MotoGP costruttori frenano KTM: stop ai nuovi motori propri
Il caso della KTM RC16 di Pedro Acosta fermata a metà gara nel GP di Catalogna del 17 maggio ha riacceso l’attenzione sulla stabilità dei motori in MotoGP. L’incidente, con le conseguenze legate al guasto e alle immagini più volte richiamate in pista alla curva 10, è stato seguito da ulteriori episodi: la moto del murciano si è spenta fino ad altre quattro volte nei Gran Premi successivi. Da quel momento i tecnici KTM stanno lavorando per individuare la causa del problema e, soprattutto, comprendere perché il guasto abbia mostrato una reiterazione.
kTM e ispezione dei motori: richiesta alla msma
Il costruttore austriaco ha avviato il percorso previsto per verificare la radice del guasto. L’impostazione richiama un precedente: nel 2020 Yamaha aveva chiesto di aprire i motori della M1 per ragioni di sicurezza e aveva ottenuto l’autorizzazione degli altri. Ora, KTM ha chiesto ai membri della MSMA, l’associazione dei costruttori, di poter procedere con ispezioni dei propulsori per capire cosa stia accadendo.
Perché l’operazione possa proseguire, serve però un passaggio regolamentare determinante: è necessaria l’autorizzazione di tutti i marchi. Tra i soggetti coinvolti figurano Honda, Yamaha, Ducati e Aprilia. Risulta che sia stata Aprilia l’unica, per il momento, ad aver concesso il via libera.
pit beirer: “qualcosa non va” e rischio ancora presente
Il direttore sportivo KTM, Pit Beirer, ha ribadito la presenza di un malfunzionamento nei motori e la necessità di misure aggiuntive. Intervenendo ai microfoni di Sky, Beirer ha affermato che “qualcosa non va” nei propulsori KTM, descrivendo quelle condizioni che portano la moto a fermarsi improvvisamente in pista.
Secondo quanto dichiarato, esiste ancora il rischio legato a alcune unità. Per ridurlo, KTM avrebbe messo in campo ulteriori contromisure. Beirer ha inoltre ringraziato Sterlacchini e Rivola di Aprilia per il supporto ricevuto, lasciando intendere che, allo stato attuale, Aprilia risulta l’unica disposta a autorizzare l’ispezione richiesta.
regole msma: motori sigillati e condizioni per aprire unità
La gestione dei motori in MotoGP segue un quadro regolamentare preciso. In base alle norme, con le eccezioni previste per Honda e Yamaha in virtù di specifiche concessioni, i costruttori devono sigillare i motori prima del primo Gran Premio della stagione. L’unità viene consegnata alla direzione tecnica dell’IRTA come riferimento per i controlli e per consentire confronti sui componenti.
Una volta effettuato il sigillo, l’unità non può essere aperta né smontata senza l’autorizzazione di tutti i membri della MSMA.
strategie KTM: motori attivati, limiti stagionali e sicurezza
Beirer ha descritto un contesto non semplice, collegando la necessità di trovare una soluzione al fatto che il rischio riguarda alcune unità. Per contenere l’impatto, KTM avrebbe attivato altre unità (nuove) con l’obiettivo di evitare ulteriori fermate. In parallelo, alcuni motori risultano non utilizzabili anche per motivi di sicurezza.
La situazione viene collegata anche al calendario: KTM punterebbe a sfruttare le vacanze estive per affrontare la problematica. Il quadro si complica ulteriormente per il vincolo numerico dei propulsori: KTM, Aprilia e Ducati hanno motori limitati a otto unità per stagione, mentre i Gran Premi disputati risultano circa la metà.
conteggio motori e sospetti controlli: situazione fino al GP della repubblica ceca
Prima del GP della Repubblica Ceca, KTM aveva impiegato un certo numero di motori tra i piloti. Nel team ufficiale, per Brad Binder risultavano sei motori, mentre per Pedro Acosta altri sei. Nella squadra satellite, Enea Bastianini aveva usato cinque motori e Maverick Vinales quattro.
Tra le unità destinate a verifiche, per i motori di Binder risultano già tre inviati in fabbrica come “motore ritirato dall’assegnazione”. Anche per Acosta e Bastianini sarebbero state ritirate unità: un motore di Pedro e uno di Enea risulterebbero ritirati.
Non sono state fornite ulteriori informazioni dopo il GP d’Olanda e, al momento, neppure dopo il GP di Germania. I motori che vengono inviati in fabbrica, inoltre, possono essere controllati senza aprirli, mentre l’apertura richiede la presenza di un tecnico dell’IRTA.
riunioni al sachsenring e mancato ok: differenze rispetto al 2020
Secondo quanto riportato, al Sachsenring si sono tenute diverse riunioni sul tema durante la settimana. L’ultimo confronto sarebbe avvenuto domenica pomeriggio: si è trattato di un ulteriore tentativo KTM di ottenere l’OK del resto dei costruttori, che però non sarebbe arrivato.
Il precedente del 2020 viene richiamato per mettere a confronto i due scenari. All’epoca Yamaha aveva identificato con precisione la natura del problema: l’origine era collegata a alcune valvole fornite da un fornitore che aveva modificato in modo millimetrico le dimensioni, generando complicazioni. In questo caso, invece, non risulta presente una certezza analoga: non è chiaro se KTM conosca già l’esatta causa oppure se la strada scelta consista nel tentativo di scoprire la problematica attraverso l’apertura e l’ispezione.
Con una stagione particolarmente serrata e una competizione per il titolo ancora ampia, la prudenza nelle decisioni tra i costruttori appare centrale. Di conseguenza, i marchi continuerebbero a gestire le proprie posizioni con attenzione, anche perché l’eventuale vantaggio legato alle verifiche può diventare un elemento rilevante nell’equilibrio complessivo del campionato.
Persone citate:
- Pedro Acosta
- Alex Marquez
- Pit Beirer
- Brad Binder
- Enea Bastianini
- Maverick Vinales
- Sterlacchini
- Rivola
