Mondiali d’inverno fivb paghi gli stipendi dei giocatori intervista a massimo righi
La Lega Pallavolo Serie A maschile rappresenta uno snodo storico per il volley italiano, con una struttura nata per coordinare i campionati tra A1 e A2 e con una guida che, nel tempo, ha attraversato periodi decisivi. Dal consolidamento degli anni di riferimento fino alle sfide più recenti, il percorso della Lega descrive una disciplina in crescita, capace di mettere a fuoco traguardi sportivi, criticità organizzative e progetti futuri in un contesto complesso.
lega pallavolo serie a maschile: nascita, obiettivi e prime leadership
Il 7 giugno 1987 nasceva a Bologna la Lega Pallavolo Serie A maschile, fondata all’epoca dalle 23 società impegnate nei campionati di A1 e A2. Nel primo decennio la presidenza fu affidata all’avvocato e deputato Carlo Fracanzani, soprannominato il Conte Rosso.
Nel medesimo periodo, Fracanzani ricoprì anche la guida della Lega Pallavolo Serie A femminile, fondata pochi giorni prima: il 6 giugno 1987 a Modena. La presidenza di Fracanzani in ambito femminile si protrasse fino al 1993, contribuendo a dare continuità istituzionale a un movimento che, pur con origini vicine, si sviluppò con tempistiche differenti tra i due comparti.
presidenti della lega pallavolo serie a maschile: successioni e mandati
Nel tempo, alla guida della Lega si sono susseguiti diversi presidenti. A Carlo Fracanzani seguirono Bruno Da Re in due periodi differenti (1997-2000 e 2002-2004), poi Giorgio Varacca tra 2000-2002.
Successivamente la presidenza passò a Diego Mosna, con tre mandati distinti: 2004-2009, 2010-2014 e 2019-2020. La sequenza proseguì con Claudio Sciurpa (2009-2010), Albino Massaccesi (2014-2016) e Paola De Micheli (2016-2018).
Dal 2020 il ruolo di presidente è ricoperto da Massimo Righi. Il suo mandato, per stagioni consecutive, viene indicato tra i più longevi nella storia del Consorzio.
massimo righi: covid, superlega e nuove sfide organizzative
Il mandato di Massimo Righi viene descritto come avviato in una fase particolarmente complessa, con l’emergenza COVID come scenario iniziale. La gestione successiva è stata collegata a un percorso di consolidamento capace di riportare la Superlega a essere percepita da molti come un riferimento paragonabile all’NBA del volley.
La prospettiva include anche la competizione interna con il movimento femminile, presentato come fortemente cresciuto nell’ultimo decennio. Oltre a questo, le sfide indicate riguardano aspetti più ampi: calendario internazionale, sostenibilità dei club, rapporti con la Federazione e futuro della gestione, anche con l’ipotesi di nuove figure dirigenziali.
focus sul movimento: risultati, visibilità e difficoltà di emergere individualmente
Nel quadro delle valutazioni riportate, la pallavolo maschile e femminile viene collocata dentro un momento caratterizzato dai risultati ottenuti sia a livello di club sia nelle nazionali. L’affermazione centrale riguarda l’orgoglio per l’andamento complessivo della disciplina.
La difficoltà a “sfondare” viene attribuita alla natura dello sport: la pallavolo è definita come uno tra gli sport più di squadra, rendendo meno frequente l’emersione di un singolo atleta come elemento dominante della narrazione. Nel racconto, viene richiamato il confronto con altre epoche e sport, citando periodi in cui l’attenzione si è concentrata su figure riconoscibili; per il volley, invece, si richiama l’esistenza di grandi nomi come Velasco e, nel femminile, Paola Egonu, mentre per il maschile si evidenzia la mancanza, in quel momento, di un personaggio capace di “bucare lo schermo”.
paola egonu e gli altri tedofori: un episodio ricordato per la sua particolarità
Nel passaggio dedicato alla sfera mediatica, viene citata una circostanza definita “abbastanza singolare”. L’episodio viene descritto come una gaffe di dimensioni tali da non poter essere gestita se non con l’ironia, con il dettaglio che cronisti e atleti sarebbero stati indicati nominativamente.
La narrazione collega questa fase anche alla conoscenza generale nel mondo della pallavolo, richiamando un esempio di figura riconosciuta come Simone Giannelli.
visibilità mediatica nel 2026: calcio, sport e attenzione verso la pallavolo
La questione della visibilità nel 2026 viene messa in relazione alla scarsa centralità della pallavolo rispetto ad altre discipline. Anche quando la squadra Perugia conquista la Champions League per due anni consecutivi, insieme a mondiale e scudetto, resta l’impressione che l’attenzione della stampa segua logiche più ampie.
Il quadro interpretativo riportato evidenzia che in Italia il calcio continua a occupare una posizione centrale, con conseguente differenza di spazio e racconto. Vengono citati anche i rapporti con le grandi testate e la percezione che, nonostante ciò, la pallavolo maschile ottenga comunque buona visibilità e attenzione.
infortuni e carico di partite: analisi del numero di match e ipotesi sulle cause
Tra i temi discussi emerge il tema degli infortuni. La domanda riguarda la possibilità di una correlazione diretta con il numero di partite giocate oppure l’ipotesi di una stagione complessivamente più sfortunata.
