Motogp retroscena crutchlow non voleva tornare a correre ma l’ha convinto la moglie
Cal Crutchlow è pronto a rientrare nel paddock con la stessa naturalezza che aveva nel pieno della sua esperienza in MotoGP: quando torna in pista, l’impressione è che il tempo non abbia davvero inciso. Dopo un lungo periodo lontano dalle gare a tempo pieno, il britannico si è riallineato al contesto della MotoGP approdando al Mugello, dove ritrova l’ambiente che lo aveva visto legato al team LCR tra il 2016 e il 2020.
cal crutchlow al mugello con lcr: ritorno dopo l’infortunio di zarco
Il rientro di Crutchlow arriva dopo l’infortunio al ginocchio di Johann Zarco durante la tappa di Barcellona, con tempi di recupero non ancora definiti. In seguito a questo stop, la squadra guidata da Lucio Cechinello ha deciso di puntare sul veterano per la sostituzione sulla RC213V.
La trattativa, però, non è stata immediata: la carriera di Cal a tempo pieno risultava terminata sei anni fa. Nei tre anni successivi, peraltro, aveva svolto solo attività di sostituzione, rendendo il passaggio meno lineare rispetto a un semplice ritorno nel ruolo.
la collaborazione con lcr: la scelta condivisa con lucy
Crutchlow ha raccontato un aneddoto legato all’inizio delle conversazioni. Il pilota ha spiegato che, all’arrivo della proposta, la sua risposta iniziale era stata no. Il punto decisivo, secondo la sua ricostruzione, è stato il coinvolgimento della moglie Lucy, chiamata in causa prima ancora di ogni mossa operativa.
da dakota mamola alla decisione di lucy: i passaggi raccontati da crutchlow
Il dialogo, secondo quanto riportato dallo stesso Cal, ha preso forma tramite Dakota Mamola. Crutchlow ha riferito di aver ricevuto contatti e messaggi da membri del team, fino a quando il confronto con Dako ha chiarito l’intenzione della squadra: la richiesta sarebbe stata, in sostanza, quella di tornare a correre. A quel punto il pilota ha detto di non aver mai interpretato l’informazione come uno scherzo, poiché la situazione risultava concreta.
La sera del rientro a casa, Lucy gli avrebbe chiesto se Dako avesse contattato anche lui, e Crutchlow avrebbe confermato. A quel punto Lucy gli avrebbe rivolto una domanda diretta sul motivo del mancato interesse: avendo corso per tutta la vita, la scelta di non voler ripartire sarebbe risultata incomprensibile. Cal ha dichiarato che gli è servito un po’ di tempo per riflettere prima di accettare.
misano come condizione di base: test programmato per prendere le misure
Un requisito fondamentale era poter prendere le misure sulla Honda prima di arrivare a Mugello. Questa esigenza è stata resa possibile perché la casa giapponese aveva già pianificato un test all’inizio della settimana a Misano, affidato al collaudatore Takaaki Nakagami.
Nel racconto di Crutchlow, l’organizzazione si è poi concentrata sulla fattibilità di salire in moto prima delle tempistiche previste. Nella giornata successiva, martedì, il confronto con Dako ha consentito di valutare se esistesse la possibilità di guidare anticipatamente; in caso contrario, Cal avrebbe evitato di presentarsi senza l’opportunità di lavorare in sella e arrivare a una sessione libera con una velocità operativa adeguata, descritta come 360 km/h alla curva 1 in FP1.
La soluzione è stata trovata: è stato organizzato un test e il pilota ha effettuato alcuni giri.
sensazioni dopo la prima guida: “come se fossi stato investito da un autobus”
All’inizio dell’impatto con la moto, Crutchlow ha descritto una sensazione molto intensa, paragonandola a un investimento. Nonostante la difficoltà, ha motivato la scelta con un punto preciso: la decisione sarebbe stata accettata per richiesta della squadra, con la consapevolezza di essersi avvicinato a un momento in cui l’interrogativo “perché no?” ha preso il sopravvento.
obiettivi immediati e adattamento alla rc213v: comfort, ergonomia e pollice irritato
Dopo il periodo di inattività, Cal ha indicato che per ora preferisce non fissare traguardi complessi. Il primo riferimento, invece, è semplice e operativo: riuscire a essere comodo sulla RC213V. La valutazione viene impostata sessione per sessione, riconoscendo che l’avvio non è stato brillante e che il feeling con la moto è apparso strano, ma coerente con le aspettative.
La percezione sulla velocità viene collegata anche alla lunga assenza: anche se si poteva prevedere di essere meno rapido, la realtà sarebbe stata legata a un limite tecnico avvertito in modo diretto. Dal punto di vista fisico, l’adattamento passa dall’ergonomia: Crutchlow ha dichiarato di non sentirsi a proprio agio a livello di posizionamento, aggiungendo che la moto è cambiata e con essa la postura richiesta in sella.
Inoltre, è stato segnalato un problema al pollice, attribuito a un’irritazione derivante da guanti usati che sfregavano, con conseguente disturbo al tendine.
misano in prestazioni: tempi noti, limite percepito e differenza di 10 secondi
Quando si è passati alla valutazione di Misano, Crutchlow ha raccontato un approccio improntato alla familiarità: conosceva i tempi necessari per il circuito, dove in passato era salito anche sul podio. Durante la guida, ha affermato di non essersi soffermato subito sui riscontri cronometrici, arrivando persino a pensare che nessuno potesse essere più veloce di lui, descrivendo la sensazione di essere al limite.
Il confronto finale con i tempi, però, ha mostrato un distacco di dieci secondi. Inizialmente, Crutchlow ha considerato l’ipotesi che il cronometro potesse essere guasto, poi ha indicato che nel corso della giornata il quadro complessivo è migliorato. Rimarcando la difficoltà tecnica, ha spiegato che le moto sono percepite come impegnative da gestire, attribuendo la sensazione soprattutto al lungo intervallo dall’ultima guida.
futuro in lcr: decisione in base ai tempi di recupero di zarco
Al momento non risulta definito se l’esperienza al Mugello possa trasformarsi in un impegno esteso oppure restare una situazione circoscritta. La variabile principale è legata all’evoluzione della situazione di Johann Zarco e al recupero dall’infortunio.
Crutchlow ha dedicato parole al collega: ha definito Zarco un amico e ha evidenziato che gli ricorda sé stesso. Secondo la descrizione del pilota, Zarco non gradirebbe le “stronzate” che circolano attorno alle gare e preferirebbe correre con la propria moto. La previsione formulata da Cal è che Zarco tornerà e probabilmente sarà più forte di prima, pur definendo il periodo attuale come difficile.
Il rispetto per Zarco è stato ribadito, con un’osservazione sul metodo: Crutchlow non lo ritiene il più talentuoso della griglia, ma sostiene che lavori in modo concreto per offrire il massimo, come lui avrebbe fatto durante il suo percorso. Infine, ha indicato che Zarco fa parte di una buona squadra e ha espresso l’auspicio di rivederlo presto in pista.
persone citate nel contesto del ritorno in pista
Lucy, Dakota Mamola, Lucio Cechinello, Johann Zarco, Takaaki Nakagami, Cal Crutchlow.
