Motogp Martin ritorno con la maiuscola e la guardia di Bagnaia a Bezzecchi
Nel motorsport, e nello sport in generale, la storia è piena di parabole capaci di trasformare i grandi nomi in comprimari, spesso in un tempo molto breve. Il percorso che attira più stupore, però, è quello opposto: riuscire a risalire, invertire la traiettoria e tornare a competere da protagonista quando tutto sembrava essersi complicato. È su questa linea che si colloca la recente rinascita di Jorge Martin, capace di rimettere insieme velocità e continuità dopo un periodo durissimo e di riportarsi con decisione verso il vertice della MotoGP.
jorge martin: dalla crisi 2025 al ritorno del “martinator”
L’ultima parte di 2025 si è chiusa con difficoltà evidenti per il pilota madrileno, al punto da far parlare di un’annata da incubo. In mezzo ai contraccolpi, però, è arrivata la capacità di reagire e di riprendere i tratti che gli hanno consentito di diventare campione del mondo due stagioni fa. Il riferimento va a quella combinazione di velocità e costanza che gli ha valso il soprannome “Martinator”, ora nuovamente al centro della scena.
il difficile avvio con aprilia e gli stop che hanno segnato la stagione
L’esperienza con l’Aprilia Racing Team non è partita nel modo atteso. Già al primo test in Malesia si è verificato un gravissimo problema fisico, con il pilota finito in un letto d’ospedale. Al rientro in Qatar è poi arrivato un altro incidente di forte impatto: 11 fratture costali e pneumotorace, un quadro così serio da portarlo perfino a considerare l’ipotesi di appendere il casco al chiodo.
In parallelo, in un momento estremamente complesso, Jorge Martin ha provato anche a cercare un’uscita anticipata dal contratto con Casa di Noale. Il tentativo è passato tramite una clausola rescissoria legata alle prestazioni, ma gli uomini guidati da Massimo Rivola hanno respinto la richiesta. Nonostante i primi segnali di incertezza, il rapporto ha continuato e, con il tempo, Martin ha iniziato a sentirsi a casa. Nella stagione 2025, però, l’eco degli infortuni non si è mai spenta: in Giappone è arrivato un nuovo stop che ha ridotto l’annata a sette presenze.
il lavoro in box e l’orizzonte 2026 con marco bezzecchi
All’interno dell’altro lato del box, Marco Bezzecchi ha guidato lo sviluppo della RS-GP con una direzione sempre più calibrata sulle proprie esigenze. A fine 2025, inoltre, ha consolidato anche il ruolo di “capitano” attraverso una scia di risultati di rilievo, basati su vittorie decisive.
Con l’ingresso nel nuovo anno, Bezzecchi ha anche avviato il piano d’uscita: l’impegno con Yamaha per il 2027, quando arriveranno i nuovi prototipi da 850cc. A livello di continuità, durante l’inverno è stata necessaria un’ulteriore operazione, che ha portato al salto del primo test della stagione.
la stagione 2026 di martin: top 5, podi e un avvio quasi perfetto
Le condizioni per partire non erano ideali né per la preparazione né per la fase iniziale del lavoro sulla moto, soprattutto considerando che Martin non risultava ancora al top in termini fisici e non aveva ancora completato la scoperta totale del feeling con una RS-GP da mettere a punto. Nonostante ciò, il rendimento è stato sostanzialmente impeccabile fin dalle prime uscite.
risultati immediati e sprint con eccezioni circoscritte
Dopo un ritiro nella Sprint di Jerez, legato a un problema tecnico senza impatto sul pilota, Martin ha proseguito con una presenza costante nella top 5. Il bilancio è stato costruito su sei apparizioni sul podio, con tre vittorie sul gradino più alto.
ustin e le mans: due segnali diversi, stesso impatto
Il primo squillo è arrivato ad Austin con una vittoria in rimonta nella Sprint. Il sorpasso decisivo è arrivato proprio all’ultimo giro, superando Pecco Bagnaia.