Per chiarire la questione viene indicato un confronto tra periodi diversi: si sarebbe osservato quanto si giocava negli anni in cui la Superlega era a 16 squadre rispetto alle stagioni più recenti. Pur con dinamiche differenti nella regular season e nelle fasi successive, viene sottolineato che il numero di partite, a livello di club, risulterebbe sostanzialmente lo stesso perché in passato la regular season era più lunga mentre i playoff più corti, con partite che, nel cambio di palla, duravano anche di più.
Viene inoltre richiamata la comparazione tra match delle competizioni europee, tra la World League e l’attuale VNL, oltre al confronto tra competizioni delle nazionali, concludendo che il problema non deriverebbe direttamente dal totale delle gare.
infortuni da stress e cambiamento del contesto mediatico
Quanto agli infortuni da stress, viene ricordato che si registravano anche in precedenza, ma con minore visibilità: allora non erano così diffusi strumenti come internet e social, riducendo la percezione collettiva del fenomeno.
Nel bilancio dell’anno corrente, la stagione viene definita più sfortunata rispetto ad altre, pur con una distinzione sul caso più grave: l’episodio indicato riguarda Recine, specificato come non appartenente al gruppo di giocatori descritti come presenti ininterrottamente senza fermarsi.
riposo tra club e nazionali: la richiesta di adeguare i tempi
Per individuare una soluzione si propone un intervento sulla gestione dei tempi. La direzione indicata è un periodo di riposo più lungo tra la fine della stagione con i club e l’inizio di quella con le nazionali, asserendo che una simile scansione oggi non avviene.
Si segnala inoltre come l’ipotesi di rivedere il formato della VNL, riducendone la durata, possa risultare interessante. La discussione collega quindi calendario e prevenzione, considerando l’impatto della programmazione complessiva sul recupero degli atleti.
calendario internazionale e potere decisionale: club e federazioni a confronto
Oltre agli infortuni, il tema del calendario viene legato alle decisioni attribuite alla Federazione Internazionale, descritta come orientata a favorire le nazionali a scapito dei club.
Nel paragone con altri sport di squadra, viene evidenziata una differenza di modello: in calcio, hockey, basket e baseball il potere sarebbe più vicino ai club, con un riferimento anche all’impostazione tipica del modello statunitense dell’NBA. Per il volley, il nodo viene individuato nel minor peso politico delle Leghe rispetto alle federazioni. Di conseguenza, viene richiamata la prassi di stipulare accordi con altri Paesi, citando come ultimo esempio quello con il Giappone, con l’obiettivo di condividere know-how e spingere la crescita di altri campionati in Europa e nel mondo.
orizzonte olimpico 2028 e programmazione 2029-2032: rischi per i club e richieste economiche
Alla domanda su Los Angeles 2028 viene indicato un rischio di peggioramento. A breve partirebbero le riunioni per la programmazione 2029-2032, con il tema centrale rappresentato dai Mondiali ogni due anni, da disputarsi tra novembre e dicembre. Il punto critico riguarda l’effetto complessivo sui club: durata del torneo, ritiro per la preparazione e settimana post torneo con riposo da concedere agli atleti, porterebbero a una sosta stimata come potenzialmente vicina a due mesi.
Tra le soluzioni prospettate viene menzionata la possibilità di giocare la VNL d’inverno al posto del Mondiale, così da consentire una rotazione più ampia degli atleti, richiamando come già oggi avvenga una dinamica simile tra convocazioni iniziali e fasi finali.
La preoccupazione si concentra anche sulla sequenza estiva prevista per il 2028, descritta come eccessivamente intensa: VNL, Europei e Olimpiadi nello stesso periodo, definita “una cosa assurda”.
richiesta alla fivb: pagamento stipendi in caso di nazionali d’inverno
Il confronto economico viene affrontato con una richiesta specifica: se le nazionali dovranno giocare d’inverno, viene indicato che la richiesta alla FIVB sarà quella di pagare gli stipendi dei giocatori per quei due mesi.
Si valuta anche la possibilità di destinare ai club una quota dei profitti: il riferimento è alla torta di guadagni annuali che entrano nelle casse della Federazione Internazionale, con l’idea di riconoscere una parte anche alle società e non solo alle federazioni.
betting e quota alle società: percentuali richieste e rischio contestazioni
Nel passaggio relativo alle scommesse, viene indicata una richiesta avanzata verso le società di betting: riconoscere ai club oggetto di scommesse l’1% o il 2% delle giocate.
Se le richieste non venissero accolte, viene precisato che potrebbero emergere forme di contestazione plateale. Pur evitando la definizione più estrema, viene indicato che il ricorso a azioni pubbliche potrebbe diventare concreto.
persone citate
- Carlo Fracanzani
- Bruno Da Re
- Giorgio Varacca
- Diego Mosna
- Claudio Sciurpa
- Albino Massaccesi
- Paola De Micheli
- Massimo Righi
- Paola Egonu
- Simone Giannelli
- Alberto Tomba
- Valentino Rossi
- Jannik Sinner
- Velasco
- Lucchetta
- Recine
