MotoGP Borsoi livello Yamaha non così lontano altre moto

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MotoGP Borsoi livello Yamaha non così lontano  altre moto

Yamaha sta vivendo uno dei periodi più intensi e delicati della propria storia tecnica in MotoGP. Dopo decenni di esperienza con un motore quattro cilindri in linea, l’azienda giapponese sta affrontando un passaggio complesso verso un motore V4. In un contesto competitivo dove i rivali hanno già affinato per anni questo tipo di architettura, il percorso di sviluppo richiede tempo, sperimentazione continua e un lavoro mirato su più fronti.

yamaha e motore v4 in motogp: la partenza da zero

Secondo Gino Borsoi, team manager del Prima Pramac Racing, i confronti immediati con chi dispone da tempo del concetto V4 risultano poco indicativi. La transizione rappresenta un cambiamento di impostazione profondo: la squadra deve ricostruire conoscenze, procedure e basi tecniche da un punto di partenza “completamente” nuovo.

Il manager evidenzia che costruttori come Ducati, KTM, Aprilia e Honda hanno già investito in questa direzione per diversi anni. Di conseguenza, rispetto a Yamaha, dispongono di più informazioni e di un numero maggiore di feedback maturati direttamente in pista. Nel caso Yamaha, il lavoro risulta ancora nella fase iniziale: non si tratta soltanto di rifinire dettagli, ma di costruire una storia tecnica nuova attorno al V4.

il ritardo di sviluppo e la lettura dei risultati

Borsoi valuta lo stato attuale con una prospettiva più positiva rispetto a quanto possano suggerire i tempi. Lo svantaggio stimato rispetto alla vetta, nell’ordine di 1”2, viene considerato già significativo in base al livello di sviluppo raggiunto finora.

Il team manager sottolinea che un distacco di un secondo o 1”2 rappresenta un risultato già “incredibile” per Yamaha, vista la necessità di rivedere interamente il modo di pensare. Viene descritta anche la dimensione mentale del cambiamento: per Yamaha si apre una era totalmente nuova, con difficoltà legate all’assenza di esperienza pregressa sul nuovo concetto di motore.

Nonostante la complessità del compito, Borsoi traccia un bilancio provvisorio orientato all’ottimismo: a suo giudizio, la situazione è migliore rispetto alle aspettative nate dopo l’anno precedente. Inoltre, alcuni risultati isolati indicano la presenza di un potenziale già concreto: Jack Miller è riuscito recentemente a entrare direttamente in Q2 a Montmeló e Balaton Park, segnalando competitività nelle condizioni corrette.

la potenza del motore come ostacolo principale

Borsoi collega la valutazione del presente soprattutto a un elemento: la potenza. L’ammissione è netta: la squadra sta affrontando un deficit significativo proprio su questo aspetto. Al tempo stesso, il distacco relativamente contenuto rispetto alla vetta viene interpretato come prova della bontà di altre aree della moto. Se Yamaha si trova a circa 1”2 dalla cima, significa che aerodinamica, elettronica e telaio stanno funzionando in modo soddisfacente.

aggiornamenti fino a fine stagione: sviluppo del 1000cc e continuità

Guardando alla roadmap, l’entrata in vigore del nuovo pacchetto regolamentare dal 2027 è indicata come un passaggio futuro legato ai motori da 850cc. Yamaha, però, non intende fermare il lavoro sull’attuale propulsore da 1000cc. Borsoi specifica che i due percorsi procedono in parallelo e che il focus non si limita esclusivamente al progetto dei 850cc.

La prosecuzione dello sviluppo sul 1000cc è considerata strategica perché le conoscenze acquisite possono essere utili anche per la generazione successiva. L’obiettivo dichiarato riguarda la capacità di trovare potenza mantenendo insieme affidabilità e durata. Il passaggio mentale indicato è chiaro: la competenza nel generare incremento prestazionale diventa anche la base per affrontare la prossima generazione di motori.

In base al piano della squadra, lo sviluppo dell’attuale unità non è considerato concluso. Borsoi afferma che possono arrivare uno o persino due aggiornamenti in più fino alla fine della stagione.

adattamento organizzativo con yamaha: collaborazione e scambio tecnico

Il progetto Yamaha richiede anche un adattamento a livello di ambiente di lavoro. Borsoi porta in evidenza il cambiamento culturale rispetto alla precedente collaborazione in Ducati, terminata con il titolo di Jorge Martin nel 2024. Le differenze non vengono descritte come tecniche nel contenuto, ma come organizzative e legate al modo di interagire tra team e ingegneri.

Il manager spiega che, nel contesto Ducati come team satellite, era più semplice gestire scambi informali, con la possibilità di raggiungere rapidamente la sede. Nel caso di Yamaha, l’interazione con il Giappone risulta naturalmente più laboriosa. Nonostante ciò, Borsoi descrive la collaborazione in modo positivo: la mentalità e la cultura possono essere differenti, ma l’atteggiamento viene definito professionale, con ascolto reale delle proposte e apertura verso le indicazioni del team.

Un elemento centrale viene individuato proprio nell’apertura reciproca. Si registra un rapporto già stretto tra Pramac e Yamaha, con valutazioni positive sul livello della relazione. In parallelo, Borsoi segnala anche un ritorno per Yamaha legato all’esperienza portata da Pramac nei suoi anni con Ducati: questo bagaglio di conoscenze, secondo la sua lettura, ha contribuito a costruire la nuova moto per la prossima stagione.

figure citate nel contesto tecnico

Nel quadro descritto emergono i seguenti nomi collegati ai risultati, alle valutazioni e alla collaborazione:

  • Gino Borsoi
  • Jack Miller
  • Jorge Martin
  • Francesco Bagnaia
Toprak Razgatlioglu, Pramac Racing

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