MotoGP Quartararo allo stremo ad Assen Ho sofferto della sindrome compartimentale

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MotoGP Quartararo allo stremo ad Assen Ho sofferto della sindrome compartimentale

Un Gran Premio d’Olanda vissuto tra fatica fisica, difficoltà tecniche e un finale segnato dal riacutizzarsi dei dolori. Fabio Quartararo arriva a chiudere ottavo in sella alla Yamaha, descrivendo una gara complessa sotto ogni punto di vista: alla guida e mentalmente, con la moto che non soddisfa pienamente e con molte cadute a influenzare il quadro davanti a lui.

fabio quartararo: gran premio olanda lungo, fisico e poco piacevole

Il pilota francese racconta ai media una prestazione intensa: gara lunga, ritmo duro e condizioni che non hanno reso semplice trovare un pieno comfort. Pur restando in una fase ancora difficile, Quartararo evidenzia l’idea di aver massimizzato il possibile, sfruttando anche l’andamento del gruppo e le numerose cadute avvenute davanti a lui nel corso del Gran Premio.

problemi fisici e sindrome compartimentale al braccio destro

Interrogato sul passo, Quartararo spiega di aver toccato rapidamente i propri limiti, con un peggioramento nel finale. Sul circuito di Assen, considerato esigente per sollecitazioni e carichi, il dolore è tornato a farsi sentire, riaccendendo il problema legato al braccio.

sintomi e interventi: perché il dolore si ripresenta

Negli ultimi dieci giri, il pilota dichiara di aver sofferto della sindrome compartimentale al braccio: non a sinistra, ma a destra. Fa inoltre riferimento a precedenti interventi: tre operazioni in passato. Quartararo attribuisce una parte della sofferenza alla natura fisica del tracciato e alle caratteristiche della moto, indicata come molto pesante e con un quadro di grip limitato, elementi che aumentano lo sforzo richiesto durante la guida.

dolore e gestione del risultato: l’obiettivo era la miglior posizione possibile

Nonostante la condizione, il francese afferma di essere riuscito a preservare la migliore piazza raggiungibile. Nel confronto diretto con quanto accaduto subito dopo la gara, Quartararo ricorda che Marc Marquez ha chiuso settimo e che il distacco complessivo sarebbe stato di circa dieci secondi. Da qui la valutazione sul margine: un miglioramento sarebbe stato possibile solo in misura contenuta, con un potenziale di due o tre secondi più rapidi senza però cambiare in modo sostanziale la posizione finale.

passo in gara condizionato da partenza, trazione e assenza di grip

La lettura della prestazione non si limita al tema fisico. Quartararo sottolinea un avvio non ottimale: partenza non molto buona, seguita da una buona fase di ingresso in frenata. Afferma di aver guadagnato posizioni e di essere stato, secondo la sua ricostruzione, tra sesto e settimo nelle prime fasi, prima di un peggioramento legato alle condizioni di trazione e alle limitazioni legate al motore.

problemi tra quinta e sesta con slittamento della ruota

Nel prosieguo, Quartararo evidenzia come la mancanza di spinta disponibile abbia reso necessario spin fino in sesta. Tra quinta e sesta, la ruota avrebbe iniziato a slittare, indicando in modo diretto un problema di grip e gestione dell’accelerazione. La gara risulta quindi una sequenza di difficoltà che impediscono di impostare con continuità i riferimenti tecnici.

dipendenza dalle condizioni della pista

Il pilota richiama l’attenzione sulle criticità strutturali della moto, tra assenza di grip e trazione limitata. Secondo Quartararo, ogni weekend diventa più influenzato dal livello di aderenza della pista che dalla pura prestazione teorica. Per questo ricorda un aspetto positivo soltanto iniziale: ad Assen i primi giri sarebbero stati più favorevoli, con la pista in grado di offrire un maggior grip rispetto ad altri circuiti.

confronto con altri circuiti: mugello come esempio di mancanza di aderenza

Nel confronto con l’esperienza di altri appuntamenti, Quartararo porta come esempio Mugello, dove afferma che non ci sarebbe stato grip sufficiente. Richiama inoltre una considerazione pratica sul calendario: dopo la Moto2, il tracciato cambia e l’aderenza può non restare costante nel tempo, lasciando comunque l’impressione di una gara meno gestibile. In conclusione, il francese descrive il weekend come non particolarmente divertente, coerentemente con il quadro di limitazioni accumulate.

prossimi appuntamenti: sachsenring e ricarica dopo la pausa estiva

La prospettiva immediata diventa la tappa in Germania, con l’attenzione principale rivolta al Sachsenring. Quartararo dichiara che ci sarà riposo e lavoro di preparazione per tornare nelle condizioni richieste, indicando un obiettivo chiaro: affrontare una pista ritenuta molto complicata e caratterizzata da un tracciato che gira moltissimo.

allenamento e stacco: l’importanza della pausa

Nel programma, la pausa estiva viene considerata parte integrante della gestione: staccare dopo una fase intensa e avere tempo per allenarsi con maggiore continuità. L’idea centrale è arrivare al Sachsenring più pronti sul piano fisico e tecnico, in un contesto in cui le difficoltà riscontrate ad Assen possono aiutare a impostare meglio le priorità del lavoro successivo.

personalità citate

  • Fabio Quartararo
  • Marc Marquez
  • Vincent Lalanne-Sicaud
Fabio Quartararo, Yamaha Factory Racing

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