Pessotto mette in guardia: la Juventus non muore mai dopo l’attacco allontanato

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Pessotto mette in guardia: la Juventus non muore mai dopo l’attacco allontanato

Gianluca Pessotto torna a parlare di momenti decisivi della Juventus, intrecciando ricordi, dettagli di spogliatoio e riferimenti a scelte che hanno inciso sulle prestazioni. Dalle riflessioni su rigori e mentalità fino alle sfide europee, le dichiarazioni mettono in evidenza un filo conduttore: la forza di una squadra capace di reagire anche sotto pressione.

Nel suo racconto, Pessotto richiama anche la capacità di fronteggiare le difficoltà, sintetizzata da un messaggio agli avversari: «Hanno provato ad abbatterci, ma la Juventus non muore mai!». Un’affermazione che richiama la resilienza del gruppo e la continuità di intenti maturata nel corso delle stagioni.

gianluca pessotto e il rigore: freddezza, responsabilità e preparazione mentale

Il racconto si apre con il rigore segnato, collegato a un passaggio della rifinitura. Pessotto ricorda che, durante una fase preparatoria, Marcello Lippi avrebbe chiarito: non era necessario provare i rigori, poiché la partita sarebbe stata vinta in anticipo. Per l’ex difensore, l’indicazione non nasceva da presunzione, ma da un obiettivo preciso: caricare la squadra.

Dentro di sé, Pessotto però aveva maturato un’idea diversa: puntare a realizzarne almeno uno. Nella circostanza, descrive di aver usato il magazziniere come riferimento, citandone anche una caratteristica fisica ironica, e di aver eseguito il tiro come avrebbe fatto poi in partita. Secondo la sua ricostruzione, il risultato è frutto di diverse componenti: abilità, fortuna e freddezza, insieme a una dose di incoscienza. Inoltre, aggiunge di non aver mai pensato seriamente di poterlo sbagliare, mentre i giorni successivi avrebbe rielaborato la responsabilità assunta.

il momento chiave europeo: fiducia collettiva e impatto del gol di del piero

La seconda parte del racconto riguarda un periodo in cui il rendimento della Juventus in Europa risultava più convincente rispetto al campionato. Pessotto cita le critiche rivolte alla preparazione atletica, ma insiste sul peso di un fattore che definisce mentale: la convinzione di essere gli stessi anche dopo tre giorni, con un equilibrio che non dipende soltanto dal lavoro fisico.

All’interno di questo contesto, la vittoria sul Dortmund viene indicata come un snodo. Per Pessotto, quella partita trasmette la prova che fosse possibile giocarsela e porta grande fiducia all’ambiente. Non era un discorso dichiarato di obbligo verso la Champions, ma, sul piano inconscio, si insinuava la percezione che l’intero gruppo desiderasse riuscirci.

Un altro elemento segnalato riguarda la stella di Alessandro Del Piero. Secondo la ricostruzione di Pessotto, da quel periodo nasce la genesi del gol iconico, capace di lasciare un segno duraturo. La motivazione viene associata al fatto che Del Piero non sbagliava mai, almeno secondo l’impatto percepito in quegli eventi.

sfida al real madrid: difficoltà, peruzzi all’ultimo e scelte su lippi

La sfida al Real Madrid viene descritta come un passaggio decisivo, legato anche al risultato del match d’andata. Pessotto richiama lo svantaggio iniziale: 1-0 a Madrid, interrotto dal miracolo di Peruzzi all’ultimo.

Nel racconto emergono anche supposizioni e voci raccolte nel tempo. Alcuni avrebbero riferito che, successivamente, figure come il dottor Giraudo e Moggi avrebbero suggerito a Lippi di schierare Pessotto dall’inizio anche nel ritorno. La preparazione, intanto, non sarebbe stata priva di ostacoli: Lippi avrebbe organizzato un’amichevole a Carrara, ma nessuno avrebbe avuto particolare entusiasmo. Pessotto collega il clima a un esito negativo: la squadra avrebbe perso con un margine di tempo ridotto rispetto al match di ritorno.

La narrazione si completa con un riferimento al contesto mediatico: sui giornali, prima ancora della partita decisiva, sarebbero già circolate liste di promossi e bocciati per la stagione successiva.

primo incontro a torino con vialli: un legame immediato prima della nuova avventura

Tra i ricordi personali, Pessotto racconta l’inizio del suo percorso a Torino. Indica Luca Vialli tra le prime persone conosciute nella città, descrivendo che c’era un ristorante frequentato anche durante il periodo in cui giocava con il Torino.

Nel momento della firma con la Juventus, avviene il primo incontro con Vialli e Vierchowod. Pessotto ricorda che, quando loro erano impegnati e vincevano in Serie A, lui era appena uscito dalla C2, al Varese, sottolineando la differenza tra le rispettive fasi della carriera.

persone citate nelle dichiarazioni di gianluca pessotto

  • Gianluca Pessotto
  • Marcello Lippi
  • Alessandro Del Piero
  • Luca Vialli
  • Vierchowod
  • Peruzzi
  • dottor Giraudo
  • Moggi
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