Renato buso ho esordito giocando nella juve di platini

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Renato buso ho esordito giocando nella juve di platini

Renato Buso ripercorre una carriera costruita tra grandi club e momenti decisivi, partendo da un’esplosione giovanile che lo aveva messo presto in evidenza. Nei ricordi emergono l’esordio in Serie A, le dinamiche interne vissute tra spogliatoi e gerarchie, fino ad arrivare ai rimpianti che ancora oggi pesano, soprattutto sul piano azzurro e sulle occasioni mancate sul mercato.

renato buso: esordio in serie a da 16 anni

Il primo salto nel calcio dei grandi avviene in fretta. Buso racconta che tutto fu veloce: alla prima partita, contro la fiorentina, entra in campo con il dieci di platini a fare riferimento nel contesto della formazione. Alla seconda occasione arriva invece il gol, contro l’ascoli.

In quella fase iniziale gioca in coppia con michel. Per Buso, che aveva appena 16 anni, l’esperienza assume quasi la forma di una simulazione, come se la dimensione reale del professionismo fosse sorprendentemente vicina e, al tempo stesso, distante.

buso alla juventus: ruolo da dodicesimo uomo e competizione

Il periodo alla Juventus viene descritto come una continua ricerca di spazio. Buso parla di una vita da dodicesimo uomo, impegnata a ritagliarsi il proprio spazio quando l’organico e la competizione offrivano poche occasioni. Anche quando qualche opportunità arriva, il confronto con i campioni presenti in squadra resta un elemento centrale del racconto.

buso alla sampdoria: gruppo, finale di champions e ferita aperta

Con la Sampdoria si forma un’identità di squadra e di convivenza. Buso sottolinea che a genova l’ambiente era particolarmente piacevole e ricorda un rapporto diretto con la dirigenza: mantovani, definito presidente illuminato, invitava i giocatori a casa per favorire la firma del contratto e, nelle trattative, evitava procuratori.

Il ricordo conserva però anche una ferita importante: la sconfitta nella finale contro il barcellona. Buso la descrive come una lesione rimasta aperta, indicando che la squadra non meritava di perdere. Nel racconto viene citato anche un episodio specifico, il fallo da cui nasce la punizione, definito assurdo. La memoria si chiude con un’immagine emotiva: piangere guardando la coppa dei campioni, nel timore che quella possibilità potesse non ripresentarsi.

vialli e mancini: messaggi, gol e una ripresa al wembley

Buso dedica spazio ai rapporti con luca vialli e samuele mancini, descrivendoli come una coppia capace di incidere nello spettacolo del calcio. Per Buso, Vialli era un grande: prima di una partita importante, inviò un messaggio all’intera squadra con un’indicazione netta, “passatemela, spetta a me fare gol”.

Il racconto include anche un momento simbolico: a wembley nel 2021 i due si sono ripresi “insieme con gli interessi” rispetto a ciò che il destino aveva tolto. Davanti alla televisione, Buso afferma di essersi emozionato anche lui.

buso: via da genova e motivi con eriksson

Il trasferimento da Genova avviene per una frattura interna legata a eriksson. Buso parla di un diverbio che sfocia in una lite, coinvolgendo anche mancini. A seguito di questo episodio viene stabilito il trasferimento.

Nel proseguimento del racconto emerge un seguito analogo anche con l’allenatore: l’arrivo successivo alla lazio porta un nuovo scontro con Eriksson, che secondo Buso lo mette da parte anche lì.

alla lazio: amichevole, schieramento e richiesta di cessione

La vicenda alla Lazio viene ricostruita attraverso la prima amichevole. Buso osserva che non credeva che i problemi con Eriksson potessero ripresentarsi dopo anni. Al primo test, invece, l’allenatore lo schiera addirittura difensore centrale. Buso interpreta quello schieramento come un affronto e lo percepisce in modo immediato durante la partita.

Finito l’incontro, Buso si reca da zoff per dichiarare che desiderava essere ceduto. Nel racconto viene chiarito che non aveva bisogno di chiarimenti: gli era bastato quell’episodio.

buso al napoli: voglia di riscatto e rapporto con boskov

Il passaggio al napoli nasce da una prospettiva di riscatto. Buso specifica di arrivare dalla Sampdoria con un obiettivo preciso: recuperare terreno e ripartire, soprattutto perché ritrova boskov, definito per lui un riferimento simile a un padre.

Buso racconta anche un aspetto personale: abitavano nello stesso palazzo a posillipo. In varie occasioni Boskov lo invitava a prendere un caffè per capire meglio le dinamiche dello spogliatoio, rafforzando il senso di guida e confidenza.

rimpianto di buso: nazionale e inter mancata con ronaldo

Il ricordo più significativo riguarda la nazionale come primo rimpianto. Subito dopo Buso aggiunge un’occasione legata al passaggio all’inter quando, secondo il racconto, c’era ronaldo. L’affare viene descritto come qualcosa che “sfumò tutto all’ultimo”.

Il procuratore di Buso era branchini, lo stesso che aveva portato il fenomeno in nerazzurro. Buso afferma di avere già un accordo e di essere persino in viaggio verso Milano, ma l’operazione non si concluse. La conclusione del rimpianto resta quella di un’occasione che sarebbe piaciuto trasformare in una chiusura di carriera in quel contesto.

Personaggi citati: Renato Buso, Michel, Platini, Mantovani, Vialli, Mancini, Eriksson, Boskov, Zoff, Branchini, Ronaldo, il “Fenomeno”, Barcellona, Juventus, Fiorentina, Ascoli, Sampdoria, Lazio, Napoli, Inter, Wembley.

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