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La pioggia caduta a Goiania ha modificato la tabella di marcia della MotoGP: nella mattinata il programma della prima giornata di prove del Gran Premio del Brasile ha subito un ritardo di un’ora. Nelle fasi successive, con una tregua in tarda mattinata, il meteo ha consentito che la prima sessione di libere della classe regina si svolgesse senza particolari complicazioni, mantenendo però l’incertezza tipica delle condizioni miste.
Anche con qualche pallido raggio di sole, i tempi di asciugatura della pista non hanno permesso un passaggio diffuso alle gomme slick. I piloti hanno beneficiato di 15 minuti extra dedicati alla scoperta della pista, ma la superficie non ha raggiunto un livello di affidabilità sufficiente, salvo rare eccezioni. Il ritorno della MotoGP in Brasile dopo 22 anni d’assenza si è quindi accompagnato a un tracciato che ha richiesto tempo per stabilizzarsi.
motoGP fp1 brasile: acosta firma il miglior tempo sul bagnato
Nel contesto di variabilità dell’asfalto, le prestazioni più incisive sono arrivate proprio nella parte finale della sessione, quando i tempi si sono cristallizzati sotto la bandiera a scacchi. A guidare la classifica è stato il leader iridato Pedro Acosta, autore di un crono di 1’26”688. Il pilota KTM ha chiuso davanti alla Yamaha di Jack Miller di soli 87 millesimi, in un finale decisivo.
Un dato ha evidenziato la differenza di sensibilità sull’umido: Jack Miller è stato l’unico a migliorare con le gomme slick. Diversi altri hanno tentato di replicare l’operazione, ma senza superare il riferimento ottenuto con le rain, confermando quanto l’asfalto fosse ancora difficile da interpretare al limite.
seconda parte della top3: bezzecchi e il distacco dalla vetta
La terza posizione è stata occupata dall’Aprilia di Marco Bezzecchi, con un ritardo di 230 millesimi dal tempo di riferimento, fissato a 1’26”918. Al termine di condizioni estremamente particolari, la classifica ha messo in evidenza piloti capaci di incidere con efficacia, coerentemente con quanto visto nella gara di apertura in Thailandia.
marquez tra le ducati e morbidelli davanti: la classifica oltre 1’27
Sopra la soglia di 1’27 è comparso Marc Marquez, primo tra i piloti Ducati con 287 millesimi di distacco. Il distacco evidenzia un lavoro costante fino a pochi istanti dalla chiusura: Marquez è rimasto nel vivo della lotta per il tempo fin quasi alla fine, prima di essere superato nel computo finale.
Il primo tempo oltre 1’27 è stato realizzato dall’italobrasiliano Franco Morbidelli, per cui questa sessione rappresenta una sorta di seconda gara di casa. Con la Ducati della Pertamina Enduro VR46, Morbidelli ha preceduto la KTM Tech3 di Jorge Martin e l’altra Aprilia di Jorge Martin. Quest’ultimo era rimasto a lungo in testa, salvo poi scendere fino alla settima posizione nella fase conclusiva.
rientri e recuperi nella fp1: aldeguero e bagnaia
Particolarmente significativo è stato il rientro di Fermin Aldeguer, chiamato a una prova dopo un periodo condizionato da infortuni e rinvii: dopo aver saltato tutto il pre-campionato e la gara di apertura, Aldeguer ha comunque portato la Ducati del Gresini Racing in settima posizione. Le condizioni della sessione, caratterizzate dall’impossibilità di spingere sempre al massimo per via dell’asfalto instabile, hanno favorito chi non risultava al 100% della condizione.
La nona posizione ha ospitato Pecco Bagnaia, distante dalla vetta di 891 millesimi. Il riferimento è riferito alla seconda Ducati ufficiale, mentre dietro di lui si è posizionata la GP26 di Gresini Racing portata in pista da Alex Marquez, che ha chiuso con un distacco contenuto: l’ultimo a rimanere sotto il secondo rispetto ad Acosta.
linea italiana e ducatisti: bastianini e di giannantonio
A seguire è emerso il gruppo di piloti italiani con una struttura condivisa: la KTM Tech3 di Enea Bastianini e l’ultima Ducati della Pertamina Enduro VR46, guidata da Fabio Di Giannantonio. La classifica ha evidenziato come, nelle condizioni correnti, il rendimento non sia stato determinato esclusivamente da velocità massima, ma anche da gestione del grip e continuità.
sfida per i giapponesi e difficoltà honda: zarco e quatararo
Oltre Miller, il resto del gruppo ha mostrato un rendimento più arretrato rispetto alle posizioni di testa, soprattutto tra le moto giapponesi. La prima Honda si è piazzata addirittura in 15° posizione con Johann Zarco. Anche la seconda parte della classifica ha confermato la difficoltà: Luca Marini ha chiuso in 20° posizione, con alle spalle soltanto l’Aprilia Trackhouse di Raul Fernandez.
Nel finale della graduatoria è stato indicato un quadro specifico: Raul Fernandez ha mantenuto distanza dai problemi meccanici e fisici legati alla sessione, grazie a una condizione di partenza ancora non perfetta ma gestita, con una spalla non al 100%. Più in difficoltà la Yamaha di Fabio Quartararo, descritto in enorme difficoltà, con un distacco di 2”8 dal riferimento e con la misura indicata come 1”5 rispetto alla M1 V4 gemella di Rins.
panoramica completa dei tempi e dei piloti in fp1
La classifica della prima sessione di libere in Brasile ha delineato un quadro dominato dall’adattamento alle condizioni e dalla capacità di interpretare il tracciato durante l’ultima fase, con Pedro Acosta davanti e scarti contenuti nella parte alta. Nella parte centrale, rientri e recuperi hanno trovato spazio con posizionamenti utili, mentre nelle retrovie il gap ha evidenziato difficoltà progressive per alcuni marchi e piloti.
Piloti citati nella fp1:
- Pedro Acosta
- Jack Miller
- Marco Bezzecchi
- Marc Marquez
- Franco Morbidelli
- Jorge Martin
- Fermin Aldeguer
- Pecco Bagnaia
- Alex Marquez
- Enea Bastianini
- Fabio Di Giannantonio
- Johann Zarco
- Luca Marini
- Raul Fernandez
- Fabio Quartararo
