Motogp bezzecchi essere a 3 giri fine fa male ma ho fatto il massimo

• Pubblicato il • 5 min
Motogp bezzecchi essere a 3 giri  fine fa male ma ho fatto il massimo

Le Mans diventa teatro di un verdetto che cambia l’umore della gara: dopo una Sprint già decisiva, Jorge Martin completa l’opera firmando la prima tripletta della sua storia in MotoGP con una vittoria arrivata quando mancavano appena tre giri al termine. A contare davvero, per la dinamica della giornata, è il confronto diretto con Marco Bezzecchi, sorpassato nel finale da chi aveva già mostrato ritmo e lucidità nelle battute precedenti.

Jorge Martin vince a Le Mans e firma la tripletta storica in MotoGP

La festa Aprilia a Le Mans trova il suo protagonista in Jorge Martin, capace di bissare il successo ottenuto il giorno prima nella Sprint. Il pilota centra l’affermazione quando la distanza residua si riduce drasticamente: il sorpasso decisivo arriva proprio in chiusura, con la gara ancora nel pieno della fase finale.

Il risultato completa un weekend che, sul piano sportivo, consolida anche l’andamento nel Mondiale: “Martinator” mantiene un vantaggio ampio, passando a una situazione in cui la distanza dalla vetta è ridotta a una sola lunghezza. La combinazione tra vittoria e continuità di performance rende la giornata un passaggio rilevante della stagione.

gestione della corsa e leadership per gran parte della gara

Il quadro della competizione mette in luce la traiettoria di Marco Bezzecchi: nonostante il finale amaro, il portacolori della Casa di Noale aveva dominato a lungo. In particolare, la leadership è stata conservata per 24 tornate su 27, con la sensazione che il controllo della corsa fosse saldamente in mano anche quando il ritmo avrebbe potuto cambiare la classifica.

Marco Bezzecchi: sconfitta difficile da digerire, ma weekend positivo

Pur riconoscendo che una rimonta negli ultimi giri non sia semplice da metabolizzare, Marco Bezzecchi sceglie di leggere il risultato anche attraverso la qualità complessiva del lavoro svolto durante l’intero fine settimana. Secondo quanto dichiarato, prima della partenza non figurava tra le opzioni concrete per il podio: l’evoluzione della prestazione lo ha portato a guidare a lungo, trasformando l’obiettivo iniziale in un risultato molto vicino alla vittoria.

Il pilota sottolinea di non aver avuto un assetto che lo rendesse immediatamente pronto su ogni sessione: non sentirsi “veramente a posto” e riuscire comunque a spingere al massimo viene indicato come il cuore della prestazione. Nei tratti in cui la velocità pura non risultava pienamente disponibile, è stata gestita la dinamica della gara facendo leva su passaggi in cui grip e gomma permettevano di colmare il divario.

risultati al podio: continuità nelle prime gare della stagione

Un elemento che emerge dalle parole del romagnolo riguarda la continuità dei piazzamenti. Bezzecchi risulta il primo pilota a salire sul podio nelle prime cinque gare della stagione dopo Valentino Rossi nel 2015. Questo dato conferisce peso alla lettura complessiva del weekend, anche in presenza di un finale non favorevole.

Le difficoltà a Le Mans: stress sulla moto e calo progressivo delle gomme

Nel racconto tecnico del pilota, il circuito transalpino viene descritto come teatro di sofferenza lungo tutto l’arco del fine settimana. Per rimanere competitivo, la soluzione è stata stressare la moto più del solito, così da recuperare margine nei momenti in cui la stabilità e la trazione consentivano di restare vicino ai riferimenti.

Il passaggio chiave del finale viene legato a un episodio in tempo reale: durante l’ultimo tratto, vedendo Jorge superare Acosta, Bezzecchi capisce che il guadagno non sarebbe rimasto sufficiente, poiché la sua prestazione sarebbe iniziata a calare con maggiore intensità. Il problema, di conseguenza, viene identificato come la fase di deterioramento che ha inciso sulle capacità di chiudere in curva con lo stesso vigore.

calo posteriore prima, poi difficoltà anche con l’anteriore

Alla domanda su quale gomma avesse mostrato per prima il calo, la risposta è netta: prima cala il posteriore. Quando viene meno quel riferimento, risulta necessario staccare più forte e entrare in curva più deciso, perché in uscita si dispone di meno margine. La strategia adottata porta beneficio per la parte centrale della gara, ma più avanti il problema evolve.

Verso la fine, l’attenzione si sposta anche sull’avantreno: inizia a faticare anche l’anteriore e non risulta più possibile entrare in curva con la stessa forza. Ne deriva una perdita di controllo della dinamica, con il retro che “parte” mentre l’anteriore si esaurisce: il risultato è un andamento di gara in cui si procede in modo più faticoso, con la consapevolezza che con un giro in più la situazione avrebbe potuto diventare più critica, includendo anche la minaccia di Ogura.

bilancio finale: due podi e maggiore soddisfazione dopo la sprint

Nonostante l’amarezza per l’aggancio nel finale, il bilancio complessivo resta positivo, anche per la dimensione temporale dell’evento. Il giorno precedente aveva portato il primo podio stagionale in una gara breve; oggi, con un seguito coerente, arrivano ulteriori conferme.

Il pilota dichiara di non aver immaginato di poter ottenere due podi, sia nella Sprint sia nella gara di oggi: la sequenza finale smentisce le aspettative iniziali e lascia spazio a una soddisfazione legata al risultato complessivo del weekend. Il messaggio è chiaro: “alla fine sono venuti fuori due podi” e questo rende la prestazione complessivamente molto significativa.

personaggi citati

  • Jorge Martin
  • Marco Bezzecchi
  • Valentino Rossi
  • Acosta
  • Ogura
Marco Bezzecchi, Aprilia Racing

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