Matteo Malucelli: Pogacar può vincere le cinque Monumento nel 2024 e il suo sogno è essere il McEwen della corsa
Una stagione costruita con metodo, tra ritiro in quota, obiettivi a medio termine e la prospettiva di un Giro d’Italia da inseguire con determinazione. Matteo Malucelli, velocista romagnolo, racconta il momento attuale e le scelte che hanno caratterizzato la preparazione, partendo da un inizio di campagna già positivo e arrivando ai prossimi appuntamenti tra Asia ed Europa.
matteo malucelli stagione: ritiro in quota e preparazione per il giro
La fase recente della stagione non coincide con un calendario pieno di corse: è un periodo orientato soprattutto ad allenamento e preparazione. Malucelli descrive la scelta di lavorare in altura sull’Etna, legandola sia alla pianificazione per i prossimi appuntamenti sia alla possibile partecipazione al Giro d’Italia, indicato come traguardo chiave. Nel raccontare le motivazioni, viene richiamato anche un problema di allergia nel periodo dell’anno, che rende l’altitudine una soluzione funzionale per gestire la fase di preparazione.
avvio di stagione: alula tour e obiettivi di inizio aprile
L’inizio della stagione viene ricordato come un passo importante. Malucelli parla di un obiettivo principale legato a un avvio deciso, con la consapevolezza di avere margini nelle gare in programma tra AlUla Tour e UAE Tour. In AlUla Tour arriva anche un risultato di rilievo: una vittoria davanti a jonathan milan, seguita da piazzamenti utili a consolidare la fase iniziale della campagna.
Dopo l’andamento positivo, viene indicata la volontà di proseguire con un periodo di riposo e di preparazione, collegato a un periodo definito come particolarmente importante tra metà aprile e maggio.
prossimi appuntamenti: cina, giro e alternative in europa
impegni in asia e gestione della selezione per la corsa rosa
Tra i prossimi appuntamenti figura la partecipazione a una corsa in cina, ad Hainan. L’indicazione riguarda una gara organizzata dallo sponsor e collegata alla volontà della squadra di presentarsi con ambizioni solide.
Sul Giro d’Italia emerge un riferimento alla selezione: Malucelli valuta la possibilità di rientrare tra gli otto corridori che prenderanno parte alla Corsa Rosa. Nel caso in cui non dovesse essere incluso, vengono citate alternative in calendario: giro di turchia e giro di ungheria, insieme a corse in europa pensate per mantenere continuità agonistica nel periodo.
crescita e carriera: il caso gazprom nel 2022 e il ritorno ai massimi livelli
La ricostruzione della carriera passa anche da un momento critico. Malucelli individua nel 2022 il periodo in cui la crescita ha subito una frenata a causa del caso gazprom, quando aveva 28 anni. Secondo la sua ricostruzione, sono stati necessari alcuni anni per tornare ai livelli più alti, con un percorso che anno dopo anno ha portato a un miglioramento progressivo.
Un passaggio ulteriore viene collocato nello scorso anno, descritto come un salto di qualità. L’obiettivo dichiarato per la stagione in corso è proseguire su quella traiettoria, cercando di diventare più competitivi anche nel confronto con i grandi nomi.
velocisti e distanza dai migliori: continuità, convinzione e mentalità
Nel confronto con i migliori velocisti al mondo, Malucelli osserva una differenza legata soprattutto alla continuità. Secondo la sua lettura, chi domina stabilmente ha una convinzione più costante di poter vincere, fattore che finisce per incidere anche sulla testa del velocista e sulla capacità di essere decisivo in certe occasioni.
La riflessione include un esempio recente: groenewegen, definito come “rinato” in questi giorni. Il punto, per Malucelli, riguarda la convinzione interna: il risultato viene associato alla capacità di sentirsi ancora forti. Nello stesso ragionamento vengono citati casi storici legati ai numeri e all’effettiva riuscita nelle gare: anche se “Petacchi era più forte” secondo il confronto evocato, McEwen riuscì a vincere le proprie corse. Da qui nasce un desiderio concreto: essere nelle condizioni di interpretare la stagione con l’efficacia attribuita a mcewen.
miglioramenti sul campo: brevi salite, asia e supporto di squadra
Un altro punto riguarda il lavoro sulle brevi salite. Malucelli afferma di averle affrontate “complete” nelle ultime tre stagioni. Pur riconoscendo che nel 2024 non abbia corso in gare di altissimo livello, sottolinea che già dall’anno precedente ha partecipato in asia a competizioni di valore, collegando l’esperienza di gara e gli allenamenti a un miglioramento concreto.
Nel racconto emerge anche la struttura dell’ambiente di lavoro: l’arrivo in una World Tour viene descritto come un passaggio che ha consentito di sfruttare maggiori benefici. Per i prossimi anni, l’intenzione è poter continuare a usufruire di un supporto simile.
world tour: differenze con le altre categorie tra allenatore, palestra e trattamenti
Alla domanda sulla differenza tra squadre Continental, Professional e World Tour, Malucelli evita l’idea di un cambiamento “eclatante” legato a un solo fattore. La sua posizione è che il salto avvenga tramite una somma di circostanze, capaci di costruire gradualmente un livello più alto.
