Premier League nodo multiproprietà: rischi seri di esclusione coppe, coinvolta anche la Roma
La Premier League accelera sul campo per centrare i posti europei, ma fuori dal rettangolo verde si muove un fronte altrettanto delicato: le regole UEFA sulle multiproprietà. Con la fase calda della corsa all’Europa ormai alle porte, diversi club inglesi devono fare i conti con vincoli societari che possono trasformarsi in conseguenze sportive pesanti, fino a esclusioni dalle coppe o retrocessioni in competizioni di livello inferiore.
premier league e multiproprietà: rischio esclusione dalle coppe
La UEFA vieta che due squadre con legami societari stretti partecipino allo stesso torneo europeo. Il nodo centrale riguarda la struttura delle quote e l’eventuale controllo effettivo esercitato tramite persone o posizioni dirigenziali. Il pericolo per le società inglesi è concreto: in caso di conflitto, la squadra che risulta qualificata può essere penalizzata a favore dell’altra, con effetti diretti sulla partecipazione alle competizioni.
scadenze e criteri: oltre il 30% e “influenza decisiva”
La verifica opera entro una scadenza fissata al 1° marzo, termine entro il quale diverse società della Premier League hanno dovuto riorganizzare assetti e partecipazioni.
Il divieto entra in gioco quando:
- le quote azionarie superano il 30%;
- oppure quando esiste una “influenza decisiva”, intesa come dirigenti in comune con poteri decisionali condivisi.
Nel caso di sovrapposizioni, la UEFA può far prevalere la squadra qualificata nella competizione inferiore, determinando una penalizzazione per l’altra società coinvolta.
club coinvolti: situazione e contromisure per evitare sanzioni
La pressione si concentra su più fronti, con strategie legali, dimissioni e ristrutturazioni societarie pensate per ridurre il rischio di interventi UEFA. Le circostanze variano da club a club, ma il punto comune resta la necessità di dimostrare l’assenza di controllo o influenza incompatibile con la partecipazione.
everton e roma: friedkin group e prova di indipendenza
Il caso più rilevante riguarda Everton e Roma, entrambe inserite nell’orbita del Friedkin Group. Il nodo cruciale viene individuato nella figura del miliardario Dan Friedkin, presidente di entrambe le società.
Per prevenire l’esclusione, l’Everton deve dimostrare in modo inequivocabile che la presenza e il ruolo di Friedkin non generino un’influenza decisionale su entrambi i fronti. Il club inglese dichiara di essere fiducioso, ma la strategia legale adottata rimane segreta.
chelsea e strasburgo: blueco e dimissioni dal board
Chelsea e Strasburgo condividono la proprietà della holding BlueCo. Per ridurre il rischio legato a possibili sovrapposizioni, alcuni dirigenti chiave del Chelsea hanno scelto di dimettersi dal board francese.
In parallelo, Todd Boehly ha lasciato la direzione della BlueCo Data Limited. In caso di ammissione di entrambe allo stesso torneo, la UEFA potrebbe arrivare a limitare scambi di mercato incrociati fino al 2028.
nottingham forest e olympiakos: blind trust e tempistiche UEFA
Nottingham Forest e Olympiakos rientrano in un contesto che ruota intorno al patron Evangelos Marinakis. La gestione delle quote del Forest è stata affidata a un blind trust, descritto come un fondo fiduciario indipendente, poco prima della scadenza del 28 febbraio.
Il passaggio amministrativo nel Regno Unito, però, risulta completato solo il 17 aprile. La valutazione su adeguatezza e tempi spetta alla UEFA: sarà chiamata a stabilire se tali scostamenti cronologici possano essere considerati sufficienti per la conformità.
brighton, hearts e union sg: soglia 30% e limite strategico
Nel caso di Brighton, Hearts e Union SG, la strategia evidenziata riguarda il controllo delle quote. Il proprietario del Brighton, Tony Bloom, ha operato con un’impostazione definita “d’astuzia”, limitando preventivamente la partecipazione nel club scozzese e in quello belga al 29%.
In questo modo, Bloom ha mantenuto un margine che lo posiziona al di sotto della soglia critica del 30%, evitando di entrare nel criterio che attiva il divieto.
personaggi chiave coinvolti nelle multiproprietà
- Dan Friedkin (presidente di Everton e Roma);
- Todd Boehly (legato a BlueCo e alla direzione della BlueCo Data Limited);
- Evangelos Marinakis (patron di Nottingham Forest e coinvolto tramite quote affidate a blind trust);
- Tony Bloom (proprietario del Brighton, con partecipazioni limitate al 29%).
