Ravanelli sicuro alla juve manca un finalizzatore vlahovic può una mano yildiz fenomeno e lewandowski non è l’uomo giusto
Fabrizio Ravanelli torna a parlare del momento della Juventus e lo fa mettendo al centro un nodo preciso: la costruzione del reparto offensivo e la ricerca di un finalizzatore capace di trasformare le occasioni in risultati concreti. Nel confronto con La Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante bianconero analizza ciò che serve oggi e ciò che potrebbe fare davvero la differenza nel percorso futuro della squadra di Luciano Spalletti, con un focus sulle scelte di mercato e sulle caratteristiche che devono guidare la strategia.
cosa manca alla juventus: un finalizzatore vero
Secondo Ravanelli, alla Juventus manca un finalizzatore e, in particolare, un centravanti che sappia essere determinante con continuità. Il punto viene collegato al ruolo di Dusan Vlahovic: anche se in passato ha avuto difficoltà, per Ravanelli Vlahovic può dare una mano e, con la piena efficacia al cento per cento, la squadra avrebbe potuto raccogliere qualche punto in più.
Pur riconoscendo che Spalletti ha cercato in ogni modo di rendere la squadra più cinica e produttiva, Ravanelli sottolinea un problema strutturale: la Juve crea molte occasioni e ha segnato anche in diverse partite, però manca un “numero nove” realmente in grado di fare la differenza.
vlahovic e le scelte del futuro: dipende dalla visione tecnica
Il contributo di Vlahovic, per Ravanelli, non può essere letto isolatamente: pesa l’insieme delle decisioni che coinvolgono Spalletti e anche figure interne citate nella valutazione, come Chiellini e Comolli. La disponibilità di Vlahovic può rappresentare un elemento utile, ma servirebbe anche altro per competere su tutti i fronti.
Tra gli elementi considerati decisivi c’è l’indicazione di un nove di spessore, descritto come la figura capace di incidere davvero. Ravanelli richiama inoltre una caratteristica storica: alla Juventus, davanti, c’è sempre stata concorrenza.
lewandowski e juventus: perché non sarebbe la scelta giusta
Ravanelli esclude l’ipotesi di un passaggio a Robert Lewandowski come risposta coerente per la Juventus. La ragione, più che legata al livello tecnico, è di strategia: per Ravanelli sarebbe un messaggio sbagliato verso i tifosi e verso la programmazione del club, con un possibile passo indietro rispetto al progetto.
Il punto non riguarda l’altezza del giocatore, definito fuoriclasse, ma la necessità di costruire con ragazzi con un bel futuro e con un DNA Juve. Nel ragionamento entra anche l’età: Ravanelli ricorda che Lewandowski ha 37 anni.
chi sceglierebbe: osimhen, gabriel jesus e l’attenzione allo scouting
Nel merito dei profili, Ravanelli indica un nome preciso come preferenza: Osimhen, pur riconoscendo la complessità legata alle clausole presenti nelle operazioni. Accanto a questo, propone Gabriel Jesus, che definisce adatto alla Juventus, anche se nel suo percorso ha avuto alcuni infortuni.
La componente centrale resta l’attività dell’area scouting: Ravanelli attribuisce un ruolo decisivo alla capacità di individuare un attaccante che possa vincere qualcosa di importante nel futuro. Un altro passaggio riguarda la disponibilità dei “nove”: secondo Ravanelli i nove pronti sono pochi e spesso costano tantissimo.
Ravanelli richiama anche un modello di costruzione legato alla sua esperienza: nella Juventus che conquistò la Champions era stata creato un riferimento basato su prospettiva e voglia di emergere. Vengono citati, come esempio di giovani con motivazione e capacità di mettersi in mostra, i nomi Del Piero e Porrini, insieme a altri membri di quel gruppo.
over 35 e ricerca di energia fisica: cosa secondo ravanelli serve
Ravanelli consiglia di lasciare perdere gli Over 35: riconosce che l’esperienza può offrire qualcosa, ma ritiene che sia necessario soprattutto un mix di energia, intensità e forza fisica.
kean e david: due valutazioni diverse sull’impatto alla juve
Ravanelli dichiara di avere un debole per Kean, ricordando che in passato ha già vestito la maglia della Juventus. Pur ammettendo la possibilità di qualche infortunio di troppo, Ravanelli riconosce a Kean forza e portamento tali da poter ricoprire un ruolo da nove da Juve.
Su David, invece, l’analisi è nettamente più critica: per Ravanelli la stagione di David è negativa e, anche se arrivano alcuni gol, non sarebbe indicato come giocatore in grado di vincere Champions o scudetti. Nel ragionamento viene citato l’ostacolo del “salto di qualità”: Ravanelli distingue il contesto del Lilla, con meno pressione, da quello di Torino, dove la maglia pesa molto di più e richiede grande personalità.
zhegrova, openda e yildiz: mentalità e ruoli offensivi
Ravanelli osserva che Zhegrova possiede più personalità rispetto a David e Openda. L’impressione, secondo la sua lettura, è che Openda e David non sembrino pronti ad assumersi responsabilità in misura ampia, mentre con Zhegrova entrerebbe in gioco un profilo che merita fiducia: Ravanelli dichiara di volerlo vedere in una Juve positiva, con una mentalità vincente.
Per Yildiz, Ravanelli usa toni ancora più diretti: Kenan è un fenomeno. Viene indicata una base su cui partire, ma anche la necessità di considerare l’insieme di altri giocatori citati nel suo ragionamento: Conceiçao, Zhegrova e Boga. Il profilo di Yildiz viene definito come il 10 della Juve, inquadrandolo come fuoriclasse.
Personaggi menzionati:
- Fabrizio Ravanelli
- Marcello Lippi
- Giovanni Trapattoni
- Luciano Spalletti
- Chiellini
- Comolli
- Dusan Vlahovic
- Robert Lewandowski
- Osimhen
- Gabriel Jesus
- Kean
- David
- Zhegrova
- Openda
- Yildiz
- Conceiçao
- Boga
- Tacchinardi
- Di Livio
- Del Piero
- Porrini
- Torricelli
- Peruzzi
