MotoGP Mir perplesso: perché Honda non ha portato novità nei test di Jerez

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MotoGP Mir perplesso: perché Honda non ha portato novità nei test di Jerez

Il test di Jerez svolto lunedì scorso è diventato un passaggio decisivo nella fase di transizione verso le nuove moto da 850cc previste dal 2027. Con i team impegnati a concentrare lo sviluppo sulle future soluzioni del Campionato del Mondo MotoGP, le prove in pista hanno offerto, per molti prototipi, un’ultima finestra utile per valutare aggiornamenti e affinare la stagione in corso.

test di jerez e aggiornamenti per la stagione motoGP

La preparazione ai cambi regolamentari ha spinto numerosi costruttori a portare in pista una serie ampia di novità. Nei box si è registrata una forte attività di sperimentazione, con componenti nuovi e aggiornamenti mirati introdotti con l’obiettivo di migliorare le prestazioni su tutti gli attuali prototipi.

In particolare, l’impostazione delle varie squadre ha seguito strade diverse: Ducati, Aprilia e KTM hanno puntato su un pacchetto di novità, mentre Yamaha, nel mezzo di una crisi legata allo scarso esordio della M1 con motore V4, ha scelto una linea di lavoro che riprendeva l’aerodinamica del 2025, periodo in cui la moto disponeva ancora di un quattro cilindri in linea. Honda si è collocata in una posizione intermedia tra queste due strategie di sviluppo.

honda a jerez: focus sull’elettronica, poca parte nuova

Nel primo giorno di prove della stagione, Honda non ha portato alle proprie unità nuove parti da far provare ai piloti. La direzione del lavoro, come raccontato da Joan Mir al termine del test, è stata diversa: le modifiche più rilevanti hanno riguardato il settore elettronico.

Nella classifica dei tempi, Diogo Moreira, in sella alla moto del Team LCR, si è posizionato come il pilota meglio classificato della casa, chiudendo al 13° posto.

posizioni in classifica e obiettivi di sviluppo

Joan Mir ha terminato la giornata al 15° posto, a un secondo dal miglior tempo segnato da Ai Ogura. L’orientamento dichiarato è stato quello di mantenere una base di lavoro già disponibile e di cercare alternative più profonde per far crescere il comportamento della moto.

Mir ha spiegato che non sono state testate parti nuove, mentre l’elettronica ha offerto elementi utili: le modifiche proposte avrebbero funzionato, con l’obiettivo di rendere la moto più competitiva su aspetti chiave per l’andamento in pista, soprattutto aderenza e accelerazione in curva. Questi sono indicati come i punti che, in quel momento, creano maggiori difficoltà.

aderenza e accelerazione in curva: priorità per le prossime prove

Nel bilancio della giornata, Mir ha sostenuto che a Jerez non sia stato possibile ottenere un miglioramento diretto sull’aderenza. È stato però evidenziato un percorso per agire in modo più efficace: l’intenzione è quella di convogliare il massimo lavoro su quanto necessario per colmare la mancanza di grip.

L’attenzione si sposta ora su Le Mans - Circuit de la Sarthe, dove Mir si aspetta di raccogliere spunti concreti. La priorità resta l’aderenza, descritta come il fattore che crea più problemi in questo periodo.

margine ridotto e necessità di interventi efficaci

Alla domanda sul possibile stupore per l’assenza di nuove componenti, Mir ha chiarito che l’approccio della squadra è stato impostato nel tentativo di arrivare a idee in un modo alternativo. Ha inoltre aggiunto che, come pilota, è naturale voler avere nuove soluzioni per spingere ulteriormente la moto, ma il test senza parti inedite ha anche avuto una funzione specifica: comprendere meglio alcune aree e verificare ciò che serve per migliorare.

Per il futuro, Mir ha indicato che potrebbe arrivare qualcosa a Le Mans in grado di facilitare l’operazione di recupero. Il ragionamento dichiarato ruota attorno a un margine molto ampio tra le prestazioni e a una disponibilità limitata di interventi correttivi; in questo contesto, un contributo concreto in termini di aderenza porterebbe a un salto significativo di competitività.

mass dumper: uso confermato e utilità nel controllo delle vibrazioni

Un ultimo passaggio ha riguardato l’utilizzo del mass dumper, descritto come uno smorzatore di massa. Mir ha riferito di averlo già provato in precedenza, anche ad Austin, chiarendo che l’effetto sarebbe di aiuto e che, soprattutto, si integra con il lavoro già presente per mitigare le vibrazioni.

Il dispositivo viene inoltre presentato come una soluzione che non creerebbe elementi di disturbo: per questo motivo Mir ha indicato che l’equipaggiamento resta in configurazione, in linea con l’obiettivo di mantenere benefici aggiuntivi senza introdurre criticità.

Joan Mir (Honda HRC), Diogo Moreira (Team LCR), Ai Ogura, Mirco Lazzari (fotografia).

Joan Mir, Honda HRC

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