Sci alpino, l’Italia arruola Mölgg e Blardone come allenatori per risollevare slalom e gigante: realtà o colpo mediatico?

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Sci alpino, l’Italia arruola Mölgg e Blardone come allenatori per risollevare slalom e gigante: realtà o colpo mediatico?

Lo sci alpino italiano sta vivendo un momento di grande intensità, con un inverno che ha riportato segnali di successo su più fronti. La stagione 2025-2026 ha infatti consegnato ori olimpici, ulteriori medaglie ai Cinque cerchi, oltre a Coppe di Specialità e prestazioni di alto livello. In parallelo, torna a farsi strada anche la speranza nello slalom femminile, tradizionalmente indicato come un punto critico del settore rosa.

Accanto a questi elementi positivi, emerge però un tema che continua a pesare: le discipline tecniche maschili. È in questo segmento che la stagione fatica a offrire continuità, con risultati che non riescono a reggere il confronto con i periodi di eccellenza.

stato dello sci alpino italiano 2025-2026 e segnali di ripresa

Nel complesso, l’inverno 2025-2026 viene descritto come una stagione di rilievo, capace di portare risultati importanti e di consolidare la presenza dell’Italia a livello internazionale. Il quadro comprende traguardi olimpici, nuove medaglie e un afflusso di successi che non si limita a un singolo settore.

Tra le note positive, trova spazio anche una nuova luce nello slalom femminile, indicato come una delle aree in cui si attendevano risposte. L’attenzione resta alta perché il recupero in ambito femminile può incidere sull’equilibrio complessivo della stagione.

discipline tecniche maschili: stagione deficitaria e lunga attesa

La situazione più critica riguarda le discipline tecniche maschili, dove la stagione viene definita come un’annata deficitaria sotto il profilo dei risultati. L’elemento più evidente è la scarsità di podi: viene segnalato un solo podio, ottenuto da Alex Vinatzer nel gigante di Beaver Creek.

Il dato centrale è la distanza temporale dai risultati di rilievo: si parla di un avvicinamento alla quota di 200 gare complessive tra slalom e gigante senza affermazioni azzurre. Tra le porte strette, l’ultima affermazione citata risale a un tempo molto lontano: l’ultima tra i rapid gates sarebbe stata ottenuta da Manfred Mölgg nel gennaio 2017. Per le porte larghe, il riferimento è ancora più netto: l’Italia non primeggia da quando Max Blardone trionfò a Crans Montana nel febbraio 2012.

Mölgg e Blardone: indiscrezioni su ruoli tecnici e direzione

Proprio i nomi di Manfred Mölgg e Max Blardone vengono indicati come i più discussi in queste ore. Da diversi giorni circola la voce secondo cui il quarantatreenne sudtirolese potrebbe assumere la responsabilità delle specialità tecniche maschili.

Alla prima indiscrezione si aggiunge un’altra ipotesi: quella secondo cui il quarantaseienne piemontese potrebbe ricevere la guida tecnica del gigante. Il quadro complessivo, così delineato, porta a valutare una possibile operazione di ricollocazione, orientata al recupero competitivo del comparto tecnico.

ipotesi Mölgg-Blardone e impatto sul racconto sportivo

Il tema sollevato è se queste voci possano tradursi in realtà oppure rimanere nell’ambito del semplice chiacchiericcio. Se l’operazione legata a Mölgg e Blardone dovesse concretizzarsi, l’interpretazione sarebbe immediata: un ritorno alla guida da parte di figure capaci di primeggiare nel contesto tecnico, ora chiamate a operare in posizioni gestionali e di direzione tecnica.

In ogni caso, l’attenzione resta vincolata ai risultati: per gli appassionati conta ciò che accade sulla neve, mentre il settore tecnico maschile continua a essere il punto in cui la stagione fatica a produrre segnali costanti. Il processo di verifica riguarda la trasformazione delle voci in decisioni operative e la risposta che ne potrebbe derivare sul piano delle prestazioni.

figure coinvolte nelle indiscrezioni sui ruoli tecnici

  • Manfred Mölgg
  • Max Blardone
  • Alex Vinatzer
Manfred Moelgg
Categorie: Ultime notizieSci

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