Paul seixas affrontiamo un assaggio di tour volevo sfidare pogacar e vingegaard

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Paul seixas affrontiamo un assaggio di tour volevo sfidare pogacar e vingegaard

Il Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, nuova denominazione del Giro del Delfinato, si avvicina e porta con sé un elemento di grande interesse: l’edizione 2026 si presenta senza la presenza di Pogacar e Vingegaard. In questo scenario cresce l’attesa attorno alla prova di Paul Seixas, chiamato a confermare i risultati molto positivi ottenuti all’inizio della stagione e a ribadire quanto costruito in preparazione ai grandi appuntamenti.

tour auvergne – rhône-alpes 2026 senza pogacar e vingegaard

L’evento entra nel vivo con una cornice che cambia gli equilibri rispetto alla tradizione degli ultimi anni. Il Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026 si svolge infatti senza Pogacar e Vingegaard, corridori che in passato hanno spesso rappresentato il riferimento della competizione. La mancanza di questi due nomi non elimina il valore della corsa, anzi rende ancora più centrale la possibilità di vedere nuove gerarchie emergere sul piano delle prestazioni.

paul seixas tra favori e conferme nella lista dei più forti

Nel delineare il proprio ruolo, Paul Seixas indica una condizione di vantaggio relativa: una posizione che lo colloca tra i possibili protagonisti, pur senza presentarsi come certezza assoluta. Il corridore specifica di non sapere se sia effettivamente il favorito, definendosi comunque parte del gruppo dei favoriti. Allo stesso tempo, riconosce l’esistenza di altri corridori molto forti, sottolineando la natura competitiva della gara a tappe e la sua rilevanza nel calendario.

percorsi di casa e preparazione al tour de france

Un motivo di particolare intensità per Seixas riguarda il legame con il territorio. Il corridore descrive il piacere di correre su strade che percorre regolarmente quando si trova a casa o presso i genitori. Questa vicinanza geografica, unita alla valenza sportiva della corsa, porta Seixas ad attribuire alla gara un significato specifico.

il delfinato come passaggio chiave prima del tour de france

La competizione viene indicata come una preparazione diretta al Tour de France. Per Seixas, il Delfinato è un’occasione per valutare il lavoro svolto in altitudine e misurarne i benefici. Il punto di partenza della settimana di avvicinamento viene riassunto con un bilancio positivo: il ritiro è andato molto bene, la squadra ha gestito tutto con ordine e, fino a quel momento, Seixas ha svolto una settimana leggera, con l’obiettivo di arrivare al via molto fresco.

un calendario classico e l’obiettivo del recupero tra le tappe

La scelta di correre questa corsa, anche per chi partecipa per la prima volta, viene collegata a una strategia di pianificazione. Seixas indica che molti corridori sono passati di qui prima di vincere il Tour un mese dopo. Allo stesso tempo, non si è cercato un percorso “stravagante” prima dell’esordio: è stato preferito un calendario abbastanza classico che spiega la presenza del corridore al Delfinato.

misurare i progressi tra una tappa e l’altra

Il corridore precisa che non l’approccio si concentra unicamente sul risultato finale, con un’attenzione particolare al processo di crescita. Il fattore più importante sarà capire come migliorare il recupero tra una tappa e l’altra. L’obiettivo è evitare di arrivare esausto, richiamando quanto accaduto nell’edizione precedente: Seixas afferma di non voler finire esausto come l’anno scorso.

Il percorso viene inoltre descritto come simile a quello che sarà affrontato al Tour. Seixas aggiunge anche un aspetto pratico e organizzativo: oltre alla parte sportiva, entra in gioco la gestione dei media e degli aspetti collaterali, così da vivere il Delfinato come un assaggio del Tour. Il valore percepito risiede proprio in questo: trasformare la corsa in un banco di prova concreto.

media e gestione mentale: nessuno stress particolare

Sul tema del rapporto con i media, Seixas dichiara di non provare stress particolare. Sapeva che la gara avrebbe funzionato da preparazione e che si sarebbe trattato di un assaggio del Tour, anche se, secondo quanto riportato da chi lo circonda, l’esperienza al Tour risulterà difficilmente immaginabile prima di viverla davvero. Il corridore riferisce che altri gli hanno detto di aspettarsi un impatto intenso, accompagnato dall’idea che potrebbe sembrare quasi surreale. Per questo Seixas lavora su un piano mentale di adattamento.

Nonostante l’anticipazione delle difficoltà, Seixas afferma che l’eventuale pressione non gli dà fastidio. Il confronto con i media rientra tra gli elementi del gioco e viene affrontato come parte integrante del contesto.

sfida ai campioni: il duello mancato con pogacar e vingegaard

Alla domanda su un possibile confronto diretto con Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, Seixas esprime il desiderio che fossero presenti. Il corridore dichiara che gli piace correre contro i migliori e sottolinea che non ha ancora avuto modo di misurarsi con Jonas in maniera significativa, pur riconoscendo il valore della competizione come occasione per crescere al fianco dei primi.

ambizione e realismo: rispetto, umiltà e obiettivo concreto

Seixas racconta che il sogno di riuscire a battere il campione del mondo esiste, ma viene immediatamente accompagnato da un atteggiamento pragmatico. Il corridore afferma di nutrire molto rispetto e umiltà nei confronti dell’avversario. Anche su Jonas Vingegaard, Seixas ribadisce la necessità di non dimenticarne il peso: occupa le prime posizioni del Tour da sei anni. La motivazione resta chiara: Seixas è qui per cercare di misurarsi con loro. Finché non avviene quel confronto diretto, preferisce non alimentare aspettative e limitarsi a lavorare sul proprio percorso.

rivali di livello alto: sfida con isaac del toro e juan ayuso

Seixas individua nella presenza di avversari di alto livello una fonte di stimolo. Specifica che avere rivali con questo profilo è “bello”, descrivendo corridori assetati di rivincita e ricordando anche un precedente confronto in cui Seixas ha avuto modo di batterli nei Paesi Baschi. Il contesto del Delfinato viene interpretato come un reset della corsa: “si riparte da zero”, un aspetto che piace quando la competizione è già in grado di esprimere competitività e intensità.

Il corridore sceglie di non citare tutti i nomi possibili tra i vincitori, ma riconosce che ce ne sono molti e ribadisce che non si tratta di una vittoria scontata. La gara richiederà lotta, e Seixas la definisce come un “Delfinato” piuttosto aperto.

duello con i rivali indicati

Nel quadro delle sfide future, Seixas menziona in modo esplicito Isaac Del Toro e Juan Ayuso come esempi di rivali capaci di incidere. La competizione, con partenza da zero e necessità di continuità, offrirà l’occasione per verificare la tenuta e la capacità di gestire le fasi decisive lungo le tappe.

personaggi citati

  • Paul Seixas
  • Pogacar
  • Vingegaard
  • Tadej Pogačar
  • Jonas Vingegaard
  • Isaac Del Toro
  • Juan Ayuso
Paul Seixas
Categorie: Ciclismo

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