Premier League vinta con il Leicester: il ricordo di Inler e perché non scappò stagione
Gökhan Inler torna con la memoria a dieci anni fa, quando il Leicester conquistò la Premier League in un’impresa entrata nella storia. Oggi direttore tecnico dell’Udinese, lo svizzero ricostruisce i momenti-chiave di quella stagione, dal clima attorno alle partite fino al ruolo avuto dall’ambiente e dalla gestione dei protagonisti. Le sue parole mettono al centro un percorso fatto di dettagli, scelte e maturazione, con uno sguardo che collega passato e presente.
leicester 2016: la premier conquistata con l’“incredibile avventura”
Nel racconto di Gökhan Inler, la vittoria di dieci anni fa resta nitida. Il dirigente rievoca l’evento sportivo che trasformò una stagione inattesa in una certezza matematica, ricordando un episodio televisivo in cui l’intera giornata sembrava ruotare attorno al match: la sensazione era quella di essere “in campo”, tra tensione e attesa. In quel contesto, l’elemento decisivo emerge come un insieme di presenze, coinvolgimento e comunione che si percepiva anche da lontano.
il ricordo della serata decisiva: la partita vista da casa
Inler collega il momento chiave alla richiesta arrivata da Jamie Vardy, con l’invito a casa per seguire Tottenham-Chelsea. Il risultato, il 2-2, diede al Leicester la matematica certezza del trionfo in Premier. Nel ricostruire l’atmosfera, il direttore tecnico descrive difficoltà logistiche legate alla presenza massiccia di tifosi nelle vicinanze dell’abitazione e sottolinea l’intensità emotiva che precedeva il fischio finale. Poi arriva il passaggio alle immagini e alla verifica di ciò che era accaduto.
gökhan inler al leicester: l’arrivo a fine mercato e l’obiettivo iniziale
Per Inler, l’approdo a Leicester avviene a fine mercato. La scelta viene collegata alla necessità di trovare un centrocampista di esperienza e un leader dopo la partenza di Cambiasso. Il dirigente richiama anche il proprio percorso in Italia, durato otto anni, e il motivo per cui l’allenatore lo cercò: un profilo capace di offrire non solo qualità tecniche, ma anche supporto e presenza funzionali al gruppo.
salvezza tranquilla: la base di partenza della stagione
Il punto di riferimento iniziale viene indicato con chiarezza: l’idea era ottenere una salvezza tranquilla. Inler ricorda che la stagione precedente si era chiusa salvandosi all’ultimo, rendendo il traguardo immediato più concreto e meno ambizioso rispetto alla conquista finale.
idea di vincere la premier: il cambio di marcia e le partite decisive
Il racconto della rincorsa si concentra su un passaggio fondamentale: la squadra era avanti e perdeva poco, con un dato finale che indica solo tre sconfitte. Nella parte iniziale del percorso, però, nessuno si aspettava l’arrivo fino in cima. La svolta arriva a inizio febbraio, quando il Leicester mette in sequenza risultati che modificano completamente le percezioni.
clic a inizio febbraio: dal 2-0 al liverpool al 3-1 col manchester city
Inler richiama due eventi ravvicinati. Prima arriva la vittoria 2-0 contro il Liverpool in casa. Subito dopo, Mahrez, con una prestazione definita “strabiliante”, permette il successo per 3-1 al Manchester City. È in quel momento che, secondo l’ex calciatore, scatta il “clic” che apre la strada alla corsa fino alla fine.
una sola sconfitta da quel momento: l’unico stop a londra
Dopo il punto di svolta, Inler sottolinea che fino alla conclusione della stagione il Leicester perde solo una partita: quella a Londra contro l’Arsenal. La narrazione lega il cambiamento mentale alla solidità dei risultati, trasformando l’andamento in una sequenza coerente fino al traguardo.
ranieri e il gruppo: il campanello, la compattezza e la famiglia
Nel descrivere i metodi di gestione, Inler dedica spazio a Ranieri e al modo in cui veniva mantenuta l’attenzione. Il dirigente fa riferimento a un episodio legato a un campanello: il tecnico, quando percepisce che la squadra prosegue con “pilota automatico”, concentra l’intervento su una strategia per creare un gruppo più monolitico e mantenere alta la concentrazione durante le riunioni tecniche.
positività e ambizione: il merito più grande secondo inler
Il fulcro del giudizio di Inler sta nella costruzione di una “famiglia”. Nella sua ricostruzione, il merito principale riguarda la capacità di unire positività e ambizione dentro la stessa struttura emotiva e organizzativa.
stagione difficilissima per inler: motivazioni, panchina e scelta di restare
Inler afferma che quell’annata è stata la più difficile della sua carriera. Il dirigente rievoca un contesto complicato: arrivava da otto anni in Italia, era capitano della Svizzera, e alla fine ha giocato solo cinque partite. Il problema principale, durante la stagione, riguarda la fatica nel trovare motivazioni quando esiste la possibilità di cambiare squadra dopo sei mesi.
