MotoGP Bagnaia: in gara faccio molta fatica, dobbiamo capire come migliorare

• Pubblicato il • 5 min
MotoGP Bagnaia: in gara faccio molta fatica, dobbiamo capire come migliorare

Il 2026 si è aperto con grandi aspettative per Pecco Bagnaia, chiamato a costruire un rilancio dopo un inverno promettente con la GP26. Il passaggio ai weekend di gara, però, ha restituito risultati altalenanti: tra Thailandia e Brasile sono arrivati solo 10 punti, che valgono il 13° posto nella classifica iridata. Con il fine settimana ad Austin in programma, Bagnaia guarda a un nuovo momento di svolta, forte anche della vittoria ottenuta qui nel suo 2025.

pecco bagnaia ad austin: l’occasione per rilanciarsi nel 2026

Ad Austin Bagnaia trova motivazioni legate al ricordo di una vittoria recente sulla pista texana. Il pilota Ducati Team ha sottolineato il valore del tracciato: bel circuito, stimolante e tra i più impegnativi del calendario, in grado di offrire un’esperienza tecnica intensa. Alla vigilia del weekend ha evidenziato anche l’assetto generale previsto: clima favorevole per gran parte della programmazione, con un possibile contributo del vento previsto per la giornata successiva.

Il punto centrale, secondo Bagnaia, riguarda l’evoluzione del lavoro in ottica gara. Nel racconto della stagione, emerge una criticità ricorrente: durante i weekend si riesce a essere competitivi, ma nelle sessioni in gara il rendimento cala. Da qui la priorità di un miglioramento mirato, perché durante l’esperienza in Brasile il pilota ha percepito un contrasto netto tra velocità mostrata nei momenti di preparazione e difficoltà emersa durante la corsa.

pecco bagnaia: tra thailandia e brasile solo 10 punti, 13° posto iridato

Il bilancio fino a qui del 2026 descrive un periodo complicato per il pilota Ducati. Dopo un inverno giudicato convincente e utile a instaurare un buon feeling con la GP26, le gare hanno portato meno certezze del previsto. Tra Thailandia e Brasile, la somma complessiva si ferma a 10 punti, con conseguenza immediata sulla posizione in classifica: 13° posto nel mondiale.

cambio di scenario tra sessioni e gara: cosa cambia rispetto allo scorso anno

Alla domanda su quanto la situazione attuale assomigli alla difficoltà incontrata lo scorso anno, Bagnaia ha distinto la dinamica. Nel 2025, mantenere un rendimento costante durante la sessione era particolarmente arduo, soprattutto per costruire progressi utili alla messa a punto. Nel 2026, invece, il pilota ha indicato un aspetto diverso: durante le sessioni riesce a migliorare, oltre a percepire differenze tra configurazioni differenti.

La complessità resta però concentrata nella fase di gara. Bagnaia ha quindi rimarcato che la difficoltà principale riguarda il mantenimento della prestazione in corsa: il percorso di lavoro da definire, dunque, deve trasformare la crescita ottenuta nelle sessioni in competitività continuativa durante la gara.

brasile e condizioni estreme: allagamenti, voragine e asfalto deteriorato

Nel confronto sul weekend brasiliano, il riferimento è alle criticità affrontate da tutti, descritte come estremamente pesanti. Sono stati menzionati allagamenti, una voragine comparsa sul rettilineo già nella giornata di sabato e un asfalto che, domenica, si è mostrato in condizioni di forte deterioramento e con parti che si sono sbriciolate.

Bagnaia ha scelto toni prudenti nel commento, indicando comunque un impegno rilevante nel tentativo di gestire i problemi e rendere possibile lo svolgimento dell’evento. Il pilota ha riconosciuto che la pista non era pronta ad accogliere il circus, ma ha anche sottolineato che il weekend si è comunque svolto con una logica operativa “normale”, mentre già sono avviate lavorazioni in vista del futuro.

omosologazione fim e timori sulle prossime sedi: test sulle piste nuove prima dei gp

Le preoccupazioni, secondo Bagnaia, nascono dal fatto che il circuito sia stato omologato dalla FIM pur in presenza di condizioni problematiche. L’ansia si collega anche a scenari futuri, con la necessità di correre addirittura su un tracciato cittadino ad Adelaide l’anno successivo.

La soluzione indicata dal pilota riguarda un passaggio preventivo: organizzare test sulle piste nuove prima dell’arrivo del GP, idealmente coinvolgendo i collaudatori. Bagnaia ha richiamato anche un tema regolamentare: in teoria i circuiti dovrebbero avere una lunghezza minima di 4,5 km, mentre Goiania ne risulta solo 3,8. Pur ammettendo l’esistenza di interpretazioni, ha sostenuto che un test preliminare possa ridurre l’imprevedibilità.

collaudatori, gomma e conoscenza del limite: come cambia il lavoro

Bagnaia ha osservato che guidare con MotoGP può consentire di individuare meglio i problemi. Ha riportato l’esempio dell’Indonesia, dove un test ha permesso di identificare questioni specifiche attraverso la gestione della moto in condizioni realistiche. In parallelo, ha evidenziato che con una moto stradale l’osservazione dei limiti risulta meno efficace.

Un altro aspetto riguarda la differenza tra uso dei collaudatori e approccio dei piloti titolari: nel 2022, secondo Bagnaia, il test in Indonesia è stato decisivo anche per capire il comportamento delle gomme, rivelatesi non sufficienti per tutto il weekend di gara. Da qui la possibilità di intervenire cambiandole, mentre non tutti i collaudatori arrivano allo stesso livello di utilizzo al limite rispetto ai piloti impegnati costantemente in gara.

ruolo dei test prima del gp: indicazioni operative per evitare sorprese

La conclusione attribuita a Bagnaia rafforza l’idea di ridurre i rischi attraverso verifiche anticipate. L’obiettivo è evitare di arrivare direttamente in gara su una pista nuova, riducendo il numero di situazioni in cui la prestazione e la gestione del weekend diventano più difficili per problemi emersi tardi.

contesto e persone citate: bagnaia e riferimenti al 2025

Nel racconto dei fatti e dei riferimenti stagionali compaiono alcuni elementi collegati a eventi passati e al lavoro tecnico. Le persone citate sono:

  • Pecco Bagnaia
  • Marc
  • Francesco Bagnaia
Francesco Bagnaia, Ducati Team

Per te