Olimpia milano 2021 novanta anni di storie e passioni stagione delle final four
Una stagione costruita passo dopo passo, con l’obiettivo playoff in EuroLeague 2021 sempre in vista, ha portato l’Olimpia a un punto cruciale: conquistare l’accesso alle Final Four. In epoca Covid, con lo stadio senza pubblico, il vantaggio del fattore campo diventava meno “emotivo”, ma rimaneva concreto sul piano pratico, soprattutto per la gestione di gare decisivе sul terreno più familiare. Nel percorso verso Colonia, però, ogni confronto ha richiesto tenuta mentale, esperienza e giocate capaci di ribaltare inerzie e mentalità. Il cuore della storia si concentra su Gara 1, sul momento in cui tutto sembrava scivolare via e su una soluzione offensiva eseguita con precisione chirurgica.
olimpia in gara 1: rimonta dopo lo svantaggio e aggancio sul 74-74
L’Olimpia aveva speso l’intera stagione per arrivare ai playoff di EuroLeague del 2021 e ottenere il vantaggio del fattore campo. Per raggiungere le Final Four, restava però una sfida decisiva: battere il Bayern Monaco. La partita di Gara 1 si era aperta con un primo tempo difficile, descritto come un “tempo da incubo”. L’inizio del terzo periodo si era complicato ulteriormente fino a un passivo netto, con l’Olimpia sotto 44-25, e il vantaggio del campo sembrava evaporare in fretta già in avvio.
Dentro al divario, la reazione arrivava grazie a carattere e presenza di veterani come Malcolm Delaney, Kyle Hines, Sergio Rodriguez, Gigi Datome e Vlado Micov. Anche quando si era sotto di 19 punti, la squadra non si considerava fuori dai giochi. Zach LeDay sintetizza l’approccio: “Quando sei sotto di 19, l’unica cosa che puoi fare è giocare un possesso alla volta e provare a rientrare in partita”, sottolineando che l’intensità del Bayern aveva colto di sorpresa e che il piano era ripristinare il proprio ritmo attraverso piccole cose, possedimento dopo possedimento.
La svolta avviene nel terzo quarto con una rimonta che riporta l’Olimpia a meno 11. Dopo, la distanza si mantiene e resta a meno 11 fino a 8:32 dalla fine. Nel quarto periodo, un parziale di 9-0 permette di ridurre a meno due con oltre cinque minuti sul cronometro.
Il pareggio arriva per la prima volta a 1:16 dalla sirena: LeDay segna e l’Olimpia impatta sul 74-74. A 36 secondi dal termine, una tripla di Sergio Rodriguez riporta Milano avanti di tre punti. Nel possesso successivo, Baldwin realizza due tiri liberi e il Bayern rientra a meno uno. Un errore al tiro di Malcolm Delaney è seguito da un fallo di Kevin Punter su James Gist: Gist va in lunetta a 1,2 secondi dalla fine e realizza 2/2, chiudendo il sorpasso. A quel punto, il finale sembra segnato.
zach leday e malcolm delaney: gioco da 1,2 secondi per vincere
La chiave è nelle ultime frazioni di tempo. Con l’Olimpia sotto di un punto e 1,2 secondi sul cronometro, la situazione permette solo scelte immediate: non c’è margine per segnare da rimbalzo o per far sviluppare un palleggio. Con 1,2 secondi diventa determinante ricevere e tirare, con l’alternativa di un alley-oop. Il Bayern deve quindi fronteggiare più opzioni possibili, mentre Milano dispone comunque di tutte e due le soluzioni.
Nel racconto dell’azione, emerge il piano costruito durante il timeout. Il gioco è pensato per Kevin Punter e Sergio Rodriguez nel caso in cui KP non riceva uscendo dal blocco. Kyle Hines deve eseguire il blocco per Punter, mentre Zach LeDay deve svolgere la parte prevista per Rodriguez. Tuttavia, entrando nell’ultima rimessa, Delaney incaricato di rimettere la palla avvia una comunicazione diretta: Malcolm Delaney indica a LeDay di andare forte al ferro e promette il passaggio. La richiesta è precisa e non lascia spazio al tempo: “Abbiamo solo 1.2 secondi per segnare. Non c’è tempo per fare altro. Vai al ferro forte. Ti passerò la palla al ferro. Afferra quella palla e mettila dentro”.
esecuzione al ferro: passaggio lungo e conclusione a tabellone
La sequenza si sviluppa con un passaggio lungo e precisissimo di Delaney verso LeDay. LeDay controlla la palla e la reindirizza sul tabellone con una conclusione immediata. È qui che si concentra la parte decisiva della giocata: il gioco non è solo un passaggio finale, ma un percorso costruito per aprire la possibilità di ricezione e taglio.
