MotoGP Borsoi controtendenza Yamaha in difficoltà sta andando meglio di quanto immaginassi

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MotoGP Borsoi controtendenza Yamaha in difficoltà sta andando meglio di quanto immaginassi

Il momento attraversato da Yamaha in MotoGP accende discussioni e analisi, mentre i risultati di inizio stagione continuano a presentare un quadro complesso. A fronte di un inizio con prestazioni poco convincenti, i responsabili dei team del marchio hanno scelto di spostare l’attenzione da una lettura immediata delle classifiche a un ragionamento più ampio sul lavoro tecnico in corso, ponendo l’accento su tempistiche, sviluppo e basi future.

yamaha e motogp: risposta dei team alle critiche per l’inizio stagione

Nei giorni successivi al quarto Gran Premio della stagione, i dirigenti delle due squadre Yamaha hanno manifestato un orientamento più cauto e positivo rispetto alle percezioni dei piloti. Il punto centrale riguarda la volontà di non basarsi soltanto sui risultati e di inquadrare l’evoluzione della M1 all’interno di un percorso di progettazione ancora in fase di maturazione.

Il contesto diventa ancora più rilevante perché Yamaha ha modificato l’impostazione del propulsore adottando una nuova architettura del motore, scelta che richiede adattamenti tecnici e un periodo di crescita per far emergere i benefici del progetto.

gino borsoi e primamac racing: “non capisco perché si pensi che la yamaha non stia facendo un ottimo lavoro”

Gino Borsoi, legato al Pramac Racing e responsabile del box, è intervenuto dopo i test di lunedì a Jerez, ribadendo di essere rimasto sorpreso dall’idea secondo cui Yamaha stia vivendo un periodo eccessivamente difficile. Il suo ragionamento parte da una premessa netta: per lui la complessità non è nuova e non va interpretata come una mancanza di lavoro.

motivazioni tecniche della nuova moto: progetto “in corso”

Secondo Borsoi, la M1 attuale rappresenta una moto completamente nuova. Nel confronto con gli altri costruttori, viene ricordato che molte rivali lavorano da tempo con configurazioni differenti e con cicli di sviluppo già consolidati. In questo scenario, Yamaha sta affrontando un lavoro graduale, mirando a far funzionare il progetto e a migliorarlo passo dopo passo.

Il team manager ha anche spiegato che la moto ha iniziato a girare già tre mesi prima in Malesia, con la presenza di sei piloti diversi considerando anche Dovizioso e Fernandez. Questo elemento viene usato per rafforzare l’idea che l’attuale livello di competitività sia legato all’evoluzione ancora in corso e non a un punto di arrivo.

distacco rispetto alle v4 mature: filosofia di sviluppo e tempi necessari

Una delle frasi più incisive riguarda l’impossibilità di pretendere che la nuova Yamaha sia subito allo stesso livello di moto V4 già sviluppate negli anni. Borsoi definisce una differenza di approccio: da un lato chi lavora sui dettagli partendo da una piattaforma già matura, dall’altro Yamaha che sta cercando di far funzionare un progetto ancora nella fase di avvio.

Nel quadro del divario, viene richiamato un ritardo stimato di un secondo fino a un secondo e mezzo rispetto a chi ha da tempo lottato per il titolo e ha spinto la propria moto fino al massimo. In tale prospettiva, il dirigente considera il lavoro svolto coerente con una fase iniziale.

yamaha e il cambio di architettura: dalla tradizione a un v4 per lo sviluppo del progetto

Yamaha, ultimo costruttore ad aver utilizzato un motore a quattro cilindri in linea, ha scelto di passare a un V4 nel corso della stagione. La moto è stata adattata a questa impostazione e messa a disposizione dei piloti tramite un processo che ha compreso anche wild card, con l’obiettivo di inserirla nel percorso di sviluppo già avviato nella stagione precedente.

Questo passaggio tecnico è il nodo che attraversa la stagione: rende più difficile un confronto immediato con chi ha già potuto affinare una soluzione arrivata prima alle fasi più avanzate dell’ingegneria.

risultati e difficoltà in pista: la m1 lontana dalle posizioni di vertice

Il verdetto dei weekend fin qui è ritenuto duro dai dati. Yamaha risulta sistematicamente l’ultimo marchio classificato nei primi quattro Gran Premi dell’anno, con le moto spesso distanti dalle prime posizioni. Le frustrazioni dei piloti sono presenti e contribuiscono a rendere evidente il deficit di prestazioni della M1, soprattutto quando si esprimono Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu.

mentalità e gestione delle aspettative: il fattore tempo

Borsoi interpreta il problema come una questione di tempismo tra pilota e progetto: la moto deve ancora allinearsi alle ambizioni sportive. La linea indicata è la calma, con l’obiettivo di proseguire senza perdere la lucidità anche quando il risultato immediato non arriva.

Nell’impianto mentale descritto, il riferimento va a quanto sia complesso aspettare per ottenere prestazioni e riscontri in pista, soprattutto per chi punta a risultati concreti già nel breve periodo.

lavoro su aerodinamica e motore: tutto da rifinire

Il dirigente ricorda che si tratta di un progetto nato da zero per diverse ragioni, con una ripartenza avvenuta qualche mese fa. Da quella fase, viene sottolineata la necessità di intervenire su più aree: aerodinamica, prestazioni del motore e telaio sono citati come fronti principali. La distanza dalla vetta viene considerata un elemento prevedibile, coerente con le prime fasi di un ciclo di sviluppo, dove serve un atteggiamento costruito sulla continuità.

progetto 2027: regolamento motoGP, 850 cc e riduzione dell’impatto dell’aerodinamica

Un passaggio decisivo riguarda le basi da costruire per il medio e lungo termine. Borsoi collega il lavoro attuale al prossimo cambio regolamentare in MotoGP, previsto a partire dalla stagione successiva, con una cilindrata ridotta a 850 cc e la riduzione dell’impatto dell’aerodinamica.

La sintesi proposta è che la Yamaha stia lavorando sulla moto di quest’anno considerando che quella del prossimo anno non sarà molto diversa dall’attuale configurazione. In questa prospettiva, il progetto viene indicato come base del percorso verso il 2027.

massimo meregalli: anticipare i cambi e puntare alla velocità quando tutto cambia

La stessa impostazione viene ribadita anche da Massimo Meregalli, direttore del team ufficiale, intervistato nel weekend di Jerez. L’obiettivo dichiarato è anticipare il progetto e provare a essere il più veloci possibile quando il regolamento entrerà in vigore e le condizioni tecniche cambieranno.

Nel bilancio dei tempi iniziali, vengono menzionati commenti legati alla maggiore difficoltà rispetto a quanto preventivato, senza che questo elimini l’intenzione di dare il massimo finché non inizieranno ad arrivare risultati positivi. L’indicazione rimane focalizzata sulla continuità del lavoro e sulla costruzione di una preparazione solida per il futuro.

personaggi citati e ruoli nel contesto yamaha

Nel quadro descritto compaiono figure chiave legate alle attività di pista, ai team e agli equipaggi impegnati nello sviluppo e nelle gare.

  • gino borsoi (Pramac Racing)
  • massimo meregalli (team ufficiale)
  • fabio quartararo (Yamaha Factory Racing)
  • toprak razgatlioglu (Pramac Racing)
  • jack miller (Pramac Racing)
  • andrea dovizioso
  • fernandez
  • vincent lalanne-sicaud
Jack Miller, Pramac Racing

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