Mathieu van der Poel commenta il Fiandre e svela il problema principale che lo preoccupa

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Mathieu van der Poel commenta il Fiandre e svela il problema principale che lo preoccupa

Una corsa che, ancora una volta, ha scritto la differenza tra chi riesce a imporre il proprio ritmo e chi deve inseguire. Al Giro delle Fiandre, Tadej Pogacar ha trovato la condizione giusta nei momenti decisivi, mentre Mathieu van der Poel ha provato fino all’ultimo a restare attaccato alla ruota del rivale. Sul Vecchio Kwaremont la resistenza è diventata insufficiente: lo sloveno è riuscito a prendere slancio e a tagliare il traguardo con un successo che avvicina sempre di più il “poker” di trionfi alla classica.

giro delle fiandre: pogacar domina e van der poel si arrende

Per il neerlandese della Alpecin-Premier Tech l’obiettivo era chiaro: restare agganciato alla progressione dell’avversario e giocarsi le chance nei punti in cui la corsa si accende. Il tentativo di tenere il passo, però, si è incrinato proprio dove le pendenze e la selezione rendono ogni errore costoso. Sul Vecchio Kwaremont Mathieu van der Poel ha dovuto lasciare andare lo sloveno.

Il risultato finale ha premiato Tadej Pogacar, mentre il campione neerlandese si è dovuto accontentare della piazza d’onore. In pratica, un esito che sposta ulteriormente al prossimo anno la possibilità di completare una serie di successi sulla Ronde.

le parole di mathieu van der poel dopo la gara

Al termine della competizione, Mathieu van der Poel ha chiarito la dinamica della sfida con un messaggio diretto: “Ho un problema: c’è un fenomeno in giro. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ma c’era qualcuno più forte. Non c’è niente di più che si possa fare”.

La lettura del momento decisivo è stata accompagnata anche da dettagli di intensità e gestione dello sforzo. Ha spiegato: “Stavo pedalando a 650 watt e non riuscivo a tenere la ruota. Il ciclismo è semplice: ho dovuto sottomettermi alla legge del più forte. Ho resistito un po’ e mi sono avvicinato un po’ di più sul tratto pianeggiante dell’Oude Kwaremont, ma lui ha dato ancora uno slancio. Poi ho ceduto”.

Van der Poel ha poi rimarcato l’approccio realistico con cui ha affrontato la gara: “Sono realista e sapevo che Tadej è sempre l’uomo da battere: ho dato tutto quello che potevo e penso di aver raggiunto il livello che mi ero prefissato”.

vecchio kwaremont: il punto di svolta della ronde

La corsa ha trovato un’accelerazione nel tratto chiave sul Vecchio Kwaremont. È lì che il tentativo di restare collegati alla ruota è diventato più fragile, con Pogacar capace di aumentare ulteriormente lo slancio dopo il riavvicinamento sul passaggio dell’Oude Kwaremont.

poker di successi alla ronde e prossimo anno

Il secondo posto consolida comunque la posizione di van der Poel nella storia recente della classica, ma rimanda le ambizioni di poker alla prossima edizione. La superiorità mostrata da Pogacar nel tratto determinante lascia pochissimo spazio a alternative: la vittoria è andata a chi è riuscito a imporre il proprio ritmo quando la gara ha iniziato a fare selezione.

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