: meno squadre in A1 e più coinvolgimento, si gioca troppo?

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: meno squadre in A1 e più coinvolgimento, si gioca  troppo?

La fase playoff della pallavolo di club torna a riaccendere il dibattito sui calendari, soprattutto quando il ritmo delle partite incide sulla tenuta delle squadre e sulla qualità dello spettacolo. Dopo Gara-4 di semifinale Playoff, con l’obiettivo di raggiungere la Finale Scudetto nei confronti di Scandicci, Anna Danesi, centrale della Numia Vero Volley e capitano della nazionale, mette in evidenza un nodo ormai ricorrente: la programmazione stringente e la conseguente difficoltà a mantenere intensità e rendimento nei momenti decisivi della stagione.

calendari e stanchezza: il nodo dei match ravvicinati

Parlando della gestione del periodo tra impegni di club e appuntamenti azionali, Danesi evidenzia un sovraccarico che si trascina da anni. Il punto centrale riguarda la frequenza delle partite: oggi si arriva a giocare con una cadenza di ogni tre giorni, circostanza che aumenta il peso delle trasferte e amplifica l’usura fisica.

Il tema della fatica, secondo Danesi, diventa evidente anche durante le serie di semifinale scudetto: le differenze di brillantezza si notano quando le squadre scendono in campo dopo turni importanti, come nel caso richiamato da Danesi relativo alla Champions in Turchia, in cui sia la propria squadra sia Scandicci erano reduci da un impegno ravvicinato.

La centrale sottolinea inoltre che la stanchezza può essere percepita in modo diverso da fuori, ma il carico si sente sul campo. L’espressione più concreta del problema arriva anche dal sollievo di un recupero momentaneo: due giorni liberi rappresentano un passaggio che la dice lunga sulla necessità di ricalibrare tempi e spazi.

numero squadre in serie a1: la proposta di una riduzione

Nel momento in cui la revisione dei calendari internazionali sarebbe legata al prossimo ciclo olimpico, Danesi sposta l’attenzione su una soluzione più immediata sul piano nazionale. La domanda riguarda la possibilità di ridurre il numero delle squadre in Serie A1, attualmente fissate a 14.

La capitana della nazionale collega direttamente la misura alla disponibilità di giornate di riposo: con 13 squadre, a suo avviso, si arriverebbe a garantire almeno un turno di riposo. Il ragionamento è semplice e operativo: meno squadre significano meno partite e quindi un calendario più gestibile per la performance.

courmayeur cup e inizio stagione: spazio a ripartenza e preparazione

Accanto al tema della durata complessiva del campionato, Danesi richiama anche la fase iniziale e i suoi appuntamenti precampionato. La Courmayeur Cup, quadrangolare tra le Big4 di A1, si svolge a inizio stagione e, nel racconto della centrale, viene interpretata come un passaggio che potrebbe essere riequilibrato.

Danesi precisa che l’osservazione non mira a sottrarre spazio a una competizione, ma a migliorare la scansione temporale: l’evento a inizio anno, pur essendo un approccio alla Lega, potrebbe lasciare il posto ad altre attività di preparazione. A campionato avviato, ad esempio, ci sarebbe più margine per riposare e organizzare una sessione di pesi in più, così da limare ciò che non rende ottimale la partenza.

dialogo con il mondo maschile e obiettivi comuni

Il confronto resta ampio e include anche il campionato maschile. Danesi racconta di aver parlato con Giannelli e di aver rilevato una situazione simile anche per gli uomini: anche lì la cadenza di impegni pone difficoltà analoghe.

La centrale ritiene che la soluzione debba nascere da un lavoro condiviso, con un confronto “tutti insieme” per individuare interventi davvero costruttivi per ciascun soggetto coinvolto.

Nel ragionamento entrano anche aspetti legati all’interesse esterno: per Danesi l’assetto dei calendari incide su pubblico, sponsor e spettacolo. L’obiettivo è far sì che gli impianti restino pieni, condizione che si realizza secondo la centrale quando la qualità del gioco è più alta e la partita diventa più attraente per chi sceglie di assistere dal vivo.

Giannelli, Egonu.

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