MotoGP bastianini la mia KTM ha funzionato ad Austin ma non riesco a spiegarne il motivo

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MotoGP bastianini la mia KTM ha funzionato ad Austin ma non riesco a spiegarne il motivo

Il weekend di Austin ha riportato Enea Bastianini al centro delle attenzioni, con prestazioni capaci di indicare una direzione più promettente dopo un avvio di stagione inizialmente poco soddisfacente. Nel Gran Premio degli Stati Uniti è emerso un segnale chiaro: la KTM ha consentito al pilota del team Tech3 di ritrovare ritmo e competitività, trasformando una situazione complessa in un risultato concreto.

enea bastianini ad austin: podio in sprint e sesto nella gara lunga

La crescita del riminese si è materializzata con un risultato importante nella Sprint, dove è arrivato un podio mancato addirittura dal Gran Premio di Catalogna dello scorso anno. La prestazione ha beneficiato anche di condizioni favorevoli emerse durante la giornata.

Nella gara lunga Bastianini ha dovuto gestire un inconveniente significativo nelle fasi iniziali: l’attivazione dell’airbag ha reso il primo giro particolarmente difficile da controllare. Nonostante ciò, la rimonta è riuscita, con la chiusura finale al sesto posto.

Il recupero si è concretizzato in un duello intenso, descritto come spumeggiante, fino al confronto diretto proprio con il #93.

il contatto e l’airbag: cosa è successo nelle fasi decisive

Il pilota ha spiegato che l’andamento della corsa lunga ha risentito di due momenti chiave. In avvio sono state perse posizioni già alla terza curva, e successivamente l’airbag si è attivato a causa di un contatto che ha coinvolto Zarco.

Secondo quanto riportato, l’airbag non è intervenuto immediatamente in modo immediato: dopo un periodo di difficoltà, il dispositivo ha iniziato a sgonfiarsi, permettendo di ristabilire progressivamente un assetto più gestibile. Nel racconto di Bastianini emerge anche l’impatto sulla guida: con l’airbag presente, la moto subiva un incremento di drag, con conseguenze dirette sulla gestione della velocità e dei cambi di passo.

duello finale: marc marquez e la ricerca del sorpasso

La parte finale della gara ha regalato un confronto serrato. Bastianini ha dichiarato di aver affrontato una battaglia intensa con Marc Marquez, con un avversario capace di spingere forte, soprattutto negli ultimi tre giri. Restare a contatto non è risultato semplice, e nel tentativo di attaccare l’uscita della curva 11 per superare alla curva 12 è mancata una componente decisiva: un più efficace allungo in accelerazione.

Nonostante la difficoltà nel duello, il weekend viene valutato in modo soddisfacente, con un punto di forza individuato soprattutto nella frenata. L’analisi complessiva include anche un elemento di rammarico legato alla qualifica: dopo un piazzamento non al livello ideale (con riferimento al 12° posto), avrebbe potuto esserci una traiettoria più favorevole anche in gara.

airbag risolto e setting: dalla gomma posteriore alla rc16

Il problema legato all’airbag viene inquadrato come passeggero, pur avendo complicato la parte iniziale della corsa. La gestione dell’evento è stata quindi possibile, anche se il pilota ha riferito di aver dovuto attendere un certo tempo perché il dispositivo smettesse di incidere in modo marcato sulla prestazione.

Un altro aspetto determinante del weekend riguarda le differenze di configurazione tra una gara e l’altra. Pur considerando che la moto è rimasta sostanzialmente simile, con modifiche mirate al setting, la variazione principale citata è stata la carcassa della gomma posteriore.

michelin: rinforzata alte temperature e standard in texas

Nei primi due Gran Premi era stata utilizzata una carcassa posteriore rinforzata da alte temperature. A Texas, invece, la Michelin ha portato la versione standard. La potenziale correlazione con la svolta è considerata plausibile, ma non ancora confermata.

La scelta di aspettare i prossimi appuntamenti nasce dal fatto che si desidera verificare come la gomma standard risponderà anche in Europa. In tale contesto, secondo le valutazioni emerse, i distacchi sono attesi ridursi ulteriormente e l’ambiente di gara può risultare più complicato rispetto a quanto osservato ad Austin.

sensazioni ritrovate: pista dove bastianini non è nell’anonimato

Il pilota ha sottolineato che spiegare con precisione la ragione del miglioramento rimane complesso. La moto, nel complesso, ha funzionato bene in molte aree, anche se i dettagli della correlazione tra setting e prestazione non sono stati ricondotti a una sola causa tecnica. In termini di percezione generale, Bastianini ha affermato che su questa pista non c’è anonimato: il feeling ritrovato è associato a una sensazione che mancava da tempo, indicata come un elemento perso dopo la gara di Barcellona dello scorso anno.

Il punto conclusivo mette in evidenza un ritorno alle sensazioni precedenti, insieme alla constatazione che fin dall’inizio ad Austin sono state provate anche soluzioni diverse sulla moto, contribuendo a rendere il weekend più favorevole rispetto ad altri contesti.

presenze citate e avversari nel weekend di austin

  • Enea Bastianini
  • Pedro Acosta
  • Marc Marquez
  • Fabio Di Giannantonio
  • Zarco
Enea Bastianini, Red Bull KTM Tech 3

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