Rolly romero si è ritirato dopo l episodio della papera
Rolly Romero says the reason he hasn’t fought in a year is because EVERYBODY is ducking him 🗣️
“I got ducked by literally everybody. Devin, Conor Benn, Ryan, Pacquiao…” pic.twitter.com/3b2QHvm1Rk
— Source of Boxing (@Sourceofboxing) May 21, 2026
Rolando “Rolly” Romero torna a parlare del proprio futuro nel pugilato e lo fa in modo netto: sostiene di essere in pensione dopo un anno in cui, a suo dire, la ricerca di grandi match non si è concretizzata. L’ultima volta sul ring, per come viene ricostruita la situazione, risale al suo upset nel maggio 2025 contro Ryan Garcia, circostanza che lo ha lasciato da inattivo ma pur sempre legato al ruolo di campione WBA dei pesi welter.
rolando “rolly” romero: dichiarazione di ritiro dopo un anno senza incontri
Secondo quanto affermato da Romero, la scelta di fermarsi nasce direttamente dalla lunga inattività: non avrebbe combattuto da un anno e questo, per lui, rappresenterebbe il punto di arrivo. Il messaggio viene accompagnato da una lettura emotiva del periodo trascorso, con il riferimento a una crescente frustrazione legata al mancato approdo di match di alto profilo.
Romero descrive il contesto come un percorso in cui avrebbe ricevuto rifiuti frequenti, sostenendo che molte opportunità non si sarebbero trasformate in incontri reali. A sostegno della propria tesi, elenca più volte i nomi dei pugili che ritiene abbiano evitato la sfida diretta.
titolo wba welter e sfide mancate: romero indica i motivi dell’assenza
Nel racconto riportato, il tempo passato lontano dal ring viene inquadrato come una fase di inseguimento di eventi più remunerativi, invece di una difesa del titolo. Romero afferma che, durante il periodo di inattività, l’obiettivo sarebbe stato ottenere combattimenti di maggiore impatto economico contro Devin Haney, Conor Benn e Manny Pacquiao, oltre a un possibile match di rivincita con Ryan Garcia.
All’interno della ricostruzione, emerge anche un passaggio legato alla mancata concretizzazione di un confronto alternativo: Romero non avrebbe percorso la strada della difesa del titolo o l’eventuale sfida a un challenger obbligatorio indicato come Shakhram Giyasov. L’insieme delle scelte e dei tentativi effettuati, secondo Romero, avrebbe prodotto come risultato una prolungata mancanza di incontri.
“ducked” da molti: i nomi che romero sostiene di aver affrontato senza successo
Il punto centrale del messaggio di Romero è la convinzione di essere stato aggirato da più interlocutori. Nelle dichiarazioni rese, vengono ripetuti i nomi che, secondo lui, non avrebbero voluto affrontarlo. Tra i riferimenti principali compaiono Devin, Conor Benn, Ryan e Pacquiao.
conor benn come nodo principale nelle parole di romero
Tra i nomi citati, Romero riserva particolare attenzione a Conor Benn, indicando come elemento più delicato il fatto che la trattativa sarebbe arrivata a uno stadio avanzato prima di bloccarsi. Romero sostiene che sarebbe stato trovato un accordo per combattere il 30 maggio a New York, ma che la situazione poi sarebbe saltata.
Nel descrivere l’evoluzione, Romero attribuisce lo stop a una presunta mancanza di volontà da parte dell’avversario. La motivazione addotta è legata a una convinzione sulle possibilità sportive e sulla disponibilità al confronto, con un passaggio in cui afferma di non avere problemi personali, ma di detestare il comportamento di chi, a suo dire, si presenta come interessato e poi non realizza l’accordo.
rivincita con ryan garcia: romero dubita della sincerità
Alla domanda sulla possibilità di affrontare di nuovo Ryan Garcia, Romero replica con scetticismo. Il punto sollevato è che, secondo la sua lettura, Garcia non sarebbe affidabile sul piano delle dichiarazioni: Romero afferma che, quando Garcia parla, non sarebbe possibile credergli.
La posizione di Romero viene completata da un’accusa diretta, con l’affermazione che Ryan Garcia mentirebbe più di chiunque altro. In questo modo, la rivincita viene presentata non come certezza, ma come un’opzione condizionata dalla fiducia reciproca che Romero dice di non avere.
broner e le letture alternative: inattività e politica del pugilato
Le dichiarazioni sul ritiro vengono contrapposte, nel racconto riportato, a una visione diversa espressa da Adrien Broner. Broner insiste sul fatto di non credere davvero alla decisione di Romero, collegando il tema principalmente a inattività e a dinamiche interne del mondo del pugilato, più che a un abbandono definitivo dello sport.
Nella ricostruzione, questa interpretazione viene associata anche al modo in cui molti appassionati potrebbero leggere la situazione: l’assenza prolungata viene vista come un segnale di un percorso costruito per cercare un grande pagamento, invece di restare attivi sfruttando la cintura.
posizione attuale di romero: campione inattivo e leva ridotta
La descrizione finale del quadro mette in evidenza un effetto pratico della pausa: secondo quanto riportato, Romero avrebbe poca leva dopo l’assenza protratta per dodici mesi. In questa cornice, il mancato utilizzo della possibilità di restare operativo con difese o incontri programmati lascia spazio a nuove incertezze sul prossimo step.
personaggi citati nelle dichiarazioni e nel contesto
Devin Haney, Conor Benn, Ryan Garcia, Manny Pacquiao, Adrien Broner, Shakhram Giyasov
