MotoGP Marquez mentalmente sono più forte che mai altrimenti avrei gettato la spugna

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MotoGP Marquez mentalmente sono più forte che mai altrimenti avrei gettato la spugna

Marc Márquez arriva al Gran Premio in Repubblica Ceca con un mix di consapevolezza e prudenza: dopo aver dominato in Ungheria con pole e doppia vittoria, lo spagnolo guarda avanti sapendo che il percorso di Brno presenta condizioni diverse, soprattutto per l’impostazione delle curve a destra e per l’evoluzione ancora in corso della condizione fisica. Il fine settimana diventa così un banco di prova per misurare quanto il lavoro di recupero stia incidendo sulla prestazione, dalla moto alla resistenza, fino alla gestione del controllo nelle fasi iniziali della gara.

marc márquez dopo la doppia vittoria in ungheria: cautela per il gran premio a brno

Dopo il successo al Balaton Park, Márquez riconosce di aver ottenuto un risultato straordinario con autorità, ma sottolinea anche che la pista ungherese presenta caratteristiche molto particolari. Lo spagnolo evidenzia la presenza della maggioranza di curve a sinistra, un elemento che si allinea con le sue preferenze, e per questo non considera automatico replicare la stessa prestazione in un appuntamento successivo su un circuito differente.

Nel periodo immediatamente precedente, anche in seguito a un rientro dall’operazione alla spalla destra, Márquez al Mugello ha incontrato maggiori difficoltà. Per questo motivo, l’arrivo a Brno viene letto come un passaggio utile a comprendere meglio la propria realtà competitiva, considerando che nel tracciato ceco predominano le curve a destra.

brno e le curve a destra: aspettative basate sul rendimento recente

Márquez lega il proprio sguardo al tracciato anche ai precedenti: a Brno ha vinto nel ritorno in calendario l’anno scorso, ripetendo quanto già accaduto in passato nelle classi regina, ovvero nel 2019, 2017 e 2013. Anche se il circuito, “sulla carta”, non rientra tra quelli considerati più congeniali, lo spagnolo racconta di sentirsi bene ogni anno e di aspettare una risposta chiara sullo stato attuale.

Nel quadro generale delle aspettative, il punto centrale resta la condizione fisica: Márquez indica che potrebbe non essere l’anno migliore finché non sarà stabilizzata la riabilitazione. L’obiettivo è mantenere il lavoro di riabilitazione del braccio e preservare l’idea che la velocità non sia stata eliminata, ma debba essere accompagnata da una condizione ancora da rifinire.

condizione fisica e gestione del braccio: passi avanti, ma senza esagerare

Giovedì, nelle dichiarazioni rilasciate a DAZN, Márquez ha spiegato di aspettarsi un miglioramento dal punto di vista fisico, pur mantenendo un approccio cauto. Lo spagnolo collega i progressi al tempo trascorso e agli allenamenti accumulati: i risultati migliori arrivano quando il lavoro cresce e si consolida giorno dopo giorno.

recupero e allenamento: obiettivo evoluzione continua

Il #93 sostiene di aver portato avanti il programma di recupero e di aver registrato passi avanti, in particolare in palestra. L’aspetto più delicato, però, riguarda il modo in cui il braccio risponde ora rispetto al passato: Márquez chiarisce che il funzionamento del braccio risulta diverso rispetto al 2025 e rispetto alla prima parte della stagione, rendendo necessario un riadattamento complessivo della preparazione. Il processo viene descritto come un percorso seguito da fisioterapisti e medici, con l’intento di proseguire l’evoluzione.

partenza e controllo: più sicurezza nei primi giri

Al di là del recupero complessivo, Márquez affronta anche un punto tecnico legato alla gestione del corpo nella prima parte delle gare. Racconta di stare meglio rispetto alla difficoltà originaria: in precedenza partiva senza sapere in quale momento avrebbe perso il controllo del braccio, e ogni salita in moto modificava lo stile di guida. Ora indica la possibilità di partire e restare veloci fin dal primo giro, anche se resta l’esigenza di migliorare la resistenza.

prevenzione degli infortuni: rischio minimo e crescita fisica

Márquez ribadisce un concetto fondamentale: continuare a fare passi avanti senza esagerare. Il timore principale è evitare un altro infortunio, anche se di dimensioni ridotte, perché l’intero percorso viene descritto come una crescita fisica in un processo che deve proseguire senza battute d’arresto.

obiettivo sportivo a brno: ridurre il gap rispetto al riferimento

Alla conferenza stampa preliminare, Márquez ha fornito ulteriori dettagli su come intende affrontare il Gran Premio. L’indicazione principale è che la situazione risulta più forte rispetto al Mugello, che era stato il punto di riferimento. Il piano è capire, giorno dopo giorno, come sta andando il corpo e come questo si traduce in prestazione in pista.