Dietro alla conclusione, vengono descritti i movimenti funzionali all’azione: Sergio Rodriguez realizza un movimento da decoy usando il blocco di Kyle Hines per creare l’impressione di poter ricevere e tirare dalla distanza. Nel momento in cui Rodriguez non riceve, si dirige verso il lato debole dove si trova LeDay. In parallelo, Hines piazza un blocco in grado di fermare due avversari e lasciare spazio a una situazione due contro uno per Rodriguez e LeDay.
La difesa del Bayern, con Jalen Reynolds, sceglie di restare su Rodriguez. Questo consente a LeDay di attaccare il taglio backdoor e arrivare nella posizione che rende possibile la conclusione a tabellone.
il gioco come somma di dettagli: timeout, timing e blocchi
L’impatto dell’azione viene ricostruito come risultato di più elementi. Milano aveva anche un timeout di emergenza. Delaney esegue un passaggio “sopra” tre difensori con freddezza, usando il tempo disponibile prima di effettuare la giocata. LeDay deve tagliare nel modo corretto, ricevere e concludere. Punter e Rodriguez incrociano per impegnare la difesa e generare diversivi. Kyle Hines posiziona un blocco determinante per facilitare il lavoro dei compagni.
le dichiarazioni sulla giocata: freddezza, blocco e memoria
Kyle Hines ricorda la sensazione della serata: “Ci saranno state cento persone dentro l’arena ma la sensazione era che fosse piena”. Nel racconto, la giocata viene collegata alla serie e descritta come una delle azioni più memorabili della carriera. LeDay, a sua volta, spiega di aver fatto “una specie di blocco finto” prima di andare al ferro; il focus è sul ricevere e controllare la palla, poi indirizzarla verso il tabellone. L’idea del tempo non entra nella mente: la priorità è afferrare la palla e metterla dentro. Nel riepilogo, LeDay sottolinea che senza quel canestro l’Olimpia non avrebbe raggiunto le Final Four. A completare il contesto, viene ricordato anche che la quinta partita si sarebbe rivelata folle, risolta all’ultimo possesso con Shavon Shields autore di una grande prestazione, ma con la consapevolezza che quel canestro aveva cambiato l’equilibrio della serie.
olimpia e final four: gara 2-5, riallineamento e gara 5 decisiva
Il percorso verso le Final Four richiede altro rispetto dopo la prodezza di Colonia. L’Olimpia, pur avendo raggiunto l’obiettivo tramite la giocata, avrebbe dovuto vincere altre due gare e il cammino non avrebbe avuto la forma di una chiusura semplice. Per Gara 2, un parziale di 20-0 consente di dominare, mentre Gara 3 viene vinta dal Bayern, che porta la serie sul filo della tensione.
Gara 4 resta la prova più dura: il finale è descritto come un corpo a corpo e un canestro e fallo di Shavon Shields viene ribaltato all’instant-replay in sfondamento. Il Bayern vince Gara 4 e l’Olimpia si ritrova a dover giocare tutto in Gara 5, in casa e senza pubblico.
gara 5: shavon shields esplode e il finale diventa thriller
Gara 5 viene raccontata come il capolavoro di Shavon Shields. La sua prestazione porta 34 punti e 41 di valutazione. L’evoluzione del finale, però, è descritta come inattesa: l’Olimpia conduce di 12 a cinque minuti dalla fine. A quel momento il vantaggio si descrive in progressione, da 11 a 1:45 dalla sirena, fino a 13 a 1:18, dopo una tripla clamorosa di Shields con time-out di Coach Andrea Trinchieri, tecnico del Bayern.
La parte finale cambia rapidamente. A 1:05 arriva una tripla di Vladimir Lucic che porta il punteggio a 91-82. Subito dopo, una palla persa di Kyle Hines consente a Jalen Reynolds di segnare in contropiede: 91-84 a 45 secondi dalla sirena. Nel finale arriva ancora una tripla di Reynolds, un centro che irrigidisce lo scenario e conferma la natura “thrilling” della chiusura.
Personaggi chiave citati nel racconto:
- Malcolm Delaney
- Zach LeDay
- Kyle Hines
- Sergio Rodriguez
- Gigi Datome
- Vlado Micov
- Kevin Punter
- James Gist
- Baldwin
- Daniel Hackett
- Mike James
- Coach Andrea Trinchieri
- Shavon Shields
- Vladimir Lucic
- Jalen Reynolds