Mercedes W17: due flap innovativi per potenziare l'ala posteriore
Le prove in Bahrain hanno mostrato molto oltre i cronometri: l’attenzione si è concentrata su soluzioni aerodinamiche capaci di ridefinire il comportamento del posteriore. In particolare, Mercedes ha introdotto una configurazione innovativa sull’ala posteriore che, oltre a estendere i limiti regolamentari, offre nuove possibilità di gestione del carico e della stabilità in curva.
ala posteriore mercedes: due flap aggiuntivi alle estremità
&stYdue flap aggiuntivi, fissati alle estremità dell’ala posteriore, si attestano sull’ultimo elemento estendendolo in altezza oltre l’endplate. Non si tratta di una semplice estensione, ma dell’inserimento di due piccoli flap agganciati direttamente all’ultimo profilo, creando così un nuovo elemento di soffiaggio dedicato. Le due corna si collegano sia alla sezione fissa regolamentata sia al pivot di rotazione, mentre la porzione principale è vincolata al flap mobile: con l’ala chiusa, i profili estesi aumentano il carico; con il DRS aperto, il drag resta contenuto, perché la maggior parte delle corna si muove insieme al flap principale.
Questo schema permette di lavorare sui volumi locali all’interno di un box molto stringente, aprendo la possibilità di generare ulteriore carico sull’ala posteriore e di contribuire alla stabilizzazione del retrotreno in curva e durante la trazione, soprattutto quando interviene il boost elettrico e aumentano le sollecitazioni sulle gomme.
funzione e meccanismo
L’idea chiave è che le estensioni, pur ancorate all’elemento fisso, collaborano con il flap mobile per dirigere i flussi in uscita. Con l’ala chiusa, l’intera estensione favorisce un incremento di grip; con il DRS aperto, la componente di drag rimane limitata. Il movimento sincronizzato delle due corna con il flap permette una gestione mirata dei vortici all’uscita, migliorando la risposta in accelerazione e la trazione.
integrazione con la sezione fissa e il flap mobile
La soluzione integra una parte fissa regolamentata e una sezione mobile, con la porzione principale collegata al flap attivo. Questa sinergia tra elementi fissi e mobili consente di modulare il carico localmente mantenendo controllata la resistenza aerodinamica durante l’apertura del sistema di frenata aerodinamica.
regolamenti e sviluppo dell’endplate
Nella rassegna delle scelte regolamentari, i riferimenti agli endplate hanno mostrato una evoluzione significativa: le norme del 2022 avevano limitato la prolungabilità degli endplate, spingendo i team a soluzioni particolari per replicare parte dell’effetto degli endplate tradizionali. Con le regole introdotte per il 2026, è tornata una maggiore libertà, permettendo endplate più tradizionali e facilitando la gestione dei flussi verso l’esterno.
design tridimensionale e gestione dei vortici
Anche l’endplate è stato ridisegnato: la bandella esterna presenta una geometria più ondulata e tridimensionale rispetto al passato, richiamando approcci simili a quelli visti sull’endplate anteriore per aumentare l’outwash. All’apice dell’endplate posteriore si lavora anche per controllare i vortici che si formano nella parte superiore, all’estremità, contribuendo a stabilizzare l’uscita dei flussi.
osservazioni tecniche e contesto operativo
La nuova specifica dell’ala posteriore è stata oggetto di verifica in laboratorio dinamico, con l’applicazione di vernice flow‑viz per rilevare i profili di flusso durante la raccolta dati. Queste prove mostrano come i regolamenti sul telaio stiano stimolando l’ingegneria a esplorare ambiti finora poco sfruttati, senza rompere il quadro normativo impuesto dalla FIA.
