Motogp diggia mentalità gara per gara non pensare al mondiale
Tra il Balaton Park e Fabio Di Giannantonio resta un conto in sospeso ormai aperto dall’edizione 2025, quando l’esordio in MotoGP in Ungheria non portò in gara il risultato atteso, nonostante una buona Sprint al sabato. La stagione prosegue con nuovi margini di lavoro e un obiettivo preciso: rendere la Desmosedici #49 più competitiva proprio nei passaggi in cui, finora, i punti di contatto con l’Aprilia hanno mostrato maggiori difficoltà.
balaton park e di giannantonio: riscatto dopo il 2025
Il pilota del VR46 Racing Team richiama il percorso recente, sottolineando come anche al Mugello sia riuscito a inserirsi tra i protagonisti, esibendosi come uno dei migliori in sella alla Ducati nella parte di gruppo di testa. In Toscana, pur con le Aprilia protagoniste e dominanti, il duello tra italiani resta un elemento costante che si riproporrà anche sul tracciato ungherese.
Nel bilancio del ritorno in pista, Di Giannantonio evidenzia la possibilità di usare i dati raccolti nel passato: “Lo scorso anno avevamo fatto bene, raccogliendo buoni dati che ora potremo utilizzare; purtroppo in gara non riuscimmo a concretizzare il tutto a causa di un problema”. Il pilota dichiara quindi fiducia nel momento e nella direzione del lavoro: “Veniamo da un buon momento e spero che si possa continuare in maniera positiva”.
sicurezza del tracciato ungherese: nessuna preoccupazione
Un tema che, nella precedente edizione, aveva acceso discussioni riguarda gli standard di sicurezza. Di Giannantonio afferma di non sentirsi particolarmente preoccupato: “Sinceramente non lo so, credo che in MotoGP si stia facendo il massimo della sicurezza ovunque”. Il riferimento è anche al ruolo dei piloti nel momento in cui è necessario farsi sentire: “Quando era il momento di farsi sentire, noi piloti lo abbiamo fatto”.
Il pilota aggiunge una valutazione comparativa sul livello complessivo dell’impianto: “Anche qui, penso che il livello sia accettabile, credo ci siano piste molto peggiori rispetto a questa”.
migliorare l’anteriore: il problema centrale rispetto ad aprile
Prima del fine settimana del GP d’Ungheria, nel giovedì che precede la gara, Di Giannantonio ribadisce l’impegno del team di Tavullia e della Casa di Borgo Panigale nel tentativo di risolvere ciò che non funziona al meglio. Il focus principale riguarda il comportamento con l’anteriore, indicato come leva decisiva per aumentare le prestazioni.
anteriore e prestazioni: differenze percepite in tutte le condizioni
La spiegazione fornita dal pilota punta a chiarire che il nodo non è esclusivamente legato all’usura degli pneumatici: “Il nostro problema, in realtà, non è l’usura della gomma, ma tante cose che paghiamo nei confronti dell’Aprilia”. Secondo la lettura di Di Giannantonio, da circa un anno e mezzo viene ribadita la necessità di un salto di qualità sull’anteriore per ottenere il massimo, mentre l’Aprilia risulterebbe forte in modo generalizzato.
Viene evidenziato un vantaggio descrivibile dalla fase di ingresso in curva fino alla gestione delle gomme: “Loro si stanno rivelando forti in tutte le condizioni, in generale, dall’ingresso curva alla gestione gomme”.
dipendenza dal posteriore: manca precisione e aggressività con l’anteriore
Di Giannantonio descrive un assetto e un comportamento che, al momento, rendono la moto troppo legata al posteriore. Nel racconto del pilota: “Al momento siamo troppo legati al comportamento del posteriore”. L’obiettivo diventa quindi “gestire al meglio quella gomma” per costruire una possibile finestra di competitività.
