MotoGP Quartararo migliora la guida ma non la sua Yamaha: ho trovato un modo per attaccare
La Yamaha entra nella stagione con un nuovo motore V4 e con la M1 che lo ospita, ma il percorso di avvicinamento alle prestazioni dei concorrenti resta in salita. A Le Mans arriva però una svolta significativa per Fabio Quartararo, capace di inserirsi tra i primi all’inizio della gara e di chiudere con un ottimo sesto posto. Il quadro emerso è quello di un miglioramento legato soprattutto alle sensazioni di guida, mentre restano debolezze che impediscono di competere stabilmente con i leader.
yamaha v4 e progresso di fabio quartararo a le mans
Nel racconto del pilota, il punto centrale riguarda l’evoluzione percepita in pista: le trasformazioni effettuate sulla moto hanno consentito di ritrovare fiducia, con particolare riferimento all’anteriore. Quartararo, dopo le prove svolte, ha confermato a Le Mans un cambiamento che gli ha permesso di guidare con maggiore intensità. Il risultato finale, sesto posto, trova contesto anche nei passaggi precedenti: il pilota è stato più veloce in FP2, poi ha ottenuto la sesta posizione in qualifica e ha mantenuto un avvio di gara in seconda posizione.
Il progresso viene descritto come non legato a un singolo salto prestazionale, bensì a una dinamica più favorevole: Quartararo ha chiarito che la differenza più grande non è arrivata da prestazioni superiori, ma dalla possibilità di attaccare. Nelle prime gare, secondo la sua lettura, non riusciva a guidare in modo efficace; a Le Mans, invece, è riuscito a portare in pista una strategia più aggressiva, partendo dal primo giro fino alla fine della corsa, restando quindi al limite.
modifiche a jerez: sensazioni migliori e guida più aggressiva
Il recupero di fiducia nasce dalle indicazioni raccolte durante i test di Jerez. In quell’occasione sono state apportate alcune modifiche alla M1, con ricadute positive sul modo in cui Quartararo riesce a gestire la parte anteriore. Pur non portando un miglioramento reale delle prestazioni in termini assoluti, gli interventi hanno permesso al pilota di ritrovare buone sensazioni sull’anteriore, favorendo un atteggiamento più incisivo in guida.
Questa direzione di lavoro viene consolidata a Le Mans: Quartararo ha spiegato di aver individuato il limite sentendo maggiormente la V4, richiamando il fatto che le sensazioni derivassero anche dal confronto con la prima versione della stessa architettura. Secondo la sua impostazione, la condizione attuale consente di conoscere con più precisione il livello di attacco possibile in gara e sul giro.
barriere ancora presenti: messa a punto, potenza e grip
Accanto alla crescita delle sensazioni, rimangono ostacoli evidenti. Quartararo ha indicato che a Le Mans mancava una certa messa a punto, insieme a potenza e grip necessari per restare stabilmente dietro ai leader. Il ritorno in prima linea viene quindi definito come un momento positivo e “davvero divertente”, ma su una base di prestazioni ancora incompleta.
La distanza dai concorrenti viene quantificata con riferimento ad altri piloti: la chiusura non è risultata lontana, ma l’indicatore del tempo ha mostrato quanto resti lavoro da fare. Quartararo ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni per aumentare velocità e competitività.
La spiegazione del pilota distingue anche due aspetti: da un lato la possibilità di sentirsi bene e attaccare con intensità, dall’altro la mancanza della prestazione che consente di trasformare quella confidenza in un passo ulteriore. Secondo la sua lettura, la prima parte della gara nelle fasi iniziali delle corse non permetteva un’ottima gestione; ora invece è presente un modo più efficace per spingere al massimo.
prospettive a barcellona e limiti legati al grip del circuito
Il focus si sposta ora verso il GP di Catalogna in programma nel fine settimana. Quartararo lega la valutazione alle posizioni e alla distanza dal vincitore: l’obiettivo realistico è mantenere un margine contenuto, con l’intento di chiudere sempre a meno di dieci secondi dal primo.
La pianificazione tecnica viene descritta come un percorso ancora ampio: mancano diverse componenti e non esiste, nella lettura del pilota, una singola chiave risolutiva. Inoltre, il circuito di Barcellona è noto per un bassissimo grip, elemento che potrebbe complicare ulteriormente il lavoro della Yamaha. Quartararo ha espresso una valutazione chiara sulla situazione: su piste con molto poco grip, la difficoltà può aumentare perché, già in condizioni normali, la moto non risulta particolarmente avvantaggiata su quel parametro.
test lunedì a montmeló: aspettative più caute
Oltre alla gara, Montmeló prevede un test lunedì. Quartararo non prevede un balzo in avanti molto marcato come quello registrato a Jerez: ha dichiarato di non aver sentito qualcosa di nuovo nel test, ma ritiene che non ci sarà niente di veramente nuovo da mettere subito alla prova.
risultati e indicazioni emerse dalle sessioni a le mans
A Le Mans, l’andamento descritto evidenzia un percorso in cui si passa da un riferimento forte in prove libere a una gara impostata con maggiore aggressività. Quartararo è stato il più rapido in FP2, ha ottenuto un sesto posto in qualifica e ha iniziato la corsa dalla seconda posizione, prima di chiudere con il sesto posto finale.
Le parole del pilota rendono chiaro che l’insieme delle modifiche raccolte nel ciclo di lavoro ha migliorato il modo di guidare, soprattutto rispetto alla capacità di attaccare. Resta però la necessità di aumentare l’efficacia complessiva, tramite interventi che coinvolgano messa a punto, potenza e grip, in modo da ridurre il divario con i leader e consolidare la direzione intrapresa.
