Mike d’Antoni NBA Europe e EuroLeague: cosa pensa sulle Finals e sui prossimi passi

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Mike d’Antoni NBA Europe e EuroLeague: cosa pensa sulle Finals e sui prossimi passi

La settimana di avvicinamento alle NBA Finals 2026 porta con sé riflessioni e indicazioni importanti provenienti da Mike D’Antoni. Tra sguardo al basket italiano, valutazioni sulle serie che stanno per partire e considerazioni sul modo in cui la pallacanestro continua a evolversi, emergono temi chiari: equilibrio tra fattori diversi, peso delle strategie e attenzione alle dinamiche che coinvolgono anche l’Europa.

basket italiano e fonti di aggiornamento

D’Antoni descrive il proprio approccio al panorama italiano con un riferimento a persone che seguono gli sviluppi quotidiani. Indica che l’aggiornamento avviene in modo regolare tramite James Laughlin, gm di Napoli, con cui ha un legame personale nato quando lavorava a New Orleans. Accanto a questo, l’ascolto e la lettura dei contenuti vengono completati dalle informazioni condivise da Coach Peterson, con cui D’Antoni afferma di sentirsi a tratti.

nba finals 2026: favorita incerta e scenari a confronto

Nel parlare delle NBA Finals 2026, la posizione di D’Antoni rimane prudente sulla questione della favorita. Secondo le sue valutazioni, San Antonio e New York possono entrambe avere chance, poiché le due squadre risultano molto diverse e non è semplice stabilire in modo univoco quale giochi meglio o sia più forte. Il ragionamento si sposta su un mix di caratteristiche: una formazione appare più esperta, l’altra più legata a energia e freschezza.

Tra i punti centrali del quadro, D’Antoni menziona Wembanyama e sottolinea che, sul piano difensivo, il miglior riferimento statistico indicato sarebbe Anunoby, legato ai Knicks. A livello di contesto, viene richiamato anche il fatto che New York ha già vinto la Nba Cup contro gli Spurs, con l’osservazione che San Antonio, pur essendo composta da giovani, ha migliorato. La conclusione del ragionamento è caratterizzata da grande attesa: D’Antoni dichiara di essere molto gasato e di aspettarsi una finale importante.

come la pallacanestro è cambiata con i suns

D’Antoni lega l’evoluzione del gioco a due elementi: la forza crescente dei giocatori e la capacità degli allenatori di adattare le scelte. L’affermazione centrale è che la pallacanestro cambia sempre e continuerà a farlo, perché oggi i giocatori risultano più forti rispetto al passato e sono in grado di realizzare gesti e soluzioni incredibili.

Il ragionamento prosegue mettendo in evidenza che, quando emergono talenti capaci di portare qualcosa di nuovo, anche la gestione tecnica deve trasformarsi. L’idea è che, se si gioca in modo simile agli altri, diventa più difficile vincere, mentre provare strategie innovative apre nuove possibilità. A sostegno, D’Antoni richiama un’esperienza specifica: quando a Milano la squadra stava giocando “in maniera normale”, l’impostazione venne modificata con l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale dei giocatori.

Nel quadro entra anche il ruolo dei numeri: lo studio delle cifre è indicato come utile, ma non risolutivo. D’Antoni mette in chiaro che il risultato deriva anche da aspetti relazionali e culturali, citando relazioni tra giocatori, cultura e mille altre variabili che devono rientrare nelle valutazioni dell’allenatore.

nba europe: prospettive e accordi con eurolega

Riguardo a Nba Europe, D’Antoni si esprime partendo dall’assenza di informazioni dettagliate. L’idea che esprime è che, quando la NBA mira a un obiettivo, tende a realizzarlo. Pur senza entrare nel merito delle procedure, il focus diventa l’auspicio che l’Italia e l’Europa non perdano valore e non si disperda ciò che hanno costruito attraverso l’attività di gioco e di allenamento.

Viene sottolineato che, per chi abbia lavorato in quel contesto, non esisterebbe un posto migliore per svolgere questo lavoro. Nel ragionamento si inserisce anche una considerazione sul tema dei cambi: quando avviene un passaggio, il rischio è sempre presente. Alla domanda su un possibile accordo con l’Eurolega, D’Antoni dichiara di non conoscere in modo approfondito la situazione e di non avere un’opinione valida; resta però l’auspicio che si lavori insieme, perché vista dall’esterno la scelta appare coerente.

figure citate nelle dichiarazioni

  • Mike D’Antoni
  • James Laughlin, gm di Napoli
  • Coach Peterson

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