Motogp bagnaia fuori lotta per ora abbiamo bisogno di essere più costanti
La stagione di Pecco Bagnaia è iniziata con aspettative alte, ma i risultati fin qui hanno portato più difficoltà che soddisfazioni. Dopo le difficoltà dell’anno precedente, il ducatista puntava a ritrovare rapidamente sensazioni e competitività, trovando invece un avvio segnato da battute d’arresto e da una costanza ancora troppo incerta. Il tema centrale resta uno: per tornare a lottare serve stabilità di rendimento, senza oscillazioni che impediscono di esprimersi pienamente in sella alla Ducati.
pecco bagnaia: risultati variabili e richiesta di costanza
Nei primi tre Gran Premi Bagnaia ha raccolto segnali contrastanti: errori e sensazioni alterne non gli hanno consentito di consolidare un livello di prestazioni adeguato. La preoccupazione emerge anche quando, davanti alle domande sulle possibilità di campionato, si considera che il leader della classifica è cambiato quattro volte dall’inizio della stagione. In quella cornice, Bagnaia ha indicato con chiarezza la priorità: prima la regolarità, poi le ambizioni.
Il pilota ha sottolineato che il campionato appare più aperto rispetto al passato, con tutti i costruttori che hanno fatto passi avanti, ma ha anche evidenziato la necessità di migliorare la gestione dell’andamento gara. Per lui, al momento, la lotta per il titolo non è ancora nelle condizioni di diventare concreta: serve essere più costanti prima di alimentare il mirino su obiettivi più ambiziosi.
livio suppo e il timore del bis: competitività solo a tratti
La variabilità dei risultati pesa anche nel giudizio di chi segue da vicino la realtà Ducati. Livio Suppo, ex responsabile del programma Ducati, ha espresso preoccupazione per il fatto che Bagnaia appaia competitivo solo di tanto in tanto. Per Suppo, un anno difficile può essere superato, ma se la difficoltà dovesse ripetersi in modo simile per due stagioni consecutive diventerebbe più complicato recuperare terreno. Dal punto di vista dei tifosi, questa alternanza sarebbe un elemento di rammarico.
austin esemplifica l’incostanza: sprint solida, gara in salita
Il Gran Premio di Austin è stato indicativo dell’attuale andamento di Bagnaia. Nella Sprint, sabato, il pilota è rimasto a pochissimi passi dalla vittoria, festeggiando comunque un secondo posto che garantiva solidità. Domenica, invece, la situazione si è ribaltata: il feeling è svanito e la gara si è trasformata in un confronto difficile.
calo dopo il warm-up e grip posteriore più debole
Bagnaia ha raccontato che le difficoltà sono arrivate già dal mattino. Nel warm-up non si è sentito come il giorno precedente: la moto sarebbe apparsa più pesante e avrebbe reso più complicato mantenere la stessa velocità in ingresso curva rispetto al resto del weekend. All’inizio della gara, il problema si è reso ancora più evidente: il grip posteriore è risultato più debole, anche per via delle condizioni, e da lì sono cominciate le difficoltà nel tenere ritmo.
ritmo in crollo e perdita di posizioni negli ultimi giri
Verso la fine, Bagnaia ha mostrato un forte disagio: i suoi tempi hanno evidenziato un peggioramento progressivo, con passaggi a 2'03"0, poi 2'04"3, quindi 2'05"1 e infine 2'05"2 nell’ultimo giro. Nelle fasi finali la situazione è diventata un vero ostacolo competitivo: in quattro giri ha perso cinque posizioni e ha faticato a reagire, trasformando la chiusura della corsa in un momento estremamente complicato. Alla bandiera a scacchi ha chiuso decimo.
gigi dall’igna: coraggio e prestazioni che calano rapidamente
Anche Gigi Dall’Igna, grande capo del reparto corse della Ducati, ha commentato l’andamento. Pur riconoscendo il coraggio con cui Bagnaia ha cercato di restare competitivo, Dall’Igna ha evidenziato un forte calo di prestazioni che ha progressivamente fatto perdere posizioni, fino al decimo posto finale.
una ducati che non gira come vorrebbe: gestione gomme e ricerca della causa
Nel tentativo di individuare una prima spiegazione, Bagnaia ha puntato l’attenzione sull’usura della gomma posteriore. Secondo il pilota, la moto lo costringe a usare la gomma in modo che risulta oltre misura, rendendo più difficile gestire l’arco di gara e mantenere una condizione di competitività costante.
gestione delle gomme difficile: difficoltà a restare costanti
Secondo Bagnaia, la gestione gomme è diventata “strana”. Ha ricordato che in passato i piloti Ducati erano sempre riusciti a essere efficaci sotto questo aspetto, con una moto che era descritta come delicata con il posteriore. Ora, invece, la continuità è diventata un problema: Bagnaia ha affermato di non riuscire a essere abbastanza costante e di avere difficoltà a arrivare a fine gara con possibilità concrete di lottare.
lavoro in corso: progressi e obiettivo di capire “cosa manca”
Nel bilancio complessivo, Bagnaia ha anche evidenziato che la squadra sta lavorando molto. Dal suo punto di vista, i progressi ci sarebbero, e il weekend di Austin e quello di Goiania sarebbero stati positivi rispetto al lavoro svolto. Resta però un punto: alla Ducati manca ancora qualcosa, con la necessità di capire con precisione cosa.
prossimi appuntamenti e timore sulla pista: jerez può richiedere più prestazione
Il prossimo Gran Premio rappresenta l’inizio della stagione europea, ma Bagnaia nutre preoccupazioni sul potenziale impatto della pista sulla risoluzione del problema. Secondo il pilota, una pista come Jerez richiede una moto che giri bene, elemento che al momento sembra mancare. La valutazione include anche l’idea che il problema possa essere accentuato su un tracciato in cui l’esigenza di prestazione è particolarmente elevata.
test in arrivo e limitazione rispetto al 100%
Bagnaia ha indicato che la squadra proverà qualcosa di importante nei test, spiegando che attualmente la concorrenza sarebbe in grado di operare in modo diverso. In particolare, ha affermato che in Aprilia avverrebbero scelte tali da consentire maggiori margini di spinta, mentre la Ducati si troverebbe limitata nelle prestazioni perché non sarebbe possibile spingere al 100%.
personaggi citati
- Pecco Bagnaia
- Livio Suppo
- Gigi Dall’Igna
