MotoGP Bagnaia la Ducati deve girare col posteriore e distruggo la gomma

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MotoGP Bagnaia la Ducati deve girare col posteriore e distruggo la gomma

Un 2026 che sembrava potersi accendere già ad Austin, dopo il secondo posto nella Sprint, si è trasformato in una domenica difficile per Pecco Bagnaia. Al Gran Premio degli Stati Uniti di MotoGP, il pilota della Ducati ha affrontato un nuovo copione che ha innescato un calo progressivo, fino a compromettere la rimonta e a far precipitare la posizione in classifica.

pecco bagnaia motoGP: dall’ottimo rientro al crollo nel finale

La corsa è iniziata con uno scatto non all’altezza delle aspettative: partito dalla prima fila, Bagnaia si è ritrovato settimo nelle prime fasi. Dopo pochi giri, però, è riuscito a riportarsi rapidamente al centro della battaglia per il podio, rimanendo molto vicino all’altra Desmosedici GP.

La rimonta, tuttavia, ha dovuto fare i conti con un problema già emerso in precedenza. Come avvenuto in altre circostanze, a interrompere il passo verso la vittoria è stato un calo della gomma posteriore. A distanza di pochi passaggi, la situazione è degenerata, portando Bagnaia a un crollo verticale nella seconda parte della gara.

Nel finale la caduta di ritmo si è riflessa anche nel piazzamento: Bagnaia è passato dal quinto al decimo posto, con un deterioramento evidente della prestazione mano a mano che il treno di gomme si consumava.

sensazioni in texas: grip inferiore e gomme consumate rapidamente

Ai giornalisti presenti in Texas, Bagnaia ha ricostruito l’andamento partendo dalle sensazioni pre-gara. Nel Warm-Up aveva già iniziato a percepire un peggioramento rispetto al giorno precedente: la moto gli è sembrata più pesante e con meno grip. Appena iniziata la gara, la conferma è arrivata dal posteriore, indicato come elemento determinante per la perdita di confidenza.

Dopo alcuni giri ha scelto una gestione più prudente: ha deciso che era più efficace procedere con calma per evitare di consumare eccessivamente la gomma. Ha osservato anche l’andamento degli avversari: mentre Diggia stava cercando di recuperare sul primo gruppo, Bagnaia ha preferito aspettare e regolare il ritmo.

bagnaia al limite: rischio di cadere e difficoltà in piega

Il passaggio decisivo è stato l’impatto del consumo sul ritmo. Pur avendo raggiunto Diggia, Bagnaia ha spiegato di non aver spinto con intensità: anche così, il consumo del pneumatico posteriore è progredito fino a portarlo allo svuotamento completo della gomma. Dopo otto giri ha iniziato a sentirsi stordito, mentre negli ultimi due passaggi la situazione è diventata critica.

Negli ultimi giri ha descritto un margine quasi inesistente: era completamente al limite e rischiava di cadere, con il pericolo legato al semplice atto di piegare sul lato destro. Ha definito la fase finale della gara come molto difficile, sottolineando quanto fosse complesso mantenere il controllo della moto quando la gomma non offriva più lo stesso supporto.

desmosedici gp e problemi di guida: la lettura tecnica di bagnaia

Bagnaia ha collegato la prestazione di Austin a dinamiche già viste nelle prime gare stagionali. Secondo la sua ricostruzione, il weekend di lavoro ha funzionato in modo efficace, con una differenza chiave: al Circuit of the Americas è riuscito a partire davanti e a disputare una buona Sprint. Nella valutazione generale ha ricordato che, nelle prime tre gare, la difficoltà principale si è concentrata nella domenica, senza riuscire a spingere come desiderato, con l’obiettivo di rimanere in gara e gestire la situazione tecnica.

Un ulteriore elemento emerso riguarda la necessità di capire cosa modificare. Il pilota ha messo in evidenza che anche affrontando la gara con strategia di sopravvivenza, il risultato porta a una distruzione completa della gomma posteriore, rendendo urgente l’analisi delle cause e delle soluzioni.

perdita d’ingresso in curva: comportamento anomalo del posteriore

Nei passaggi finali la difficoltà non è stata solo legata alla durata della gomma, ma anche alla capacità di impostare le curve. Bagnaia ha raccontato di non riuscire più a entrare in curva come serviva. Nelle curve a destra, appena iniziava a piegarsi verso destra, il posteriore perdeva aderenza con un comportamento percepito come anomalo, come se la moto avesse la tendenza a girarsi.

Secondo la sua lettura, si tratta di una sensazione distinta e di un comportamento molto strano legato al posteriore. L’impressione più concreta riguarda la necessità che la moto curvi facendo leva su quella parte: ha affermato che in questo momento ritiene che la Desmosedici GP debba curvare col posteriore, mentre l’anteriore gli risulta come se stesse spingendo troppo.

equilibrio in frenata e piega: come cambia il controllo quando spinge troppo l’anteriore

La conseguenza descritta è diretta sul controllo. Se l’anteriore spinge in modo eccessivo, risulta più complicato fermarsi e mantenere la traiettoria; di conseguenza, Bagnaia ha indicato di dover girare usando il posteriore. In quello scenario, però, il lavoro richiesto al posteriore porta a un effetto collaterale: distrugge la gomma, rendendo ancora più difficile costruire ritmo negli ultimi giri.

personaggi: pecco bagnaia e diggia nel racconto di gara

Nel racconto dell’evento rientrano i principali riferimenti alla gestione del ritmo e agli avversari osservati durante la corsa.

  • Pecco Bagnaia
  • Diggia
Francesco Bagnaia, Ducati Team

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