Il capolavoro, però, si è concretizzato a Le Mans. La prestazione ha prodotto una doppietta che ha regalato a Martin il primo trionfo domenicale con i colori dell’Aprilia. Oltre al risultato in sé, la vittoria ha riportato il pilota a distanza ravvicinata nella lotta al titolo: a una sola margine di un punto da Bezzecchi, dopo che le gare inaugurali avevano consegnato a quest’ultimo tre affermazioni.
come vince martin: esplosività nelle sprint e controllo nelle gare lunghe
Il tratto distintivo che sta rendendo Martin nuovamente “Martinator” non riguarda solo il numero di successi, ma anche il modo in cui arrivano. Nelle Sprint, nel fine settimana considerato, è riemersa l’esplosività tipica che gli ha permesso di accumulare 18 vittorie nella storia del formato.
la sprint: scatto dal fondo e sorpasso decisivo alla chicane 3-4
La performance è iniziata da un ottavo posto in griglia, con un avvio rapido che ha permesso di inserirsi subito nelle fasi decisive. Il passaggio chiave è arrivato alla staccata della chicane 3-4: Martin ha eseguito un’azione all’esterno che ha consentito il salto dal quarto al primo posto in un’unica sequenza. Da quel momento il ritmo non è sceso fino alla bandiera a scacchi.
la gara lunga: sorpassi progressivi e beffata a tre giri dalla fine
Il confronto si è fatto ancora più delicato per Bezzecchi nel contesto della gara lunga. Per la prima volta nel 2026, Martin è riuscito a batterlo sul territorio dell’altro pilota. L’avvio non è stato quello migliore: nelle prime fasi risultava settimo e ha dovuto costruire il recupero passo dopo passo, “impallinando” gli avversari che lo precedevano uno alla volta. Il momento determinante è arrivato nel codone a tre giri dalla fine, quando è riuscito a inserirsi nuovamente alla chicane.
parole sul setup e ricerca della base: “non abbiamo toccato niente”
Dopo la gara, Martin ha spiegato il percorso di adattamento. Ha indicato che, fino al test, stava alternando scelte sperimentando con setup e pezzi. Successivamente, al test, è stato fatto un passaggio in avanti tramite il ritorno su componenti che risultavano più adatti. Nel lavoro fino alla Sprint, invece, sono continuati piccoli aggiustamenti. Nel giorno della gara, però, è stata rilevata una svolta: in due giorni non è stato necessario toccare nulla.
La lettura complessiva è che la moto sta diventando sempre più vicina alla base giusta: Martin ha dichiarato di avere una migliore comprensione del limite, così da sapere fino a quando frenare e mantenere quello stesso margine per spingere ulteriormente.
la reazione di bezzecchi e il monito di bagnaia sulla strategia di martin
L’attenzione su Bezzecchi cresce anche per i cambiamenti esterni alla traiettoria sportiva. Complice l’ennesimo infortunio di Marc Marquez, il duello per la leadership si sta concentrando sull’altro lato del box, con Martin tornato competitivo in modo concreto e con una capacità di gestione che può renderlo difficile da fermare.
bagnaia avverte bezzecchi: punti, gestione e continuità
Ad accendere i riflettori su ciò che può rendere Martin pericoloso è stato Pecco Bagnaia, che conosce la dinamica di una lotta per il titolo con il pilota dell’Aprilia. Il 2023 ha visto Bagnaia battere Martin, mentre l’anno successivo il risultato è stato opposto. Il messaggio di Bagnaia ha riguardato la strategia: la tendenza a portare a termine le gare e a raccogliere sempre punti, anche quando la vittoria non è possibile. In questa chiave, Bagnaia ha ricordato un fine settimana in cui Martin ha vinto entrambe le gare e ha sottolineato la sua abilità nel accontentarsi del risultato utile senza rinunciare al massimo rendimento disponibile.
i rischi degli errori: ritiri nelle sprint e impatto sul campionato
Il monito diventa ancora più rilevante perché Bezzecchi, nelle primissime gare, ha commesso alcuni errori. Il bilancio include tre ritiri nelle Sprint, episodi che a Bagnaia ricordano direttamente quanto siano stati costosi nella stagione 2024, nonostante la presenza di 11 vittorie domenicali. A livello di messaggio interno, in casa Aprilia risulta chiara l’intenzione di non impostare la battaglia tra piloti come una direzione forzata: l’indicazione è quella di usare la testa e rispettarsi reciprocamente, indipendentemente dai colori futuri.
ospiti e persone citate
- Jorge Martin
- Marc Marquez
- Marco Bezzecchi
- Massimo Rivola
- Pecco Bagnaia
- Ai Ogura
