Pallacanestro reggiana, addio a testa alta: milano troppo forte e ripartire certezze
La Pallacanestro Reggiana chiude i playoff con un 0-3 che brucia per il risultato, ma che allo stesso tempo restituisce segnali chiari su ciò che è stato possibile e su ciò che mancava per restare pienamente in partita fino alla sirena. Gara 3 al PalaBigi, persa 72-84 contro Olimpia Milano, ha mostrato una squadra capace di accendere il pubblico e di spingere forte nel momento decisivo, trovandosi però davanti una realtà più profonda e più ricca di soluzioni.
pallacanestro reggiana e gara 3: 72-84 con milano
La partita del PalaBigi si è accesa subito, con Reggio che ha cercato ritmo e intensità fin dal primo tempo. L’energia prodotta sul parquet ha portato a un primo tratto di gara convincente, culminato con il vantaggio al riposo 42-36. In quel passaggio, la spinta offensiva è stata determinante: il secondo quarto ha toccato quota 30 punti, con una prestazione di livello assoluto da parte di Riccardo Rossato.
il secondo quarto di reggio e il sorpasso al riposo
Il palazzo ha respirato un momento di grande intensità, amplificato dal fatto che la serata aveva un contenuto emotivo particolare. L’intervallo con il 42-36 certifica l’impatto di quella fase: Reggio non si è limitata a difendere, ma ha trovato continuità al tiro e sostanza nella gestione del periodo centrale.
rossato protagonista: il 30-pt del secondo quarto
La spinta decisiva del secondo quarto è stata soprattutto merito di Riccardo Rossato, indicato come straordinario nella costruzione del punteggio. La sua performance ha fatto da acceleratore, permettendo a Reggio di trasformare il lavoro in cifre e di portare la squadra all’intervallo con un margine costruito con vigore.
milano cambia marcia: break nel terzo quarto decisivo
La svolta della gara è arrivata al terzo quarto. A quel punto Milano ha cambiato ritmo e approccio: ha alzato i contatti, ha ristretto l’area e ha lasciato parlare la qualità dei propri campioni. Reggio ha resistito fino a una parte avanzata del periodo, ma poi è esploso il break milanese che ha spostato l’inerzia in modo definitivo.
armoni brooks mvp: 27 punti e triple pesanti
Il protagonista principale è stato Armoni Brooks, indicato come MVP del campionato, capace di 27 punti e di realizzare triple decisive. Il suo impatto ha guidato la rimonta e ha consolidato l’allungo dopo la fase iniziale in cui Reggio aveva retto.
bolmaro, shields e ledAy completano l’allungo
Insieme a Brooks, hanno contribuito anche Bolmaro, Shields e LeDay, citati come autori di un apporto importante nel momento in cui Milano ha chiuso i varchi difensivi e ha aumentato la profondità dell’offesa.
il contesto della serie: assenze e difficoltà di gestione
Il risultato finale non può essere letto senza considerare il percorso della serie. Reggio ha affrontato i playoff senza Brown, con Thor non al meglio e con Caupain costretto a un lavoro di regia non sempre dentro le sue corde. Contro una squadra come Milano, più solida e più fisica, anche piccoli vuoti diventano elementi di rottura: da qui la difficoltà a trasformare la resistenza in un vantaggio stabile.
emotività, omaggi e pubblico: la serata al palabigi
La gara si è giocata anche dentro un clima speciale. La serata ha previsto l’intitolazione della curva a Mike Mitchell e l’omaggio a Jamar Smith, salutato dal club e dal PalaBigi dopo tre anni in biancorosso. In un contesto di quasi quattromila spettatori, il pubblico ha trovato in Reggio uno sforzo concreto per trasformare Gara 3 in una piccola impresa.
quasi quattromila spettatori e spinta dal pubblico
Il numero di presenti rende l’idea dell’intensità dell’ambiente: Reggio ha cercato di sfruttare ogni momento favorevole, mantenendo alta la pressione e accendendo il palazzo, soprattutto nella fase in cui il punteggio si è mantenuto sotto controllo.
una stagione da rileggere con equilibrio
Al di là dell’eliminazione, la stagione resta un percorso costruito con margini e correzioni. Reggio è risalita da una situazione difficile, ha realizzato il miglior girone di ritorno della propria storia e si è conquistata una coda playoff meritata. In chiave individuale, Rossato viene indicato come una certezza da cui ripartire e Barford viene descritto come un punto tecnico importante. Allo stesso tempo, emergono esigenze di valutazione più lucida su roster e sugli stranieri.
cosa resta dopo l’0-3: orgoglio e progetto
La fine è arrivata contro una squadra giudicata troppo superiore nel complesso della serie, senza cancellare il lavoro messo in campo. La UNA Hotels esce dal confronto con la sensazione di aver dato tutto ciò che aveva, sostenuta dagli applausi del proprio pubblico. Il passaggio successivo richiede di trasformare l’orgoglio in pianificazione: la stagione è terminata, ma il lavoro per non disperdere quanto costruito deve iniziare subito.
persone citate
- Dimitris Priftis
- Mike Mitchell
- Jamar Smith
- Riccardo Rossato
- Armoni Brooks
- Bolmaro
- Shields
- LeDay
- Brown
- Thor
- Caupain
- Barford