La difficoltà principale viene identificata nella mancanza di precisione e aggressività rispetto a quanto raggiunto dall’Aprilia: “Non siamo nelle condizioni di avere la precisione e l’aggressività che ha l’Aprilia con l’anteriore ora”. A supporto del quadro, viene ricordato che anche Martin avrebbe già indicato la superiorità dell’anteriore in occasione del primo test: “Ricordo che Martin lo disse già al primo test, che sull’anteriore era una moto fantastica”.
mugello e gestione gomme: chiusure dell’anteriore e rischi
Il riferimento al Mugello include anche il tentativo di risparmiare la gomma posteriore. Tuttavia, il pilota segnala che, mentre si cercava di controllare l’usura, l’anteriore avrebbe iniziato a chiudersi ripetutamente in gara: “Ho cercato di risparmiare la gomma posteriore, ma con l’anteriore che si chiudeva anche 10 volte in gara”.
Da qui il tema dei rischi: “Si corrono dei seri rischi”. Nel confronto tra pacchetto complessivo e limiti specifici, Di Giannantonio riconosce che la Ducati è stata la migliore in diversi settori, ma non avendo modificato molto l’anteriore, è emerso un “piccolo punto debole”. Il pilota cita inoltre che lo stesso sarebbe stato notato anche nel caso di Pecco nel 2023, quando la moto veniva descritta come ottima ma con un cambiamento improvviso nella perdita dell’anteriore.
lavoro in pista e mentalità gara: velocità nel 2025 e nuove aree
Nonostante i limiti evidenziati, Di Giannantonio considera la situazione un’occasione per migliorare. Sulla base di quanto mostrato nel 2025, sottolinea la presenza della velocità: “Nel 2025 la velocità c’era e quindi sono convinto che potremo giocarcela”. La prova della condizione reale viene rimandata alla pista: “Poi alla fine lo si vedrà in pista”.
La preparazione del weekend viene impostata con una logica diretta: “E' giusto cominciare il fine settimana con questa mentalità, altrimenti non avrebbe senso”. Sul piano personale, il pilota dichiara un forte desiderio di recupero: “c’è grande voglia di riscatto” legata sia al podio del Mugello sfumato, sia al mancato ottenimento di un risultato positivo lo scorso anno in Ungheria.
partenze, stacco frizione e qualifica: obiettivi di precisione
Tra le aree di lavoro emerge anche la componente di partenza. Di Giannantonio indica che, con questa Ducati, non sarebbe riuscito a ottenere risultati coerenti: “Sicuramente stiamo lavorando anche sulle partenze perché è un nostro problema”.
Il pilota menziona un obiettivo tecnico e uno legato al suo stato fisico: “Voglio migliorare, essere più preciso, specialmente sul stacco frizione”. In parallelo, viene indicata la necessità di evitare errori nella fase decisiva: “Vorre evitare errori in Qualifica e al primo giro di gara, come accaduto al Mugello”. Il quadro finale sintetizza l’ampiezza dei margini: “Quindi sono ancora tante le aree su cui poter migliorare”.
mondiale: niente strategie sui rivali, focus sul miglior risultato
Pur rientrando tra i volti più spesso in lotta per le posizioni di rilievo, Di Giannantonio respinge l’idea di un ruolo da favorito nella corsa al Mondiale. Il pilota chiarisce l’impostazione generale della stagione: in MotoGP, secondo la sua lettura, l’approccio non si discosta dalle altre categorie, richiedendo di essere “la miglior versione di te stesso” e di puntare al massimo senza costruire ragionamenti sull’esito finale.
Durante questa fase, la priorità viene descritta come una gara per volta: “Non è il momento di fare strategie sui rivali, bisogna pensare ad ottenere il miglior risultato possibile gara per gara”.
dito dolorante e concentrazione sulle gare restanti
Nel capitolo condizioni fisiche, Di Giannantonio parla di un dolore al dito che non risulterebbe ancora completamente risolto: “Ho ancora un po' male al dito, non è ancora perfetto”. Questo impedirebbe ancora un’azione completa sulla leva: “Non riesco ancora a tirare la leva come vorrei”. La conclusione è orientata alla gestione del weekend e delle gare successive: “voglio concentrarmi al massimo e sulle gare che restano”.
fabio di giannantonio: riferimenti e interlocutori citati
- Fabio Di Giannantonio
- Martin
- Pecco
