Olimpia Milano, Leandro Bolmaro e il sogno di essere come Ginobili
Leandro Bolmaro ha raccontato diversi aspetti del proprio modo di vivere il basket, mettendo al centro leadership in campo, intensità difensiva e influenze decisive maturate nel corso della carriera. Le dichiarazioni rivelano un’identità costruita su obiettivi concreti, lavoro quotidiano e idee coltivate attraverso allenatori, compagni e figure che hanno segnato il percorso sportivo.
leandro bolmaro e l’idea di capitanato all’olimipa milano
Intervistato da Giuseppe Nigro sul settimanale Sportweek, Bolmaro ha affrontato la possibilità di diventare un giorno capitano dell’Olimpia Milano. La fascia non viene indicata come elemento indispensabile: ciò che conta, secondo il giocatore, è esserlo realmente in campo. Il capitano, nella sua visione, coincide con la personalità e con l’energia espressa durante la partita.
La motivazione passa anche dal retaggio familiare: i genitori gli avrebbero insegnato che, quando si desidera qualcosa, serve lavorare per ottenerla. In campo Bolmaro richiama un criterio netto: non si arriva al livello richiesto con mezze misure. L’orientamento è a dare sempre il massimo, perché al 50 per cento non ritiene sia possibile rendere e, al tempo stesso, riduce il rischio di infortuni.
Un ulteriore passaggio collega l’approccio personale all’effetto sul gruppo: viene sottolineata l’idea che l’energia sia contagiosa, quindi capace di trascinare anche gli altri membri della squadra.
lavorare con peppe poeta: fiducia, idee e crescita dopo l’eurolega
Bolmaro ha descritto la collaborazione con Peppe Poeta come un’esperienza positiva, soffermandosi su la fiducia che l’allenatore trasmette ai giocatori e sull’impostazione del lavoro legata alle idee. Nel periodo precedente non sarebbe stato semplice sviluppare pienamente questo aspetto, anche per via dei numerosi impegni e delle tante partite.
Un momento di svolta è stato individuato nella fase successiva alla fine dell’Eurolega. A quel punto la squadra ha potuto allenarsi con maggiore continuità, dando spazio a ciò che Poeta voleva far emergere. Negli ultimi due-tre mesi, Bolmaro ha indicato che la squadra ha espresso prestazioni di alto livello, mettendo in campo le idee dell’allenatore.
istinti difensivi di leandro bolmaro: dalla barcellona di 17-18 anni all’obiettivo in eurolega
Bolmaro ha spiegato da dove arrivino i suoi istinti nella propria metà campo, attribuendoli alla crescita avviata in giovanissima età. Il riferimento è alla fase a Barcellona, tra i 17-18 anni, quando avrebbe iniziato a giocare in prima squadra.
Secondo quanto raccontato, l’avvio dei minuti sarebbe stato legato a un principio preciso: giocare perché difende e perché, una volta recuperata la palla, diventa possibile servire Mirotic. In seguito, la motivazione difensiva avrebbe ricevuto un rinforzo mentale da Jasikevicius, che gli avrebbe trasmesso l’idea di avere capacità difensive.
All’inizio della stagione in corso, un ulteriore stimolo sarebbe arrivato da Emilio Kovacic, assistente allenatore: la frase citata da Bolmaro indica una previsione ambiziosa, quella di poter diventare il difensore dell’anno. Il giocatore afferma di aver realizzato l’obiettivo e descrive il passo successivo: cercare di diventarlo anche in Eurolega. La difficoltà viene riconosciuta, ma l’idea è di poterci riuscire.
manu ginobili e la generazione dorada: ispirazioni, rapporti e consigli prima di milano
Bolmaro ha poi parlato di Manu Ginobili, definendolo con forza una figura a cui è legato da ammirazione profonda. Il rapporto personale viene descritto come un legame reale anche fuori dal campo: il giocatore racconta di aver condiviso cene con Ginobili in due occasioni quando era in NBA. Tutti, secondo il suo racconto, avrebbero sognato di essere come lui.
L’ispirazione viene ricondotta anche alle partite viste in televisione: la visione delle finali NBA e l’idea di Ginobili come “migliore di tutti”, accostato a Messi nel calcio. Dentro questa prospettiva, Bolmaro collega il proprio desiderio di giocare a basket come inseguimento di un modello preciso.
Il percorso include anche il riferimento a elementi della cosiddetta generacion dorada collegata all’oro olimpico ad Atene. Tra le figure citate rientra Pepe Sanchez, indicato come persona che gli avrebbe permesso di intraprendere la strada professionistica: sarebbe stato colui che lo avrebbe portato da Cordoba a Bahia Blanca per iniziare a giocare da professionista. Inoltre, viene ricordato il ruolo del suo agente, arrivato a Barcellona grazie al collegamento costruito da Sanchez.
Infine, Bolmaro ha menzionato il legame con Fabricio Oberto. Il rapporto viene descritto come frequente nei contatti: i due sarebbero della stessa città e Bolmaro afferma di aver chiesto consiglio a Oberto prima di arrivare a Milano.
figure citate da leandro bolmaro nelle sue dichiarazioni
- Leandro Bolmaro
- Giuseppe Nigro
- Peppe Poeta
- Mirotic
- Jasikevicius
- Emilio Kovacic
- Manu Ginobili
- Messi
- Pepe Sanchez
- Fabricio Oberto