Red Bull RB22: l'intercooler in alto per il motore in-house

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Red Bull RB22: l'intercooler in alto per il motore in-house

Con l’abolizione nel regolamento FIA 2026 delle trombette a geometria variabile, i motori endotermici hanno liberato spazi significativi nella parte superiore della testata, offrendo ai chief designer nuove opportunità di packaging della power unit. L’adeguamento regolamentare ha stimolato interventi orientati a ottimizzare raffreddamento, aerodinamica e integrazione dei componenti, mantenendo l’attenzione sulla stabilità di lungo periodo e sull’affidabilità delle unità powertrain.

packaging della power unit red bull rb22 e soluzioni di raffreddamento

La Red Bull, seguito dall’Aston Martin, ha spostato l’intercooler aria‑aria in una posizione appena sotto la massa radiante di acqua e olio, lungo la fiancata e poco sopra il sei cilindri realizzato a Milton Keynes, vicino al radiatore dei servizi. Questa configurazione insolita si traduce in condotti di collegamento al compressore molto corti e, di conseguenza, in potenziali risparmi di peso sugli accessori e nuove opportunità di sviluppo aerodinamico. Le due orecchie dell’airbox appaiono coerenti con l’obiettivo di rendere più diretto il percorso dell’aria verso il compressore, facilitando interventi futuri sul packaging senza compromettere la tenuta termica.

packaging della power unit red bull rb22: nuova disposizione dell’intercooler e delle fiancate

Pierre Waché ha adottato fiancate superiori caratterizzate da uno scivolo che si inclina verso il basso, generando una marcata zona a forma di Coca‑Cola nella parte superiore. Nella porzione inferiore, non si intravede un’esasperazione dell’undercut sotto l’ingresso dei radiatori, il che lascia intravedere la possibilità di una riduzione delle forme in vista della seconda sessione di test in Bahrain, con l’obiettivo di liberare lo spazio normalmente occupato dallo scambiatore di calore. In questa fase non mancano segnali di sperimentazione mirata al packaging, con attenzione a bilanciare potenziali risparmi di peso e margini di sviluppo aerodinamico.

prestazioni e affidabilità: evoluzione del design e impatto sui test

La RB22 continua a essere trattata come un progetto in fase di affinamento: il motore di Ben Hodgkinson si è distinto per affidabilità e competitività ai primi run, segnando una chiave di lettura positiva sull’intera power unit. L’unità di Milton Keynes ha totalizzato 2.609 km di simulazioni, posizionandosi davanti al 067/6 della Ferrari (2.858 km) e anticipando la Mercedes (2.476 km). Questi dati indicano una tendenza di crescita in termini di affidabilità e continuità operativa, elementi cruciali per l’avvio della stagione e per la gestione del carico energetico durante i giri di gara. Il confronto con i dati raccolti in Barcellona durante lo shakedown e le prossime prove a Sakhir continua a disegnare una traiettoria di sviluppo orientata all’ottimizzazione del pacchetto power unit e del sistema di raffreddamento.

trasmissione e gestione energetica: sfide e contenuti di sviluppo

La RB22 è ancora in una fase di laboratorio avanzato, in cui la gestione del freno motore e la relazione tra MGU‑K e endotermico richiedono una calibrazione accurata. Il rischio associato all’uso intensivo della trasmissione e all’ingranaggeria del cambio è contenuto da una strategia di impostazione di rapporti che prevede un utilizzo elevato del regime di rotazione dell’endotermico, con conseguente energia elettrica da immagazzinare in batteria. Un corretto bilanciamento tra potenza termica, accelerazione e capacità di ricarica della batteria resta cruciale per ottenere prestazioni costanti nelle fasi di gara, soprattutto in condizioni di temperature elevate e lunghe sessioni di qualifica.

Nel testo si citano figure chiave:

  • Max Verstappen
  • Pierre Waché
  • Ben Hodgkinson
  • Toto Wolff
  • Isack Hadjar
La power unit della Red Bull
Categorie: Formula 1Motori

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