Il confronto con l’Italia si traduce in una misura temporale: a fine Mugello la distanza dal primo era di 10 secondi; a Brno l’obiettivo diventa ridurre quel gap.

velocità e futuro: il fisico come fattore decisivo

Quando gli viene chiesto di descrivere la propria realtà, Márquez usa un’immagine legata allo sport: se una capacità è appresa, non si dimentica. In termini pratici, il ragionamento è che andare in moto e andare forte non si scorda, ma serve che il fisico accompagni la prestazione. Se la condizione migliora ora e in prospettiva, secondo lo spagnolo la velocità c’è; resta poi da capire fino a dove sia possibile arrivare.

ducati e lotta al titolo 2026: potenziale presente, prestazione da estrarre

Márquez non mette in dubbio la competitività della moto e afferma che la Ducati ha sempre avuto il potenziale per lottare per il titolo nel 2026. L’indicazione personale è diversa: per il momento non sente di tirare fuori il massimo. Lo spagnolo porta l’esempio di Balaton, dove la moto sembrava offrire di più, e descrive la Ducati come una delle più competitive, indicata tra le migliori se non la migliore per puntare a un campionato.

rapporto con i rivali e differenze di stile di guida

Nel confronto con quanto espresso da Pedro Acosta e con la posizione di Aprilia e Ducati, Márquez concorda sul fatto che, in base alla classifica, Aprilia e Ducati tendono a essere davanti. Al tempo stesso, lo spagnolo chiarisce che il risultato dipende dallo stile di guida: nel 2024, guidando la stessa moto, Marco Bezzecchi e Márquez avrebbero mostrato un gap; ora l’Aprilia risulta più veloce, e lo stesso vale per Jorge Martin.

Il punto messo in evidenza è che, in relazione allo stile, una moto può risultare più o meno gestibile, con conseguenze dirette su quanto sia possibile esprimere il potenziale in gara.

mentalità: forza anche nei momenti difficili

Quando gli viene chiesto di alcune parole di Diogo Moreira, Márquez afferma di sentirsi più forte mentalmente che mai. Il ragionamento è collegato alla scelta di non arrendersi: aver attraversato momenti più difficili rispetto a prima ha reso la condizione mentale più robusta. Secondo Márquez, un miglioramento fisico sarebbe ideale, ma finché non arriva serve mantenere forza mentale per continuare a lottare. Lo spagnolo sottolinea inoltre di aver condiviso diversi giorni di allenamento con Moreira.

Riepilogo dei principali nominativi citati:

  • Marc Márquez
  • Pedro Acosta
  • Marco Bezzecchi
  • Jorge Martin
  • Diogo Moreira

test di lunedì con ducati 850cc: pneumatici nuovi e meno aerodinamica

Márquez dedica spazio anche al test di lunedì con la nuova Ducati da 850cc. Secondo quanto dichiarato, la moto potrà contare su meno aerodinamica e non avrà più gli abbassatori. A bordo saranno montati i nuovi pneumatici Pirelli previsti per la prossima stagione.

Lo spagnolo specifica che proverà la nuova moto lunedì e punta a fornire a Ducati e Pirelli tutte le informazioni e l’esperienza utili. L’aspettativa è che il test sia complesso da interpretare, ma dal punto di vista teorico la moto appare più facile perché presenta meno potenza e un peso inferiore. La priorità dichiarata resta però capire come funzioneranno le nuove gomme, considerate determinanti.

incidente di jorge martin in ungheria: partenza e frenate al limite

Infine, Márquez commenta l’incidente di Jorge Martin in Ungheria. Il catalano individua come nodo principale la partenza di domenica: secondo lui, è stata la quarta partenza effettuata in tutto il fine settimana, con il risultato che i piloti davanti hanno frenato al limite. Per Márquez, l’episodio di Martin è nato da un piccolo errore: ha frenato nel punto corretto ma ha perso la moto davanti, senza tempo per reagire.

Marc Marquez, Ducati Team

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