Mondiale 2026, tiziana alla prima telecronista donna: opportunità pazzesca ma non sono una suffragetta
Tiziana Alla, giornalista Rai, si appresta a vivere un traguardo di rilievo con il Mondiale 2026, dove racconterà le partite con il ruolo di telecronista. Un incarico che segna un passaggio importante anche sul piano personale: si tratta della prima esperienza da commentatrice di un grande torneo, affrontata con entusiasmo, orgoglio e una consapevolezza piena delle difficoltà ancora presenti.
tiziana alla al mondiale 2026: l’opportunità e l’orgoglio rai
Parlando dell’incarico, Tiziana Alla descrive l’esperienza come un’occasione straordinaria, definendola un “opportunità pazzesca”. Nel contempo precisa la propria posizione con chiarezza, sostenendo di non voler essere identificata attraverso etichette legate al dibattito sociale: non si considera una “suffragetta” e sottolinea che, insieme a lei, ci sono altre colleghe molto valide.
Al centro del racconto emerge anche un forte sentimento di riconoscenza verso Rai Sport. Alla si dichiara orgogliosa del ruolo conquistato, individuandolo come un passo da apripista. Il percorso viene collegato alla fiducia espressa dal direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida, indicato come figura che ha contribuito a rendere possibile questo traguardo.
telecronaca e pregiudizi: la strada resta in salita
Pur celebrando l’occasione, Tiziana Alla richiama anche un elemento centrale: la persistenza di pregiudizi. Racconta che la sua prima telecronaca risale al 2006, con un Piacenza-Juventus di serie B. In quel periodo, lavorando per Rai International, arrivarono numerose mail di protesta: il messaggio era legato al fatto che non sarebbe stato possibile ascoltare una voce femminile nel calcio.
La giornalista afferma di aver affrontato le critiche senza impostare il discorso sul concetto di immaturità o mancanza di preparazione: nessuno nasce imparato. La richiesta, però, riguarda l’assenza di pregiudizio. Secondo Alla, l’ostacolo non è scomparso: continua a essere presente.
emozione e normalità: quando il lavoro non fa notizia
Alla collega l’emozione del momento a una speranza concreta: poter vivere un mondo definito “normale”, in cui ciò che le sta accadendo non venga più trattato come una notizia. L’obiettivo è che l’attenzione si sposti dai criteri di genere al valore professionale, rendendo la presenza femminile nel ruolo di telecronista parte integrante della quotidianità.
stile di telecronaca: meno parole, più atmosfera
Nel descrivere il proprio approccio, Tiziana Alla segnala un’impostazione precisa: non ama riempire di parole ogni spazio. Il suo obiettivo è lasciare respirare l’atmosfera, evitando un eccesso di dati. Si definisce “un po’ vecchia scuola”, formatasi con toni pacati e poco invasivi.
Il tempo, però, ha cambiato le abitudini e le aspettative: Alla riconosce che anche il contesto mediatico è evoluto e che l’approccio va accettato e adattato alle nuove dinamiche, senza perdere il senso della misura.
le esperienze decisive: dalla passione allo shock di Palermo
Alle radici della passione c’è una storia personale legata allo stadio. Alla racconta che papà da ragazzina la portava a vedere le partite. Durante le scuole medie, inoltre, iniziava a scrivere i primi articoli. In ogni caso, la scelta finale non era scontata: non aveva mai pensato di diventare telecronista.
bordo campo e ricordi connessi alla nazionale
Il racconto include anche un riferimento alla sua prima esperienza da bordo-campiista per l’Italia, collegata alla sconfitta di Palermo contro la Macedonia del Nord che portò fuori dal Mondiale 2022. Alla descrive quel momento come un episodio difficile da dimenticare e, anche con una reazione che rimbalza tra ironia e sollievo, sottolinea che la vicenda resta impressa.
Il riferimento continua con il contesto di Palermo e con l’idea che, in quel caso, sembrasse impossibile perdere. Successivamente, viene richiamata l’ambientazione di Zenica, dove si materializzò la sensazione che un fallimento già maturato in precedenza potesse ripetersi. Alla indica anche la fase in cui l’obiettivo sembrava raggiungibile solo a pochi minuti dalla conclusione: un passaggio definito drammatico.
momenti nel calcio che l’hanno colpita
Tra le immagini più rilevanti, Alla cita il dolore espresso da Gattuso e Spinazzola nelle interviste flash. La sensibilità della giornalista si concentra non solo sul sentimento provato da loro stessi, ma soprattutto sull’impatto verso gli italiani. Per Alla, queste reazioni smentiscono l’idea che, il giorno dopo, ai giocatori non importi più nulla.
donarummA e una risposta sui gol: rispetto delle emozioni
Nel ricordo rientra anche un episodio con Donnarumma. Secondo il racconto, arrivarono gol dopo un errore con i piedi e Alla gli fece notare che non era la prima volta: l’aveva già commesso anche in Champions contro il Real. La replica, però, venne descritta come normale, con Alla che sottolinea come avrebbe risposto in quel modo anche se al suo posto ci fosse stato un uomo.
La giornalista chiarisce di non essersi offesa: le emozioni a caldo degli atleti devono essere rispettate, indipendentemente dal giudizio personale che può emergere in un momento successivo.
cosa porterà in america e la speranza per nuove telecroniste
Alla anticipa che nel percorso verso l’America intende portare tanti libri. Alla collega questa scelta alla volontà di prepararsi, tenere alta la mente e arrivare all’appuntamento con materiali utili.
Il quadro complessivo resta poi affidato a una speranza: svolgere un bel lavoro e far sì che, dopo di lei, possano esserci molte altre telecroniste. L’auspicio è che il cammino si allarghi, favorendo una presenza sempre più ampia nel ruolo.
figure citate
- Marco Lollobrigida
- Gattuso
- Spinazzola
- Donnarumma
- Real
- Piacenza
- Juventus
- Macedonia del Nord