perché non scappare: l’esempio delle sfide interne
Inler racconta la propria decisione con una domanda centrale: “perché dovrei scappare?”. Il riferimento va a un confronto diretto con Kanté, Drinkwater e Andy King, giocatori con cui si è deciso di restare a lottare. Lo spirito della scelta risiede nel non interrompere il percorso anche in presenza di poche occasioni.
petkovic e l’europeo: il rischio mancato e la priorità all’esperienza
Inler menziona anche il rapporto con il ct della Svizzera, Petkovic, che lo avrebbe avvertito del rischio di non andare in Francia qualora non avesse continuato a giocare. La decisione, però, si orienta verso il restare a Leicester per spingere in allenamento e tenere sulla corda Kanté e Drinkwater, considerati da Inler una coppia eccezionale.
dinamiche di squadra e gratitudine: il ricordo di un’esperienza formativa
Il dirigente sottolinea un comportamento improntato al rispetto delle gerarchie: afferma di non aver creato problemi e di essere rimasto professionale. L’esperienza, per lui, diventa anche una lezione sulle dinamiche di chi in squadra non gioca mai. Nel bilancio personale, Inler sostiene che oggi la sua attività dirigenziale a Udine sia legata anche a quella stagione, definita un “macigno” capace di dare forza anche dopo un percorso arduo.
udinese e gestione dei talenti: lezioni dal leicester
Nel presente a Udine, Inler collega in modo diretto quell’esperienza ai criteri con cui gestisce i giocatori. Racconta che, in Italia tra Udinese e Napoli, ha totalizzato oltre trecento partite. A Leicester, invece, il periodo è stato diverso perché ha dovuto affrontare l’assenza dal campo in modo più marcato. Il passaggio cruciale, secondo il dirigente, è che la Premier rappresenta un torneo globale, capace di far toccare con mano tutto ciò che può provare un calciatore.
regole uguali, approccio diverso: comunicazione e culture
Inler descrive il club come un luogo in cui convivono ragazzi di tante culture diverse. In questa cornice, evidenzia una necessità di adattamento: le regole devono restare le stesse, ma l’approccio deve cambiare in funzione del contesto. L’esempio riportato riguarda i toni da usare con un europeo e l’efficacia diversa quando si ha a che fare con un ragazzo proveniente dal Sudamerica.
udinese: obiettivo 50 punti e crescita nei due anni
In merito alla stagione, Inler indica che il lavoro dell’Udinese è orientato a motivare i ragazzi a rendere bene in ogni partita. Il gruppo, nel racconto, dimostra di credere nel percorso: il desiderio è giocare sempre per vincere e il lavoro svolto mira a una soglia concreta.
raggiungere cinquanta punti: traguardo indicato come impegnativo
Chiudere a cinquanta punti viene definito “tosta”. Nonostante ciò, il dirigente ribadisce l’intenzione di arrivare a quel target, evidenziando anche uno step in avanti accumulato nei due anni e l’esigenza di fare ancora meglio nel prosieguo.
futuro dei big: conti a fine campionato
Per quanto riguarda i giocatori considerati fondamentali, Inler rimanda alle decisioni finali: le somme verranno tirate a fine campionato. In questa fase, sostiene che i “big” siano tutti giocatori importanti per il club e che abbiano risposto positivamente grazie all’ambiente, descritto come sano e capace di metterli nelle condizioni migliori per esprimersi ai massimi livelli.
il leicester dopo la premier: terza serie e il ruolo di vichai srivaddhanaprabha
Inler affronta anche il destino successivo del Leicester, arrivato fino alla terza serie. Il ricordo del “papà” di quel Leicester è associato a Vichai Srivaddhanaprabha, descritto come il boss dei boss. Inler racconta che, per il proprietario, il club aveva un significato simile a quello di un “bambino”, con un carattere sempre sorridente e la capacità di trasmettere un’energia positiva all’ambiente.
la scomparsa dopo lo schianto dell’elicottero
Dopo la sua morte, avvenuta in modo definito scioccante, il cuore della squadra sarebbe rimasto spento. Inler cita l’episodio: l’elicottero si è schiantato e ha preso fuoco il 27 ottobre 2018, dopo il decollo nei pressi del King Power Stadium, al termine di Leicester-West Ham. Da quel momento, per il dirigente, il calcio viene descritto come un mondo che cambia rapidamente.
personaggi citati
- Gökhan Inler
- Jamie Vardy
- Claudio Ranieri
- Mahrez
- Vichai Srivaddhanaprabha
- Cambiasso
- N’Golo Kanté
- Danny Drinkwater
- Andy King
- Petkovic
