017 e nel 2018, un incidente isolato nel 2019, fino alla fase di rientro dopo interventi e convalescenza negli anni successivi.
personaggi e protagonisti citati
- Marc Marquez
- Marco Bezzecchi
- Valentino Rossi
- Jorge Lorenzo
- Andrea Dovizioso
- Andrea Iannone
- Maverick Vinales
- Alex Rins
- Gigi Dall’Igna