Tra gli elementi citati: la presenza di un allenatore specifico per la parte di palestra, il supporto quotidiano con massaggi e trattamenti, oltre a un accompagnamento regolare anche sul piano alimentare. L’insieme di questi aspetti viene indicato come un contributo decisivo per la crescita e la resa.
volate e cambiamenti tattici: meno treni, più ruote e confusione utile
Malucelli affronta anche l’evoluzione del modo di gestire le volate. Nel passato, nel periodo da professionista, esisteva la figura del velocista di riferimento e dei “grandi treni”. I nomi richiamati sono quelli di Gaviria, Kittel e Viviani, descritti come corridori abituati a ricevere grandi supporti.
Nel presente, Malucelli spiega che la dinamica dei treni si è in parte persa. L’unica squadra che prova a impostare quel tipo di lavoro viene indicata nella Lidl-Trek. Negli altri casi, i velocisti hanno uno o due uomini con compiti di supporto, con un impatto doppio: da una parte più caos, dall’altra la possibilità di avere una gestione diversa, in cui ogni corridore segue più spesso i propri compagni.
Per Malucelli, che si muove spesso anche da solista, questo scenario può risultare vantaggioso: avere la possibilità di sfruttare tutte le ruote e tutti i velocisti diventa parte integrante della strategia. Viene riconosciuta una preferenza per un contesto non eccessivamente ordinato, in cui contano colpo d’occhio, colpo di pedale e anche fortuna. La sintesi proposta è legata a “trovarsi al posto giusto al momento giusto”, abitudine fatta risalire anche all’esperienza in pista.
classica e grande giro: percorso di crescita e opportunità diverse
Nel confronto tra partecipazione alle classiche e ai grandi giri, Malucelli sostiene che prendere parte a una grande classica risulti più semplice che correre un grande giro con una squadra World Tour. La ragione è legata alla percezione delle difficoltà di accesso e alla distribuzione degli impegni.
Viene inoltre sottolineato che un grande giro nel percorso di crescita può offrire un vantaggio aggiuntivo, come occasione per migliorare ulteriormente, rispetto a una singola grande corsa.
passione per il ciclismo e lettura della milano-sanremo
La passione viene descritta come totale: Malucelli dichiara di seguire davvero tutto, arrivando anche a seguire due eventi insieme nelle giornate di ritiro. Al pomeriggio, nella fase di preparazione, l’attività si concentra sul guardare i colleghi e seguire le competizioni.
pogacar e dichiarazioni sulla sanremo: interpretazione del momento
Un passaggio riguarda la vittoria di pogacar alla Milano-Sanremo e le dichiarazioni successive al successo. Malucelli richiama l’idea che, dopo quanto comunicato, alcuni corridori avrebbero scherzato immaginando una possibilità di vittoria alternativa prima. Sul punto, Malucelli esprime un orientamento personale: ritiene che quanto detto possa essere uno sfogo, non una rinuncia definitiva.
Nel ragionamento entra anche il profilo di un campione capace di vincere quando lo desidera e che, per arrivare a vincere la Sanremo, avrebbe impiegato alcuni anni. L’analisi si sposta poi sulle possibilità della stagione: viene indicata l’idea che Pogacar possa essere in grado di puntare a tutte e cinque le Monument. Dopo aver vinto la Sanremo, se conquistasse anche la Roubaix, le restanti tre Monument risultano già assegnate secondo la ricostruzione riportata, con liegi e lombardia già considerate come definite.
apertura della sanremo: scenari senza pogacar
Malucelli prospetta anche un tema di corsa: senza Pogacar, afferma che non si assisterebbe allo stesso tipo di attacchi sulla cipressa. In alternativa, indica possibili momenti decisivi per van der poel, con l’ipotesi di attacco sull’ultimo tratto del poggio, e per pidcock, con una logica simile. Nel tratto finale, il gruppo potrebbe comunque rientrare grazie a vento contrario in discesa, scenario che per Malucelli renderebbe auspicabile un ritorno a una Sanremo “aperta a tutti” anche nelle stagioni future.
sogni e obiettivi: giro d’italia, una tappa e preparazione per cina e asia
La chiusura delle considerazioni riporta al sogno principale: partecipare a un grande giro e cercare di fare qualcosa di positivo. Il percorso viene descritto come una sequenza ordinata: prima l’obiettivo resta il Giro d’Italia, poi il tentativo di puntare a vincere una tappa, con la possibilità che gli obiettivi coincidano nel medesimo periodo.
La pianificazione tiene conto anche delle priorità di squadra verso le gare in Cina e più in generale verso l’Asia. La necessità dichiarata è farsi trovare pronto, presentandosi con la condizione adeguata per gli appuntamenti in programma.
Personaggi citati:
- Matteo Malucelli
- Gianluca Bruno
- Jonathan Milan
- Groenewegen
- Petacchi
- McEwen
- Gaviria
- Kittel
- Viviani
- Pogacar
- Van der Poel
- Pidcock
