Non avrei mai creduto di perderla alla Carcentina all'inizio della stagione
Lanzata come la gara di apertura del programma olimpico, la discesa libera ai Giochi invernali Milano-Cortina 2026 ha proposto una protagonista italiana che ha brillato fin dalle prime manches. Giovanni Franzoni ha conquistato una preziosa medaglia d’argento, chiudendo alle spalle dello svizzero Franjo Von Allmen, in una prestazione di alto livello che ha valorizzato la pista Stelvio di Bormio.
giovanni franzoni conquista la medaglia d’argento nella discesa libera ai giochi olimpici invernali milano cortina 2026
Lo slalomista classe 2001, sceso con il numero 11, ha saputo imporsi in una gara molto competitiva, rimanendo venti centesimi dietro al vincitore. Franzoni ha preceduto di tre decimi il compagno di squadra Dominik Paris, consegnando all’Italia due piazzamenti di rilievo tra i simboli della manifestazione olimpica. Si tratta di un risultato che amplia la tradizione azzurra in una delle gare più prestigiose, dove l’oro resta un privilegio storico non ancora eguagliato dall’Italia, nonostante il podio odierno.
analisi della prestazione e dichiarazioni
Franzoni ha commentato la sua prova ai microfoni della Rai analizzando l’andamento della gara: «Che robe. È stata strana questa gara, perché non ho avuto tanta tensione in questi giorni, poi man mano che si avvicinava sentivo le gambe dure. Monnet e Odermatt hanno sciato benissimo, poi c’è stata la manche devastante di Von Allmen e mi sono detto che per battere questi ce ne voleva. La pista era bellissima, la Carcentina non l’ho fatta benissimo e secondo me l’ho lasciata lì».
Proseguendo, l’atleta ha aggiunto: «A inizio stagione non avrei mai immaginato di vincere a Kitzbuehel e di fare podio alle Olimpiadi, devo ringraziare chi mi è stato vicino. Paris in Val Gardena mi aveva detto che non voleva più aspettarmi per fare i podi, oggi è bellissimo».
contesto e significato della performance
La discesa è considerata tra le gare più prestigiose e simbolo delle Olimpiadi, e il podio azzurro rafforza la tradizione italiana nello sport della velocità. L’oro, finora, è rimasto sfuggito all’Italia dopo la conquista di Zeno Colò nel 1952, ma le prove odierne testimoniano una crescita significativa della squadra in un contesto così rilevante.
Interessante è il confronto con i colleghi di squadra e gli avversari: Monnet e Odermatt hanno offerto prestazioni eccellenti, impreziosendo una giornata di poche ma intense opportunità per i contendenti al podio.
La gara, disputata in una cornice entusiasmante e con il pubblico impaziente di vedere l’esito finale, ha confermato la qualità tecnica di Franzoni e la solidità del gruppo azzurro nelle discipline veloci della disciplina, maturando nuove indicazioni per la stagione olimpica in corso.
Nomi principali citati nella cronaca
- Giovanni Franzoni
- Franjo Von Allmen
- Dominik Paris
- Monnet
- Odermatt
- Zeno Colò
